Ember: Razgaljena

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Autoproduzione
Data di uscita: 12/11/2024
Produzione: Peter Penko, Igor Ilić & Borut Antončič
Durata dell’album: 36.04 min
Genere: Alternative Rock / Indie Rock / Pop Rock
Voto: 8.0/10


Gli Ember sono una band slovena di Šentjernej. Quello della Bassa Carniola, vicino a Kostanjevica na Krki. Quelle zone sono famose per tanti ottimi musicisti, compositori e produttori che rafforzano l’immagine del rock’n’roll di questa regione e, con la loro creatività e il loro impegno, le danno un marchio tutto suo, se la metti accanto alle altre regioni slovene. Gli Ember hanno servito il loro esordio «Razgaljena» solo quest’anno, ma parliamo di un quartetto di musicisti esperti che suonano insieme da anni. La band ha lavorato a lungo come trio, poi a metà dello scorso anno da trio è diventata quartetto, il che le regala, tra le altre cose, anche una bella dose in più di dinamite sul palco.

Il marchio di fabbrica del gruppo è quella dolce malinconia che spinge le basi alternative rock verso le acque del pop rock, con la voglia di agganciare le onde delle frequenze radio e ancorarsi al mainstream radiofonico sloveno. Insomma, un disco con uno stile che da quella regione ti aspetti un po’, diciamo un suo rappresentante tipico. I pezzi sono 10. Scaltri e rifinitissimi. Semplici, ti entrano in testa subito, e i ragazzi lo sanno: la santa semplicità è una vera benedizione e incarna l’assioma «meno è meglio». Il messaggio dei testi del cantante Davor Vovko si cala nel carattere malinconico della musicalità rock, che amplifica con gratitudine la portata di quello che vuole dire.

Con un esordio così gli Ember possono vantarsi subito e senza giri di parole di una produzione e di arrangiamenti eccellenti e rifiniti, e di una durata di ben 36 minuti che non perde slancio e resta sempre piacevolissima da ascoltare. Eppure sul disco si trovano margini che in futuro si potrebbero ancora migliorare. Tra questi, per esempio, l’eccesso di ripetizioni del ritornello in Sam, che diventa presto fastidioso. Ma è un caso isolato nel disco, in perfetta sintonia con il suo titolo (Sam). Per il resto l’album mostra la lunga storia della sua gestazione: pur muovendosi dentro uno stampo espressivo piuttosto stretto, quello della ricetta musicale in cui vive, raggiunge un alto livello di varietà di idee e arrangiamenti, quindi non annoia e ti parla sempre in modo abbastanza accattivante. I brani sono costruiti in modo da raggiungere un crescendo emotivo nel ritornello, e questo offre al disco, tra l’altro, un’ottima piattaforma per l’interpretazione dal vivo, perché pezzi così dal vivo accendono ancora più convincentemente. È un ottimo punto di partenza (guardando alla carriera del gruppo nel suo insieme).

«Razgaljena» è un bel primo passo, e speriamo che ne seguano altri. Una cosa però c’è. I brani dell’esordio hanno un carattere ben definito, perché, come detto, sono nati nell’arco di un periodo piuttosto lungo. Ognuno è una storia a sé, frutto di una lunga limatura artistica e, come accennato, proprio per questo il disco raggiunge una varietà artistica che il successore farà fatica a eguagliare e superare. Per questo sarà interessante seguire il proseguimento della carriera di questa band, davvero valida e talentuosa, che può essere sinceramente fiera del suo album di debutto!

Per darti al volo un orientamento su di cosa stiamo parlando, anche se è un compito ingratissimo, visto che ogni paio di orecchie accoglie la magia musicale a modo suo, butto lì alla buona (e «a occhio») l’artigianato dei classici Dan D, e ovviamente l’influsso dell’indie rock di qualcosa come i Coldplay, il tutto a fare da spezia ispiratrice che, mentre ascolti, si svela solo in secondo piano, e a cui la band, maturando e lavorando sodo, potrebbe un giorno avvicinarsi di più.

Tracklist:
1. Ni zadelo me
2. Cukr
3. Razgaljena
4. Sam
5. Katarza
6. Enosmerna
7. Merlot
8. Stotič že
9. Pepel
10. Zdaj

Formazione:
Davor Vovko – voce, chitarra, cori
Jan Poreber – chitarra (tracce 1, 3, 7, 8, 10)
Jakob Fifnja – chitarra (tracce 2, 4, 9)
Nejc Hodnik – basso, cori
Nik Švalj Pleskovič – batteria

Musicisti ospiti:
Peter Penko – tastiere
Anja Pavlin – cori (traccia 3)
Bort Ross – cori (traccia 6)


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