Picture: Wings
Etichetta: Pure Steel Records
Produzione: Jonathan Merrelaar
Data di uscita: 16.08.2019
Durata dell’album: 40.17 min
Genere: Heavy Metal
Voto: 9.0 / 10
I Picture sono un altro grande veterano del metal che quest’anno torna con un nuovo lavoro in studio, »Wings«. La band è davvero longeva: nata alla fine dei Settanta, negli Ottanta ha menato come si deve. Fino al 1986, quando uscì il settimo album »Marathon«, i Picture hanno viaggiato a tutta veemenza, poi, nonostante l’alta qualità portata di disco in disco e una maturazione artistica costante, si sono fermati. Ma nel periodo post-millennio i tosti olandesi sono tornati e tra il 2009 e il 2012 hanno messo in fila due ottimi album in studio, per poi sparire di nuovo per ben sette anni, fino ad arrivare finalmente al loro (in tutto il decimo) album in studio »Wings«, dieci pezzi nuovi.
Tra i membri che hanno attraversato il bene e il male lungo tutta la carriera ci sono sempre stati il batterista Laurens Bakker e il bassista Rinus Vreugdenhil, ma nei sette anni tra l’album precedente e quello nuovo la band non si è ringiovanita con i cambi di formazione, come ci si sarebbe aspettati e come succede ai vecchi dinosauri che hanno bisogno di sangue fresco per continuare a macinare chilometri. Sono infatti tornati il cantante Ronald Van Prooijen e il chitarrista Jan Bechtum. Per il nuovo album i Picture si sono quindi riuniti nella formazione classica, quella che ha registrato »Picture 1«, »Heavy Metal Ears« e »Diamond Dreamer«. All’attuale line-up hanno aggiunto anche un quinto membro, Appie De Gelder, che non è solo un ottimo chitarrista, ma sul nuovo album si è occupato anche di arrangiamenti di tastiere aggiuntivi, perfino di sonorità Hammond da vecchia scuola, con cui però i Picture, tranquillo, non esagerano per niente. Solo nella title track, una mini suite epica di cinque minuti, uno dei momenti più drammatici dell’album, ma al tempo stesso anche dei più pomposi. Sul disco, in fatto di pompa, la supera solo la conclusiva Stroke, una marcia sette minuti di cupezza rabbiosa e arruffata.
I Picture suonano su »Wings« come un dinosauro risvegliatosi da un sonno di cento milioni di anni. Dieci pezzi che seguono alla lettera tutto ciò che conosciamo e intendiamo con il nome Picture. Suona antico, fossilizzato, primordiale , dentellato e, in tutto e per tutto, segue fedelmente la tradizione della vecchia, buona scuola del metal pionieristico.
Allo stesso tempo il nuovo album vanta una produzione nuova di zecca, ottima, che mantiene una cinetica incandescente e affilata come una lama, un’ottima disposizione dei mattoncini del quadro sonoro e un’ottima produzione con la voce spinta al centro, dove non mancano l’evocazione teatrale di atmosfere cupe di occulto, rovina e altri principi di vampirologia. Eh sì. Non per niente si sono beccati il soprannome di Saxon olandesi, e i legami di parentela si possono cercare anche nei vecchi riff degli Accept. Di sicuro tutta questa elementarità, che questi vecchietti respirano ancora a pieni polmoni in età matura, ha legato i Picture chimicamente alla primordialità del suono e dell’energia di quel revival della N.W.O.B.H.M.
Prooijen mantiene una grande potenza vocale. Con gli anni la voce gli si è un po’ abbassata, ma si è ispessita alla grande, e nella maggior parte dei registri che occupa suona estremamente convincente, dentellata e autorevole. Certo, qui c’è l’inglese olandese, ma è addirittura un marchio di fabbrica gradito della band e tutt’altro che fastidioso, cosa che sarebbe potuta capitare al gruppo con facilità. Se in questo senso, ovvero con il loro inglese disastroso, gli Scorpions tedeschi sono comunque riusciti a diventare milionari, può essere perfino un’arma a doppio taglio.
I pezzi sono dieci. Di natura molto, molto dettagliata. Ci hanno lavorato a lungo. Dai riff perfetti della vecchia scuola che ti agganciano subito, al legame dinamico e fluido con ritornelli anthemici, e naturalmente arricchiti da quella componente più stuzzicante,. Parlo delle modulazioni nei passaggi di mid eight, dove il duo di chitarre Bechtum / De Gleder è semplicemente vincente. Dagli assoli oliati alla splendida comunicazione nelle armonie a tre voci e alle altre strutture di passaggio essenziali, ovvero i ponti tra ritornelli e strofe. Il tutto è rafforzato dalla gamba del basso di Vreugdenhil, elasticissima ma affilata e ruvida, dal suono ispessito e sferragliante, e dalla cinetica ancora grande ed esplosiva dell’esperto Bakker. Tra i pezzi, il passaggio nel ritornello di Never Enough è quasi identico a quello nel ritornello di We’re An American Band dei leggendari Grandfunk Railroad, ma si tratta di una somiglianza involontaria, capitata per caso nella fase di composizione..
Volete una mazzata di vecchia scuola, suonata con una freschezza di idee incredibilmente scintillante, con la fretta primordiale dei riff, intrisa di adrenalinico voltaggio ad alto numero di ottani e di energia da acciaieria? Qualcosa di quello che ha creato una generazione che 40 anni dopo dimostra ancora che da questa ricetta non se n’è andata quella foga incandescente e irremovibile, quell’ardore, quella dedizione e quell’energia brillante che ti afferra di colpo e ti risucchia nei suoi ingranaggi sferraglianti e rabbiosi. »Wings« è un album eccellente. Un album che raggiunge una qualità a cui nessuno osava nemmeno pensare, figuriamoci pretenderla da una formazione leggendaria negli anni della maturità. Meglio delle aspettative, insomma. Ma i Picture sono una guardia di musicisti straordinariamente esperti che in carriera non hanno mai registrato un brutto album e che anche nel 2019, a 40 anni dalla fondazione, non hanno permesso in alcun modo di scivolare artisticamente. Un album che, per gli amanti della vecchia scuola, dei bei vecchi tempi della N.W.O.B.H.M. e di tutto ciò che demolisce la fossilizzazione pionieristica e travolge in modo primordiale, è più che tagliato su misura.
di: Aleš Podbrežnik
Tracklist:
01. Line Of Life
02. Wings
03. Little Annie
04. Is It Real
05. Blown Away
06. No Place To Hide
07. Empty Room
08. Never Enough
09. Still Standing
10. Stroke
Formazione:
Ronald van Prooijen – voce
Jan Bechtum – chitarra, cori
Appie de Gelder – chitarra, tastiere, cori
Rinus Vreugdenhil – basso
Laurens “Bakkie” Bakker – batteria