Pierre Moerlen’s Gong: Time Is The Key
Data di uscita: 1979
Etichetta: Arista
Produzione: Pierre Moerlen
Durata: 43:39
Genere: jazz rock fusion/progressive rock
Voto: 7.5/10
Su »Time Is The Key« la versione jazz rock fusion della band di culto Gong, guidata dal maestro francese della batteria Pierre Moerlen, ha iniziato a usare a tutto spiano bacchette ‘a martelletto’ per inserire elementi percussivi nel proprio sound, mentre a farla da padroni sono diventati i suoni di vibrafono, glockenspiel, gong e timpani. Una pratica che è rimasta il marchio di fabbrica dei Gong di Moerlen praticamente fino alla fine. Tra gli ospiti di prestigio stavolta c’erano il chitarrista fuoriclasse Allan Holdsworth (ex-Nucleus, Soft Machine, Gong, U.K., Bruford), il tastierista jazz Peter Lemer e il violinista Darryl Way (ex-Curved Air, Darryl Way’s Wolf), che ha messo il suo violino nell’opener »Ard Na Greine«.
Nei primi due pezzi, »Ard Na Greine« e »Earthrise«, si sentono anche alcune influenze del progressive rock, per il resto però si tratta di una fusion dagli arrangiamenti decisamente piacevoli e leggeri, a trazione percussiva, che va giù benissimo anche a tutti gli amanti della musica ambient. »Supermarket«, con il suo sound minimalista da percussioni ‘scarpine da bimbo’ e un’atmosfera generale ‘alla Hawaii’, ricorda qualcosa che negli anni Ottanta avrebbe ispirato lo sfondo musicale dei primi videogiochi Nintendo con Super Mario nel ruolo da protagonista. La ninna nanna ambient »Faerie Steps«, con i suoi fragili suoni di vibrafono, e »An American in England« mantengono la natura da still life che domina questo album. Le cose si fanno un po’ più movimentate solo con »Organ Grinder«, dove a scatenarsi è soprattutto il chitarrista Bon Lozaga, che sciorina passaggi di chitarra ricchissimi e variegati. Il breve brano »Sugar Street«, con la sua enfasi sugli arrangiamenti di sintetizzatore e un battito nostalgico, potrebbe essere una creazione strumentale dei leggendari The Alan Parsons Project.
Il giocoso »The Bender« contiene i toni alti del polymoog di Lemer e un lavoro decisamente dinamico della sezione ritmica Moerlen/Hansford Rowe, mentre Lozaga serve frasi di chitarra gustosissime. »Arabesque«, condito con un’atmosfera orientaleggiante, si basa su scale pentatoniche, tanto da essere una fusion di quelle che piacevano al compianto Yasser Arafat, mentre »Esnuria Two«, dal taglio nettamente più progrock, è un seguito un po’ più debole della classica »Esnuria« da »Gazeuse!« (1976). Il pezzo che dà il titolo all’album è un esempio lampante di fusion con una spruzzata commerciale, con arrangiamenti scanzonati e senza vergogna elementi new wave, a scapito del trionfo totale dei sintetizzatori. A salvare dalla mediocrità gli ultimi tre pezzi ci pensano soprattutto le perle chitarristiche di Holdsworth, che sono ancora una volta un capitolo a parte.
»Time Is The Key« è stato un album più che decente, che ha cementato l’approccio di Moerlen a una fusion jazz melodica e ricca di atmosfere ambient, con qualche venatura progrock qua e là, ma di grande innovazione non si poteva (più) parlare, visto che la ricetta di base, costruita su percussioni di ogni tipo, restava più o meno la stessa. Il problema principale dei Gong di Moerlen era che la loro musica, nonostante qualche idea interessante qua e là, a ogni nuovo disco perdeva un po’ di freschezza, e non le facevano bene nemmeno gli elementi di sintetizzatore dal suono sempre più sintetico che negli anni Ottanta hanno cominciato a prendere il sopravvento.
autore: Peter Podbrežnik
elenco dei brani:
1. Ard Na Greine
2. Earthrise
3. Supermarket
4. Faerie Steps
5. An American in England
6. The Organ Grinder
7. Sugar Street
8. The Bender
9. Arabesque Intro & Arabesque
10. Esnuria Two
11. Time is the Key
Pierre Moerlen’s Gong:
Pierre Moerlen – batteria, percussioni, sintetizzatore
Hansford Rowe – basso, chitarra acustica, sintetizzatore basso
Bon Lozaga – chitarra
musicisti ospiti:
Darryl Way – violino (1)
Allan Holdsworth – chitarra (9-11)
Joe Kirby – basso acustico (1,2)
Peter Lemer – tastiere (3-11)
Nico Ramsden – chitarra (8)