Toto – tornano i “cagnacci” di Oz che tutti davano per finiti (2022)!
Location: Graz / Messe Open Air / Austria
Data: venerdì 29/7/2022
Steve Lukather, musicista e compositore straordinario, nonché quel meraviglioso tipo dal cuore indistruttibile che di vite ne ha almeno quante la leggendaria sensazione art rock dei Toto, e di voglia, fede e coraggio ne ha in quantità smisurata, dopo la fine del tour “Forty Trips Around The Sun” nel 2019, quando sembrava che per i Toto fosse finita per sempre, non ha salvato soltanto il nome della band, ma ha ritrovato abbastanza forza per rimettere in moto la macchina ancora una volta.
Tra i membri che hanno fatto parte di una qualsiasi formazione negli anni Ottanta, accanto a Luke è rimasto il cantante Joseph Williams. All’inizio i due hanno pubblicato ciascuno un proprio album solista, poi a fine giugno dell’anno scorso i Toto hanno sfornato anche un nuovo live, “With A Little Help From My Friends”. Registrato in piena pandemia, ovviamente in “isolamento da concerto”, senza pubblico. Ma è stato un gesto importante per riprendere il ritmo, rinsaldare i legami e cercare una nuova chimica. Quando i “vigili del traffico globale” hanno decretato che il lockdown poteva farsi da parte, a maggio i Toto negli USA già aprivano i concerti degli idoli AOR Journey. Con una scaletta molto più corta di quella con cui, in questa estate rovente, sono tornati sui palchi europei.
Al quartiere fieristico di Graz c’era dunque una di queste date dei Toto. Un concerto nell’ambito del tour europeo “Dogs Of Oz”. Il nome del tour è facile da collegare al film ‘Il mago di Oz’, e chi lo conosce sa che tra i protagonisti c’è un cagnolino di nome Toto. Ed eccoci di nuovo lì. Nell’eterno dilemma: da dove viene l’idea della band di chiamarsi Toto?
Andiamo avanti. Sono le otto e mezza. Il posto è all’aperto, ma coperto da un telone sotto cui ristagnavano afa e umidità, che il pubblico ha sopportato stoicamente. Poi, finalmente. Uno dopo l’altro salgono sul palco, e il concerto riparte più o meno da dove si era chiuso l’ultimo tour, nel 2019. Dall’album “Toto XIV”, con cui a inizio luglio 2015 la band ha fatto tappa anche alla Hala Tivoli di Lubiana. Il pubblico si risveglia durante l’opener Orphan, ma la scarica di adrenalina tra i circa 4.000 presenti esplode quando l’ex membro di Prince Dominique “Xavier” Taplin attacca il motivo che conosce tutto il mondo. Hold the Line! In un attimo hanno capito tutti che sul palco c’erano di nuovo i Toto. Certo, bei ringiovaniti, rinfrescati e senza alcuni membri portanti che anche nel 2022 ai Toto dovrebbero semplicemente esserci. Ma altrimenti non si può. David Paich è malandato, Bobby Kimball è alle prese con una grave demenza, Steve Porcaro e Luke non si parlano più, e gli altri purtroppo sono già nell’aldilà.
Oltre a Taplin, dei tre giovani talenti dei nuovi Toto (a Los Angeles, del resto, ce ne sono a bizzeffe) hanno convinto Luke a prenderli sotto la sua ala il tastierista aggiuntivo Steve Maggiora e il batterista Robert “Sput” Searight, che prima suonava negli Snarky Puppy, mentre il bassista John Pierce (Huey Lewis And The News) e Warren Ham (Ringo Star) sono veterani dei veterani, che Luke conosce come le sue tasche: il loro ingresso è stato quindi molto, molto naturale e in un certo senso scontato. Comunque la rigiri, una squadra bomba!
Luke sembra giovane e brillante. Sul palco irradia la vibrazione dell’eterno ragazzino e dell’inesauribile stallone, perciò si sposa più che bene con i tre ragazzi della formazione attuale dei Toto, di cui potrebbe essere il padre. La forza vocale di Williams non cala per niente, e il tipo, anche in età matura, sviluppa una brillante potenza vocale dalle splendide, carismatiche sfumature soul. Le linee di basso di John Pierce, calde, morbide ma incisive e straordinariamente musicali, erano semplicemente attese, mentre il non meno leggendario Warren Ham, con la sua versatilità, ha spesso preso in mano l’iniziativa sul palco. Oltre alle percussioni si è sobbarcato tutti i fiati possibili, dal flauto a ogni tipo di sax, e su alcuni pezzi si è inserito anche come voce solista. Il repertorio ha avuto una bella rinfrescata. Si è sentito su tutta la linea, soprattutto nella Georgy Porgy (“Toto”, 1978) parecchio rimaneggiata, poi in White Sister (“Hydra”, 1979) e in una bella sorpresa, Waiting for Your Love, dal gioiello di culto “Toto IV”, durante la quale Luke, tra un pezzo e l’altro, non ha dimenticato di aggiungere che quest’anno la band festeggia i 40 anni dall’uscita del suo disco di maggior successo commerciale. Un bel pacchetto della scaletta era fatto di brani degli album “Fahrenheit” e “Seventh One”, cosa prevedibile, visto che sono stati incisi con Williams alla voce. Qui c’è l’indimenticabile gemma di quel periodo, Home Of The Brave, che fa sempre venire la pelle d’oca, soprattutto per quel celebre motivo di chitarra di Luke a metà e verso il finale, in cui la band alza il mood giro dopo giro. Insomma, tirando le somme: tutti, quella sera alla fiera di Graz, sono rimasti serviti. Anche questa formazione è armata fino ai denti di una straordinaria capacità di infilare birbonate jazz in ogni pezzo. Basta che ci sia un millimetro di spazio e lo riempiranno, lasciandoti a bocca aperta con trucchetti del genere. Ci sono incroci di due diverse metriche dentro lo stesso brano, tipo, tra le altre, 6/8 su 4/4 e altro ancora. Per Luke con la nuova squadra niente di nuovo, ma come sempre. Eccellente ed entusiasmante. Quello che pretende soprattutto la parte più viziata del loro pubblico. Insomma, perfezione a ogni passo. Però dovevi stare un po’ più indietro rispetto al mixer (anche più a sinistra o a destra), perché davanti, a causa del palco alto, certe parti dello spettro sonoro venivano un po’ tagliate.
