Panda: Stoletni ples

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Autoproduzione
Data di uscita: 2016
Produzione: Igor Potočnik
Durata dell’album: 48.38 min
Genere: Art Pop / Rock
Voto: 9.0/10


«Stoletni ples» è un disco che ha avuto una gestazione lunghissima, tanto che durante la lavorazione i Panda hanno cambiato ben tre cantanti. Eppure: l’attesa sarà stata lunga, ma la qualità del prodotto finale la giustifica tutta. Conoscendo il famigerato, quasi proverbiale perfezionismo del leggendario Andrej Pompe e della sua combriccola, non sorprende nemmeno più. «Stoletni ples» è un nuovo, eccellente lavoro di questa formazione art pop rock slovena, per molti versi ormai leggendaria.

«Stoletni ples» ha diversi brani potentissimi che, come ormai è abitudine della band negli anni della maturità, fanno l’occhiolino alle onde radiofoniche. Quelle, ovviamente, che premiano la musica di taglio mainstream. La band, che negli ultimi anni è “avanzata” a sestetto (con il percussionista fisso Vanja Vogrinčič), anche nel nuovo album non si scolla di un millimetro dalla ricetta collaudata di composizioni musicalmente contagiose, che raggiungono un crescendo atmosferico in ritornelli seducenti e appiccicosi, di quelli che ti si piantano in testa al primo ascolto. Il nuovo disco incarna tutto ciò che il nome della band rappresenta dagli esordi a metà anni Ottanta fino a oggi, naturalmente con un salto evolutivo e artistico maturo verso i tempi nuovi. Ma l’essenza è lì e si riassume in una parola: «Panda!» Già Ljubimec brez imena, bomba d’apertura e uno dei punti più forti dell’album, è per qualsiasi ascoltatore un richiamo di prima categoria, che stuzzica con efficacia la curiosità anche per il resto della sostanza musicale del disco. In generale la prima parte dell’album è fortissima: si susseguono brani (Ljubimec brez imena, Noro (con il ritornello probabilmente più riuscito di tutto il disco), Stoletni ples, Kakšno sonce, kakšen dan) dagli arrangiamenti curatissimi, cioè senza cali di qualità, che si rubano letteralmente l’attenzione a vicenda.

Il nuovo album dà l’impressione di un corteggiamento più intenso dei ritmi latini rispetto ai predecessori. Di sicuro un ingrediente importante di questa sensazione, di questo effetto, è il contributo del percussionista Vanja Vogrinčič, che in un dialogo affiatato e sottile con il batterista Damjan Mulej rafforza la base ritmica dei pezzi, riempiendo ulteriormente lo spazio del paesaggio sonoro dei brani.  Il basso di Vlado Pirc, sempre affidabile, resta invece organico e pieno di calore, morbido ed elastico, dinamico nel portare melodia, mentre Samo Pirc mostra un’incredibile poliedricità “scolpita”, visto che come chitarrista nel disco è esposto almeno quanto Andrej Pompe alle tastiere e deve sapersi adattare di continuo agli scarti di arrangiamento che i brani richiedono. La chitarra riempie con abilità i passaggi con una morbidezza filigranata di note dosate con cura, e meglio poche che troppe, tiene compatti gli arrangiamenti e rafforza lo stato d’animo dei pezzi. Qui il grande colpevole della composizione è ovviamente il maestro Pompe, che conserva tutta la verve e la giocosità degli arrangiamenti con un uso colorato delle tastiere e nell’esecuzione si ritaglia sempre un pizzico di spazio libero per il gioco e la sperimentazione.

