Kaipa: Sattyg

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Etichetta: Insideout Music
Data di uscita: 7/11/2014
Produzione: Hans Lundin
Durata dell’album: 68.58 min
Genere: Progressive Rock
Voto: 8.5/10


Pur essendo tra i pionieri del progressive rock svedese (il debutto è uscito addirittura nel lontano 1975), i Kaipa sono diventati molto più famosi grazie alla loro “seconda nascita”, quando nel 2002 hanno pubblicato per la Inside Out Music l’album «Notes From the Past». L’ottima accoglienza di quel disco del “ritorno” li ha convinti che valeva la pena andare avanti, e i nuovi album per Inside Out Music si sono susseguiti quasi a raffica, anche dopo l’addio di Roine Stolt (The Flower Kings), icona del prog svedese.

Tutti questi album dei Kaipa “moderni” sono stati per lo più accolti bene dagli amanti del progressive rock sinfonico, anche se, con uscite così ravvicinate, alcune idee, arrangiamenti e acrobazie vocali maschio-femmina sono diventati un filo prevedibili e poco entusiasmanti. L’addio di Stolt ha perfino fatto bene ai Kaipa, che così si sono tolti di dosso i continui paragoni con la band di Roine, The Flower Kings.

«Sattyg» è il dodicesimo album sotto la guida dell’unico membro originale dei Kaipa, il tastierista Hans Lundin. Nella loro “seconda fase” i Kaipa si riconoscono soprattutto per la combinazione vocale maschio-femmina di Patrik Lundstrom e Aleena Gibson, per le sezioni strumentali complesse, per qualche arrangiamento folk rock e per testi positivi, appena un filo meno solari di quelli di band come i già citati The Flower Kings o gli “yesiani” Moon Safari.

Per via della loro natura prevalentemente positiva e ottimista e del timbro molto particolare dei due cantanti principali, i Kaipa, che in formazione hanno anche il chitarrista Per Nilsson, il bassista Jonas Reingold (The Flower Kings, Karmakanic) e il batterista Morgen Agren (ex-The Flower Kings), non sono certo per tutti i gusti. La voce di Lundstrom, per colore, sembra fatta apposta per l’hard rock, mentre Gibson te la immagini senza problemi in una band folk rock o pop rock.

«A Map of Your Secret World» è un’epopea sinfo-prog da quindici minuti che, con quell’intro dal sapore pop rock, non lo lascia certo intuire, ma mostra subito la sua natura sperimentale e complessa. Sono le lunghe sezioni strumentali a lasciare l’impressione migliore, ed è lì che si sente che i Kaipa sono maestri assoluti dei loro strumenti. In mezzo non mancano momenti folk rock con i ‘flautini’ e qualche passaggio di chitarra quasi metal, che insaporiscono il carattere camaleontico di questo ambizioso brano d’apertura. «World of the Void» suona come una specie di giostra sinfo-prog, con un’intro vocale un po’ fastidiosa ma con una parte centrale strumentale divertente e tanti cambi di ritmo e di tempo inattesi.

«Screwed-Upness», un altro brano di proporzioni epiche in cui brilla l’intesa da sogno della sezione ritmica tra Morgan Agren e Jonas Reingold, vanta anch’esso una parte strumentale eccezionale che, oltre a tanti arrangiamenti sinfonici complessi, contiene influenze degli Yes più che evidenti. Il talento chitarristico di Per Nilsson, più noto come chitarrista metal (tra l’altro fa parte delle band svedesi Scar Symmetry e Nocturnal Rites), spicca in ogni brano, mentre il tastierista Lundin è sempre la forza trainante e l’elemento chiave del sound inconfondibile dei Kaipa. La title track è un breve strumentale scherzoso che, con i suoi allegri arrangiamenti folk rock, più che a un momento di risveglio personale fa pensare a una danza di gnomi da giardino.

Segue il terzo brano epico, «A Sky Full of Painters», che è  anch’esso uno dei picchi del disco. La virtuosità dei singoli strumentisti si sposa sempre in armonia con un ritornello azzeccato, cambi di tempo avventurosi e arrangiamenti melodici. «Unique When We Fall» mette in primo piano un duetto maschio-femmina accompagnato da gustose armonie di chitarra e tastiere. Il tutto funziona piuttosto bene, anche se si poteva tranquillamente fare a meno dell’imitazione poco convincente (ma per fortuna breve) di Freddie Mercury che Lundstrom si concede quando canta sulle note alte. «Sattyg» si chiude con «Without Time-Beyond Time», pieno di allegre armonie vocali ma che, nonostante una buona dose di allegria e pomposità, col tempo si trasforma in un brano complesso e piuttosto avventuroso, che chiude l’album nel migliore dei modi.

Tutti gli amanti dei Kaipa e delle band affini, che vengono soprattutto dalla scuola svedese del progressive rock, saranno senza dubbio rimasti entusiasti di «Sattyg». Se non hai problemi con l’approccio vocale particolare dei due cantanti principali, che a tratti risultano faticosi, come se avessero sbagliato il loro genere musicale preferito, ti godrai anche l’ascolto di «Sattyg», che tra le varie sezioni strumentali è senza dubbio un album molto divertente. Su «Sattyg» non ci sono grandi scostamenti dalla collaudata formula sonora dei Kaipa, quindi è poco probabile che il gruppo abbia conquistato molti nuovi fan, quelli che di solito, più che alla “scuola svedese” del sinfo-prog, giurano su altri sottogeneri del progressive rock.

Autore: Peter “Dr. ProgRock” Podbrežnik

Tracklist:
1. A Map Of Your Secret World (15:02)
2. World Of The Void (7:49)
3. Screwed-Upness (13:06)
4. Sattyg (3:13)
5. A Sky Full Of Painters (14:42)
6. Unique When We Fall (5:17)
7. Without Time – Beyond Time (9:49)

Formazione:
Aleena Gibson – voce, cori
Patrik Lundström – voce
Per Nilsson – chitarra
Hans Lundin – tastiere, voce
Jonas Reingold – basso, basso “fretless”
Morgan Ågren – batteria

Musicisti ospiti:
Fredrik Lindqvist – flauti dolci, fischi (brani n. 1, 3, 4 e 6)
Elin Rubinsztein – violino nei brani n. 3 e 5


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