The Darkness: Easter Is Cancelled
Etichetta: Cooking Vinyl
Data di uscita: 04.10.2019
Produzione: Dan Hawkins
Durata dell’album: 38.58 min.
Genere: Hard Rock
Voto: 9.0 / 10
Chi l’avrebbe detto che, a sedici anni dall’esplosione commerciale arrivata col disco d’esordio nel 2003, quando ormai nessuno ascoltava più rock’n’roll, la band non solo sarebbe sopravvissuta e rimasta in piedi, ma avrebbe pure continuato ad allargare il proprio raggio d’azione, aggiornando gli ingredienti old school del rock and roll ai tempi nostri, sempre con un tocco di eccesso gentile ma terribilmente credibile, a punzecchiare con la sua parodia smorfiosa e con un’inesauribile, spassosissima guasconeria!
The Darkness e il loro nuovo, ancora una volta potentissimo album in studio «Easter Is Cancelled» mantengono infatti esattamente ciò che si pretende e si aspetta dai The Darkness. No, qui dentro non ci sono hit dal potenziale venefico come I Believe In A Thing Called Love, ma in poco meno di 39 minuti di «commedia» «classica» alla The Darkness il disco entusiasma dall’inizio alla fine. È incredibile, infatti, che una band a cui, dopo tutto quello che ha detto e dimostrato, è rimasto relativamente poco margine di manovra dentro lo stampo creativo che si è data, riesca ancora a sorprendere in modo così piacevole. Ogni singola canzone del nuovo album vi farà ancora alzare le sopracciglia con grande efficacia, il che significa che i The Darkness mantengono intatto, e con successo, il loro carisma da parodia rock’n’roll travolgente, senza una macchia.
Chi segue i The Darkness fin dagli inizi si troverà subito sulla stessa lunghezza d’onda anche con la sostanza del nuovo album. Anche qui, infatti, i The Darkness tengono su la posa da banda di monelli, burloni eternamente ingestibili, che non vedono l’ora di «inzuppare» in chiave parodica qualche band classica del rock’n’roll e pure del metal. E in questo restano assolutamente vincenti, perché così conservano, con grande credibilità, uno dei marchi di fabbrica della loro riconoscibile ricetta musicale.
I The Darkness hanno sempre amato aggiungere elementi folk rock, o per dirla meglio, motivi di musicalità dal suono celtico. Lo si sente già nell’apertura Rock N’ Roll Deserves To Die. L’intro è timido, dal suono celtico, poi all’improvviso lo «taglia» in due un riff grasso e sporco, ruggente, di chitarra Gibson LP, che irrompe nel brano. Secondo le parole della band si tratta del senso di disperata nausea per il fatto che il rock’n’roll, nel corso degli anni, sia diventato una vera uniforme da cliché e che quindi questo cliché vada «ucciso», «fatto a pezzi», «cacciato via». Il ritornello, in un salto centrale, è portato in territorio Queen (che è un classico trucco di Justin Hawkins). Un pezzo che, attraverso le modulazioni di una composizione abile, mantiene alta la tensione lungo il suo filo rosso e una vera teatralità bombastica. È interessante che la chiusura dell’album sia costruita in modo molto simile nella conclusiva We Are The Guitar Men, dove però, a differenza del desiderio di distruggere il rock’n’roll, la band urla «long live rock’n’roll» (l’uscita è condotta nello stile del tapping di Eddie Van Halen. Il seguito dell’album è musicalmente invasivo. Soprattutto convivono splendidamente la penetrazione dei riff, ruvida e indomabile, che cavalca sempre il rock classico, e, sull’altro versante, la contagiosità epicamente bombastica dei motivi dei ritornelli, come si sente in How Can I Loose Your Love e subito dopo in Live Till’ I Die, che in apertura evoca un giro sulle figure dei The Who. La presa da arena bombastica del disco cresce nell’inno Heart Explodes, in cui sono intrecciate le doppie armonie di terze alla Thin Lizzy. Deck Chair calma le acque dell’album ed è composta sotto la totale influenza dell’ascolto adolescenziale dei Queen da parte di Hawkins. Il disco poi si spacca a metà con la title track, un mostro d’album metallizzato che sembra aver messo gli Iron Maiden sotto steroidi. Heavy Metal Lover si apre con la pericolosa maniera dell’hit degli Steppenwolf Born To Be Wild, ma solo si apre. Campanaccio aggiunto. La strofa unisce un passaggio calmo e uno infuriato, che si riversa in un nuovo ritornello incredibilmente contagioso. Choke On It è il momento più cupo dell’album, paragonabile all’eccentricità punk della seconda metà degli anni Settanta. Porta però al tempo stesso una sospensione ritmica rock che ti prende. Con i rimandi buttati lì i The Darkness punzecchiano il giusto e non danno mai la sensazione che si tratti di copiatura, ma di un continuo, beffardo ma simpatico prendersi gioco.
Justin strilla altissimo. La quinta ottava è superata con facilità. Nelle melodie rievoca di nuovo gli approcci classici dei Queen (anche l’aggiunta pomposa di armonie vocali sullo sfondo dei motivi richiama questo paragone), il che non è certo una novità. Il tipo ha di nuovo consegnato ottimi assoli nei passaggi mid-eight. I pezzi hanno capo e coda, nella composizione i The Darkness restano veri maestri del riciclo, il che significa che possono vendere la stessa mossa già venduta in un nuovo, succoso involucro ancora e ancora, perché garantito che anche stavolta «brucerà» e accenderà ancora e ancora. Efficace. È chiaro che i nuovi pezzi si incastreranno alla perfezione nel repertorio di ferro dei loro futuri concerti.
«Easter is Cancelled» non dà una sensazione così arruffata come il suo sfrenatissimo predecessore «Pinewood Smile», ma conquista con più attrattiva musicale e contagiosità invasiva, e cresce anche l’elemento bombastico. La copertina va a braccetto con la posa della band. Provoca, e così bene che un bel po’ di media ha negato il proprio supporto legato alla promozione del nuovo album dei The Darkness. Il Gesù crocifisso con il fisico di Arnold Schwarzenegger è Justin in persona, gli altri tre compari sono disegnati come Maria Maddalena e altre due compagne (a quello «riccioluto con gli occhiali» (Frankie) non c’è chirurgia estetica che tenga), che accanto a Justin crocifisso massacrano senza pietà i Romani.
I The Darkness hanno dunque cancellato, ovvero disdetto, la Pasqua. Nel loro stile di inesauribili, pomposi monelli, a cui non manca l’ispirazione per infilare con genio gag di humour nero. Con questo album il Rock ‘N’ Roll ha ricevuto ancora una volta la vera affermazione della sua missione. «Easter Is Cancelled» regala una festa vera e autentica in tutto e per tutto. Esattamente il messaggio di base della magia chiamata rock’n’roll. Ben prima di Natale, che i The Darkness con il nuovo disco hanno spostato direttamente a venerdì 04.10.2019, hanno cancellato la Pasqua senza il minimo rispetto, come già detto!
autore: Aleš Podbrežnik
Tracklist:
01. Rock And Roll Deserves To Die
02. How Can I Lose Your Love
03. Live ‘Til I Die
04. Heart Explodes
05. Deck Chair
06. Easter Is Cancelled
07. Heavy Metal Lover
08. In Another Life
09. Choke On It
10. We Are The Guitar Men
Formazione:
Justin Hawkins – voce, tastiere, chitarra
Dan Hawkins – chitarra
Frankie Poullain – basso
Rufus Tiger Taylor – batteria