Tra le tre cantanti che mettono in mostra la propria espressività vocale lungo le dodici tracce dell’album, non si notano in realtà scarti particolari né nel timbro di base né nell’approccio all’interpretazione. A farle distinguere ci vuole un orecchio un po’ più attento e allenato. È interessante che la band non abbia deciso di registrare di nuovo nemmeno i pezzi incisi prima dell’arrivo di Nina Bauman: i Panda erano evidentemente più che soddisfatti dei risultati. Così «Stoletni ples» restituisce in modo molto più autentico la storia della band Panda degli ultimi cinque anni, da quando il disco ha iniziato a prendere forma fino alla sua uscita. Nonostante un orecchio distratto non si accorga subito che nel disco ci sono in realtà tre cantanti diverse, a prendersi con leggerezza l’iniziativa e il primato è l’interpretazione di Nina Bauman, non solo perché la sua voce è presente in sei brani su undici, ma perché convince con una morbidezza vocale particolare, che colpisce soprattutto nei momenti di improvvisazione soul. Mi riferisco in particolare al momento di quiete del disco, Grem svojo pot, così la band può guardare al futuro con lei in totale serenità e pienezza. Nina è davvero una cantante con i fiocchi.

In coda all’album la band ha piazzato anche il brano Kje je ta mož II. Si tratta quindi di un pezzo più vecchio, che aveva trovato posto per la prima volta nell’album «Urbanavantura» (2001). La coautrice è l’ex cantante della band Suzana Jeklic, che canta nella versione originale. È un episodio potentissimo che, nella nuova veste rinfrescata e sotto la bacchetta vocale di Nina, chiude in modo eccellente l’album «Stoletni ples».

Del resto i Panda sono una squadra che anche nel nuovo album, nella sua passione art pop, riunisce ancora una volta da maestri una pletora di generi musicali nel crogiolo di una cultura musicale tutta sua. Ci sono elementi di world music, sempre ben riconoscibili, e una base solida di spezie jazz negli arrangiamenti, momenti di soul e blues e, naturalmente, passaggi in cui la chitarra affonda di più nelle frasi e di conseguenza il disco si fa anche più deciso e rock. La musica è intrisa di una malinconia cupa, quella che sviluppa la natura musicale particolare delle origini geografiche slovene.

La band torna a funzionare come una «mini-orchestra», con gli elementi del paesaggio musicale e sonoro distribuiti in modo paritario. Nel dialogo reciproco gli strumenti che circondano le voci al centro della scena non si sottomettono l’uno all’altro, ma convivono sempre con tolleranza e armonia. Vanno d’accordo alla grande e si completano in modo eccellente in un arrangiamento elaborato con grande finezza.

«Stoletni ples» è un album splendido, firmato da una band matura che ci ha messo parecchio a farlo nascere, ma che oggi può vantare una rifinitura e una cura fuori dal comune. Questo dimostra solo che i membri si percepiscono alla perfezione e si capiscono negli arrangiamenti. A far la differenza sono stati esperienza e competenza, una lunga amicizia e una chimica creativa. Nei brani dell’album senti la forza vera e quel carattere espressivo autentico, ormai diventato «popolare», che è marchio di fabbrica della band.

Autore: Aleš Podbrežnik

Tracklist:
1. Ljubimec brez imena (4:10)
2. Noro (4:11)
3. Stoletni ples (4:23)
4. Kakšno sonce, kakšen dan (3:33)
5. Premakni se k meni (4:14)
6. Sanje (3:21)
7. Morda (3:19)
8. Češnjev cvet (3:39)
9. Grem svojo pot (5:28)
10. Moj ljubi mir (4:08)
11. Hočem tja (3:27)
12. Kje je ta mož (4:56)

Formazione:
Nina Bauman – voce principale (2, 3, 6, 9, 10, 12)
Saša Danilov – voce principale (1, 4, 7)
Sara Petrovčič – voce principale (5, 8, 11)
Andrej Pompe – tastiere, voce
Vlado Pirc – basso, voce
Samo Pirc – chitarra
Damjan Mulej – batteria
Vanja Vogrinčič – percussioni

MUSICISTI OSPITI:
Klemen Kotar – sassofono (10)
Vid Žgajner – trombone (10)
Miha Smrekar – tromba (10)


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