Pelhan – la band della città dove la bora è di casa! (parte 2)
PARTE 2 (anteprima dell’uscita ufficiale dell’album, con un riassunto dell’intervista)
Una nuova storia per i Pelhan, la seconda. Un nuovo capitolo fatto di dieci anni di esperienza e due anni passati a rifinire le idee. Il risultato di una maturità personale, di legami d’amicizia e di influenze musicali. Parliamo del secondo album dei Pelhan, che vedrà ufficialmente la luce il 20 aprile. Il disco porta un titolo dai mille significati: Zgrabi me. I membri lasciano l’interpretazione del filo rosso dell’album alla percezione di ognuno, che prenderà forma ascoltando il disco per intero. I testi si legano alle storie di vita viste attraverso il filtro della realtà; tra le altre cose anche a un tassello così importante del mosaico della vita come l’amore, e all’interpretazione personale delle storie che scrive la vita stessa, quella del cantante Aleš, che ha dato il via alla nascita dei Pelhan. Annuncio con piacere l’uscita del nuovo album e il riassunto della seconda parte dell’intervista, nata in un ambiente familiare per i miei compaesani che fanno musica proprio qui. Per me è stato un onore riuscire a mettere le mani su tutti «i colpevoli» di questa famiglia musicale chiamata Pelhan e fare con loro una bella chiacchierata.
I membri dicono che i testi delle canzoni ognuno può interpretarli a modo suo, collegandoli al titolo principale dell’album. Zgrabi me ha infatti più significati. Chi scrive i testi fa fatica a generalizzare cosa voglia dire alla lettera il titolo del disco. Lo completa il bassista, che racconta come alla fine l’album abbia preso il nome dall’omonima canzone presente nel disco. I testi sono nati strada facendo. A volte il cantante si ritagliava il tempo per mettere nero su bianco i suoi pensieri, altre volte si registrava, perché non aveva modo di scriverli su carta. Nei testi l’autore riflette su come si vive la morte, canta l’amore, confessa il desiderio di vicinanza, accenna alla dipendenza dall’alcol. Uno dei favoriti del disco per i ragazzi è sicuramente Somrak, che presenteranno più avanti come singolo.
Alcuni brani erano già stati registrati prima ancora che si cominciasse a pensare all’album. Il disco è nato come conseguenza dei pezzi già incisi e di quelli in lavorazione. Con gli anni una persona cambia, e così sono cambiate anche le canzoni. Per riassumere, alcuni brani sono il frutto della collaborazione con i membri precedenti dei Pelhan, altri sono nati lì per lì, durante le prove della band. I ragazzi non vogliono incasellarsi in un genere. Nel disco si sentono influenze di stili diversi, ed è proprio quello che piace ai membri, perché la varietà nasce dal fatto che i pezzi sono stati scritti in periodi diversi.
Il fonico dell’album è Drago Popović. La produzione è stata affidata a Matjaž Švagelj, che ha partecipato attivamente a tutta la storia e si è assicurato che tutto quello che è stato registrato venisse suonato e cantato dal vivo. Si è occupato anche degli ospiti del disco; il risultato di questa collaborazione è un suono meno grezzo e meno da garage, cosa che i ragazzi hanno apprezzato. Tra i musicisti ospiti ci sono:
- Ana Prijatelj Pelhan – duetto (brano: 10)
- Barbara Lemut, Jana Hladnik – cori (brani: 2, 4, 5, 7, 8, 11, 12)
- Darjan Colja – cori (brani: 2, 4, 5, 7, 8, 11, 12, 13)
- Mirko Vuksanovič – piano elettrico Wurlitzer (brano: 7)
- Matija Udovič – primo violino, Peter Jud – secondo violino, Katja Žekar – viola, Peter Kaiser – violoncello (brani: 5, 8)
- Juri Tenze – tromba, Miha Kralj – trombone, Blaž Terčon – eufonio (brano: 12)
- Sandi Blažič – sassofono (brano: 10)
- Matjaž Švagelj – Clavinet Hohner D6 (brano: 4), piano elettrico Rhodes (brano: 11), organo Hammond (brano: 2)
- Moški pevski zbor sv. Štefana, Vipava , direttore artistico: Marko Fabčič (brani: 2, 7, 12)
- Peter Smrdel –tastiere (brani: 3, 6, 9)
- Miha Nedoh – batteria (brani: 3, 6, 9)
- Nejc Počkaj – basso (brani: 3, 6, 9)
Insomma, dieci anni di gestazione della storia e due anni passati a limare l’album hanno dato i loro frutti. Sono previsti anche un vinile in tiratura limitatissima e una doppia compilation. Per ora, però, potremo tenere in mano soltanto il nuovo cd.
L’idea per la copertina dell’album è venuta ad Aleš, mentre il bozzetto è opera di Vesna Zorko. La loro collaborazione nasce da una storia curiosa: Vesna ha conosciuto Aleš da fan dei Pelhan. Il cantante l’ha invitata a collaborare e le ha proposto di dare colore e di mettere su carta la sua idea. Il tocco finale alla copertina l’ha dato il fotografo Miha Dolenc, uno con una bella esperienza alle spalle.
Ripensando a tutta la storia mi viene da chiedermi: quante idee, quanto entusiasmo, quanta energia, quanta buona volontà, quanta esperienza delle persone coinvolte, quanto tempo prezioso e, non ultimo, quanto sostegno dei familiari servono perché un prodotto del genere veda la luce.
Sono sicura che parecchia gente si prenderà il tempo di ascoltare questo nuovo lavoro e di godersi la musica e i testi.
Vi aspettiamo all’ascolto del nuovo album e alla prima presentazione ufficiale dal vivo, il 20 aprile 2024 alla Hiši mladih di Ajdovščina, alle 21.30. Il concerto sarà più lungo del solito e sarà qualcosa di speciale, pensato apposta per l’occasione.
Cari ragazzi – compaesani, vi auguro un sacco di successi lungo la vostra strada! Rock on!
La tracklist di Zgrabi me:
1. Zgrabi me
2. Somrak
3. Za naju dva
4. Ena in edina
5. Vsem vse
6. Narava kaže zobe
7. Mrzlo pivo na soncu
8. Priznam
9. Na dnu flaše
10. Prvi ples
11. Ukradem te z neba
12. Karavana sedmih zmajev
13. Ne grem domov
I PELHAN sono:
Aleš Pelhan – voce, chitarra
Matej Likar – basso
Simon Mislej – batteria
Contatti e booking: [email protected]
sito web: www.pelhan.si
FB: www.facebook.com/pelhanofficial
negozio online: https://pelhan.bandcamp.com/
Autrice: Silvija Makovec
