Miha Renčelj : Collective Keys I

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Etichetta: Autoproduzione
Data di uscita: 12.10.2018
Produzione: Miha Renčelj e Janez Križaj
Durata dell’album: 75:45

Miha Renčelj è un musicista di formazione accademica. È un pianista classico a tutti gli effetti. E non finisce qui: è anche compositore. Un compositore creativo, ovviamente. «Collective Keys I» è la prima parte di una serie annunciata di sue improvvisazioni al pianoforte. L’uomo quest’ultimo anno è stato molto attivo, e se ne sono accorti anche tutti i suoi follower sulla sua pagina FaceBook, che hanno potuto seguire l’esecuzione della sua musica originale in tempo reale, addirittura in diretta «live». Un assaggio di tutto questo ha ora ricevuto anche il bollino dell’ufficialità. Su supporto sonoro, appunto.

Del resto Miha Renčelj non è uno sconosciuto nel panorama musicale sloveno, perché ha collaborato con diversi artisti (Junema, Indigo, Na lepem prijazni, Tretji kanu, Intimn Frizurn,…) lasciando la sua firma sui loro album.

Stavolta veste i panni di chi si scrive da solo la propria storia musicale, e così, in un lavoro a tutto sangue, ha potuto «esplodere» e mettersi a nudo con libertà artistica. «Collective Keys I» porta quindi con sé una montagna di musica, quasi 76 minuti, che poggia sull’eredità della classica. Miha Renčelj ha messo insieme sull’album quattro composizioni più lunghe, chiamiamole pure suite, divise in più parti, ciascuna con il proprio sottotitolo. In coda è aggiunta ancora una volta Spring Awakening in versione grezza, cioè alternativa, quindi sul disco ci sono in tutto cinque composizioni lunghe, anche se la quinta si può considerare un bonus. A dire il vero, se la musica non ti prende più di tanto e non ami scoprire ogni singolo dettaglio dell’espressione dell’autore, queste versioni alternative non si sentono nemmeno troppo la mancanza.

Miha è un maestro dell’atmosfera. In questo è un tipo a parte, ed è per questo che la sua musica originale ha qualcosa di speciale, che poi è proprio il punto, cioè l’elemento essenziale che cattura l’ascoltatore e lo «incanta». Estremamente musicale, incredibilmente accessibile. Le idee che mette in fila nelle composizioni funzionano tra loro in modo straordinariamente conciliante. I motivi che dipana lungo il paesaggio musicale si fondono con slancio e quasi senza una sbavatura in un conglomerato di musica pianistica neoclassica estremamente piacevole da ascoltare.

Se io, da uno che viene dal rock’n’roll, posso permettermi una caricatura «bizzarra» di cosa si può assaggiare su «Collective Keys I», direi più o meno così. Non cercate le folate impetuose di Rachmaninov, richiamate piuttosto alla mente un qualche Impromptu di Schubert, dolce e carezzevole. Giusto per un orientamento al volo su cosa potrebbe aspettarvi su «Collective Keys I», ovvero cosa c’è dietro la sostanza dell’album.

Il succo dell’album sta altrove. Nel fatto che Miha Renčelj ha riversato con grande sensibilità e sincerità le sue sensazioni, passioni ed emozioni nel messaggio racchiuso in ogni singola composizione. Il vostro mondo di fervida immaginazione si intenderà alla grande con il mondo di improvvisazione pianistica di Miha, che per un’ora e un quarto si trasformerà nel vostro autentico pastore d’anime: davanti al risveglio primaverile non è difficile immaginare il dischiudersi del tappeto dei primi fiori di primavera, il gorgoglio giocoso del ruscello che nel letto dei torrenti si riempie di neve sciolta e ghiaccio, e anche i primi richiami d’amore degli uccelli,… Immergetevi senza fatica nel blu mistico di emozioni ribollenti, quando scintillano le perle sul fondo dell’oceano, oppure partite per un viaggio senza fine, quando Miha vi accompagna nella valle dei racconti infiniti e vi addentrate con lui in un mondo di misteri e fantasia.

Insomma. «Collective Keys I» è una lettura straordinaria, che puoi ascoltare in qualsiasi momento, tanto scorre in modo meraviglioso. Tutti i tocchi, i gesti, le sfumature sensuali con cui Miha infonde alle sue composizioni ardore e fascino si fondono splendidamente e stanno in un dialogo contemplativo eccezionale, diciamo pure in una simbiosi perfetta. L’album parla con voce dolce, fragile e delicata. È sognante, evoca e disegna mistero, e a tratti risuona anche giocoso e pieno di vita. La produzione è del tutto organica. L’album ha un suono naturale, «da concerto». Allo stesso modo dipinge tutte le emozioni e le passioni in modo estremamente tangibile, autentico. Una parte importante la giocano anche le gradazioni delle atmosfere. Un lavoro che parla in modo del tutto discreto, estremamente piacevole, e che risveglia l’ascoltatore sempre con eleganza.

autore: Aleš Podbrežnik
valutazione: 9.0 / 10

Tracklist:
1. Eclipse
a. Opening
b. Dance
c. The First Touch
d. Diamond Ring
e. Totality
f. New Hope
2. Spring Awakening
a. Innocence
b. Revolution
c. Spring Fever
d. On the Doorstep of Summer
3. Pearls on the Ocean Floor
a. Sinking
b. Ocean Floor
c. Return
4. The Alley of Infinite Stories
a. Chapter I.
b. Chapter II.
c. Chapter III.
5. Spring Awakening alt. version

Formazione:
Miha Renčelj – pianoforte

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