Luke, tra un pezzo e l’altro, ha mostrato più volte il suo gran cuore. Particolarmente emozionante il momento in cui, in una di queste pause, ha spiegato che i Toto avrebbero suonato il brano che, tra tutti quelli composti dal chitarrista, piaceva di più alla sua mamma, scomparsa (e intanto indicava il cielo con il dito), e la band ha attaccato I’ll Be Over You. Sì. Anche Luke ha ancora una gran voce. Tutti i marchi di fabbrica ci sono, con tanto di energia e carisma. Ovviamente ha ricordato anche Bobby, prima di You Are the Flower, il cui autore è Bobby Kimball. Particolarmente spiritosa e allegra la presentazione, tutta emozioni, di tutti i membri della nuova squadra. Poi è arrivata l’ottima Home Of The Brave, in cui la voce principale con Williams l’ha divisa Warren Ham. Quest’ultimo, durante Waiting for Your Love, ha sfoggiato una bella abilità, uscendo più volte da dietro le sue percussioni per andare in primo piano con il microfono e poi tornare nelle retrovie.
Insomma, un concerto durato due ore, con qualche vera e propria perla del repertorio, nella cui selezione migliore era inserita per intero l’esecuzione dell’album live “With A Little Help From My Friends”, è volato via. È finito troppo presto. Tutte le cose belle finiscono in fretta. Che vuoi farci. Il gran finale era ovviamente attesissimo: Rosanna e dopo di lei Africa, e nel bis Stop Loving You. Un finale da urlo, un gancio da KO. Quell’attesa febbrile di sentire una tripletta di hit così. Già solo questo (tutto il resto a parte) ti porta al loro concerto. A un concerto dei Toto non è una sorpresa. Ma è sempre un fatto attesissimo, ed è per questo che il pubblico non li dimenticherà mai e continuerà a correre ai loro concerti finché a Luke verrà voglia di suonare (Luke in una pausa ha detto che la formazione attuale dei Toto è già la quindicesima versione dei Toto).
Ha dunque senso andare a un concerto dei Toto in formazione rinnovata, nel 2022? Assolutamente sì. Luke e compagnia con ogni probabilità non riempiranno più i grandi palchi, ma non è nemmeno così importante, perché si tratta di un nome che da molti anni non ha più bisogno di dimostrare niente. I concerti restano un’attrazione di primo livello e una vera delizia per tutti. Per i palati fini della musica, così come per i fedelissimi che alla band non hanno mai voltato le spalle. Si vocifera che l’anno prossimo i Toto partiranno per un tour europeo insieme ai Journey. Resta poi la domanda su un possibile nuovo album. Sempre che a Paich venga ancora voglia di mettere piede in studio (pare che nel suo archivio ci sia un mucchio di idee inutilizzate), anche se il tipo è sul punto di pubblicare un album solista in studio…. Insomma, vedremo. Non è escluso. Però avrebbe senso che almeno Paich si unisse al processo (per ora parliamo solo in via ipotetica) di creazione di un nuovo album dei Toto. Ma alla fin fine nemmeno questo è così fondamentale. Soprattutto nel 2022. L’importante è che il nome Toto sia ancora vivo. Anche sui palchi.
Ora mi vado a risentire gli album “Turn Back”, “Isolation” e “Tambu”, perché sono saltati fuori tutti e tre dalla scaletta!
Autori: Aleš Podbrežnik & Edita Klemen
Foto: Aleš Podbrežnik
Scaletta:
1. Orphan
2. Hold the Line
3. Till the End
4. I’ll Be Over You
5. Keyboard Solo
6. White Sister
7. Georgy Porgy
8. Pamela
9. Kingdom of Desire
9. Drum Solo
10. You Are the Flower
11. I Won’t Hold You Back
12. Waiting for Your Love
13. Home of the Brave
14. With a Little Help From My Friends
15. Rosanna
16. Africa
—bis—
17. Stop Loving You
























