Bonfire: Fistful Of Fire

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Etichetta: AFM Records
Data di uscita: 03.04.2020
Produzione: Hans Ziller
Durata dell’album: 47.48 min
Genere: Hard Rock
Voto: 9.0 / 10


I Bonfire sono leggende dell’hard rock tedesco. Nei lunghi anni di attività la band ha attraversato momenti belli e momenti duri, un sacco di alti e bassi, ma in qualche modo è sempre rimasta in piedi ed è sopravvissuta, anche quando sembrava che fosse tutto finito. Ogni volta qualcuno ha tirato avanti il carro. Dal 2015 a trascinarlo con decisione è l’unico membro fondatore e originale rimasto, il chitarrista Hans Ziller, che nei Bonfire di oggi è circondato da musicisti molto più giovani, ma di grande esperienza. Dopo l’arrivo nel 2016 dell’eccellente cantante Alexx Stahl (Roxxcalibur, Purple Rising), il quintetto ha sfornato in fretta due nuovi album in studio e la compilation di cover «Legends». A due anni dal predecessore «Temple Of Lies» arriva così il terzo con il nuovo cantante in formazione: «Fistful Of Fire». Senza un nuovo cambio, però, non se n’è usciti. Stavolta dietro le pelli, dove Tim Breideband è stato sostituito da Andre Hilgers (ex-Rage, Axxis).

Ci ritroviamo con quasi 48 minuti di nuova storia musicale, che ancora una volta sfoggia tutte le qualità a cui i Bonfire ci hanno abituato negli anni. «Fistful Of Fire» è un nuovo concentrato hard rock di prima qualità, cucito rigorosamente secondo la ricetta della scuola tedesca. Certo, è difficile tirare in ballo paragoni con i tempi d’oro di album come «Don’t Touch The Light» e «Fireworks», eppure il tutto, sotto la guida di Ziller, mantiene una credibilità stilistica incredibile. Il filo conduttore si sente e bussa alla porta della nostalgia. Ziller è un chitarrista a modo suo, un visionario a modo suo, e i Bonfire, anche in una formazione completamente nuova, conservano un sound e uno stile tutti loro. E poi chi osa dire che nel rock non sia tutto una questione di chitarristi? Hans Ziller è insomma il nome giusto per dire che i Bonfire, nei tempi nuovi, sono assolutamente una storia musicale a sé, anche se, come sappiamo, l’hard rock come genere ha dei limiti espressivi che si raggiungono in fretta.

Ziller ha al suo fianco un eccellente collega alla chitarra, Frank Pané, degno di ogni fiducia. Oltre a Ziller, anche lui si butta attivamente negli assoli dentro le parti mid-eight, ed entra attivamente in tutte le armonie a tre voci: insomma, gli sta alla pari. Poi c’è il basso pulsante dello statunitense Ronnie Parkes, forse noto agli intenditori per la collaborazione con i Seven Witches, ma su tutto contano gli altri due membri. Il primo è l’entusiasmante batterista Andre Hilgers, una vera macchina da guerra dietro le pelli!  Uno dei batteristi più stimati e in generale più bravi della sua generazione in Germania. Il secondo è lo straordinario cantante Alexx Stahl.

La chimica funziona! Che dire? Il falò si è riacceso alla grande! «Fistful Of Fire» suona come l’album di una band, non di un singolo o di un progetto. Suona vivo, incendiario, non fa prigionieri. Ti afferra con l’intensità e funziona come se i Bonfire avessero suonato insieme un concerto in studio per questo disco e l’avessero registrato al primo colpo. Ovviamente no. Ma dà proprio quella sensazione. Lo scatenato Alexx Stahl è incredibile, sviluppa una potenza vocale eccezionale in qualsiasi registro e lascia a bocca aperta quando, con una leggerezza piumata, salta la linea vocale di qualche ottava più su, demolendo tutto con la sua forza anche nelle altezze estreme. Una voce penetrante e autorevole che mette il necessario puntino sulla «i» a frasi altrimenti ingegnose e contagiose, mentre i pezzi acquistano un carattere marcato quando Stahl li ravviva così fino al midollo. Hilgers è davvero un grande acquisto per Ziller. I suoi «rolling» sono semplicemente mostruosi, l’esplosività incredibile, il controllo e la velocità! Nei passaggi brilla con soluzioni ingegnose ed entusiasmanti (Ride the Blade), e se serve calpesta volentieri anche il doppio pedale della cassa (la title track) .Prova a fare hard rock così, se hai il coraggio! Eh già. I nuovi Bonfire tirano fuori un sound vampiresco, sfacciatissimo e ipermetallizzato. Ma non sorprende, perché un suono così l’avevano già servito con i tre album precedenti, eppure il nuovo sembra ancora un filo più incattivito. Forse per il carattere implacabile dei riff, che tengono l’album in spinta dinamica, e per lo straordinario Andre Hilgers, che tiene insieme l’ossatura di questa bestia al galoppo.  Il nuovo sound dei Bonfire è paragonabile alla carica di certi Pretty Maids, e ora, con Hilgers in formazione, funzionano come una storia davvero impeccabile. Come se tutti i pezzi del puzzle fossero finalmente andati al posto giusto.

I brani sviluppano un alto livello di pompa e di teatralità drammatica, che raggiunge i picchi d’atmosfera in ritornelli dal grande impatto musicale. La band ha messo insieme dieci pezzi, e tutti si possono vantare di una grande varietà di idee. In genere i brani vanno da veloci a velocissimi e di «sfrontato e appassionato» tirare dritto ce n’è a palate nell’album. L’eccezione è la semi-ballad When An Old Man Cries, che però resta immune al patetismo e agli eccessi di zucchero. Solo la pura ricetta del miglior hard rock tedesco, che ti prende a calci in faccia senza ritegno. I pezzi stanno in piedi alla grande. Gli arrangiamenti sono rifiniti. La natura coerente di questo album è forte e marcata. In questo supera addirittura i tre album precedenti. Cali di qualità tra l’uno e l’altro non ce ne sono e l’album va ascoltato per forza tutto d’un fiato. Dall’inizio alla fine. In mezzo ci sono tre preludi strumentali introduttivi, cosa che i Bonfire facevano già negli anni Ottanta.

«Fistful Of Fire» è insomma uno dei migliori album hard rock usciti nella prima metà di quest’anno. Insieme al nuovo album dei Gotthard «#13», un obbligo per tutti i fan «sopravvissuti» del genere. Più tedesco di così non si può. Allo stesso tempo, con questo disco i Bonfire restano fedeli a se stessi, continuando a «sferragliare» con grinta e ortodossia e facendo in modo che la fiamma del classico hard rock tedesco non si spenga.

autore: Aleš Podbrežnik


Tracklist:
1. The Joker
2. Gotta Get Away
3. The Devil Made Me Do It
4. Ride The Blade
5. When An Old Man Cries
6. Rock’n’Roll Survivors
7. The Surge
8. Gloryland
9. Fire And Ice
10. Warrior
11. Fire Etude
12. Breaking Out
13. Fistful Of Fire

Formazione:
Alexx Stahl – voce, cori
Hans Ziller – chitarra, tastiere
Frank Pané – chitarra
Ronnie Parkes – basso
André Hilgers – batteria

Bonfire – Rock ‘N’ Roll Survivors (video ufficiale)
Bonfire – The Devil Made Me Do It (video ufficiale)
Bonfire – Fistful Of Fire (copertina)
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