Accept – la macchina teutonica che macina senza pietà da oltre 35 anni (2012)
Foto: Jerneja Jerak
Luogo: Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia
Data dell’intervista: 25.10.2012
Non c’è niente di meglio di un’intervista a una band leggendaria fatta direttamente a casa tua. Accept! La longeva fortezza heavy metal tedesca, nata nel 1976 a Solingen! Finalmente a Lubiana. Dopo la reunion del 2009, con due nuovi album in tasca e un’attività live senza sosta, gli Accept sono rinati e di nuovo assetati di sangue fresco!
Gli Accept erano già stati in Slovenia l’anno scorso, quando hanno suonato al Metal Camp 2011 come uno degli headliner della serata. All’inizio di aprile di quest’anno è uscito il nuovo album in studio »Stalingrad« e la band ha portato a termine, all’epoca, la prima parte del tour europeo. Nella seconda tranche europea, dopo il ritorno dalla trionfale scorribanda negli USA, gli Accept hanno finalmente fatto tappa anche a Lubiana, dove ci è capitata l’occasione di scambiare due parole, ancora prima del concerto, con la forza motrice della band, suo membro fondatore e originale e chitarrista Wolf Hoffmann.
RockLine: È passato appena un anno e mezzo e il nuovo album degli Accept è già fuori. Lo avete chiamato »Stalingrad«. Qual è la storia dietro la scelta del nome Stalingrad?
Wolf: Un lampo d’ispirazione. Quindi non è un concept album. Ci ha affascinato la storia della battaglia di Stalingrado, a cui è dedicata solo la title track. Un giorno ho guardato un documentario, poi ho letto un libro di storia che descriveva tutto quello che era successo nella battaglia di Stalingrado. È una storia incredibilmente affascinante, ma allo stesso tempo molto triste. Come titolo avremmo potuto scegliere qualsiasi brano dell’album, però la canzone Stalingrad è il momento del disco con il messaggio più forte e in qualche modo riassume in modo compatto il senso del nostro nuovo album. Noi Accept non glorifichiamo la guerra, non lanciamo messaggi che incitino alla guerra. Al contrario, questa triste storia, come parte della storia e della tragedia umana che ha portato via moltissime vite innocenti, ci ha toccato profondamente..
RockLine: Quando guardi il video dell’ottimo pezzo Teuthonic Terror dall’album »Blood Of The Nations«, dove sventoli la tua Flyin’ V in cima a un carro armato in fiamme, non è difficile collegarlo al passo successivo della band – cioè »Stalingrad«.
Wolf: Assolutamente. L’heavy metal è aggressione. Le due cose vanno a braccetto. Come chiave e serratura.
RockLine: Ci racconti come è nato l’album »Stalingrad«?
Wolf: Molto presto, dopo aver chiuso il tour dell’anno scorso, quindi ad agosto, abbiamo deciso all’unanimità che il piano era far uscire l’album già l’anno dopo, in primavera. Erano tutti d’accordo, management e casa discografica. Cioè tirare fuori il nuovo album già ad aprile dell’anno successivo. Per questo, appena una settimana dopo la fine dei concerti di agosto 2011, abbiamo iniziato a lavorare al nuovo disco. In pratica la struttura dei pezzi la mettiamo in piedi io e Peter (Peter Baltes, basso degli Accept, nota dell’autore). Ci vediamo, per dire, a casa mia a Nashville, o altrove. Ci sono volute un paio di settimane per scrivere i riff, »jammarli« insieme – cioè provare come funzionano. Quindi ci servono un paio di settimane per mettere insieme le ossature e i nuclei dei brani del disco in arrivo. Poi si è unito a noi Mark (Mark Tornillo, voce degli Accept, nota dell’autore), che ha costruito le linee vocali e portato le strofe nei pezzi. Di solito è così che lavoriamo per ogni album.
RockLine: Metteresti in evidenza qualche differenza importante tra il disco precedente »Blood Of The Nations« e l’attuale »Stalingrad«, sempre che abbia senso farlo?
Wolf: Ci siamo detti che non volevamo un album diverso. Secondo noi »Blood Of The Nations« è un album perfetto. Ne eravamo molto soddisfatti. Quindi in pratica volevamo ripeterlo. Il piano era scrivere di nuovo canzoni che fossero buone quanto quelle di »Blood Of The Nations«. Non volevamo cambiare niente: stesso produttore, stesso approccio al lavoro.
RockLine: La copertina, però, ricorda vagamente quella del vostro »Restless And Wild«. Le chitarre Flyin’ V incrociate in fiamme….
Wolf: In effetti è vero. Ma solo di sfuggita. Ti svelo un piccolo segreto. Avevamo già pronta e scelta la copertina per »Stalingrad«. Completa. Questa prima versione è molto simile alla stampa della maglietta che vendiamo ai nostri concerti. Il soggetto era un monumento russo, nello stile della tipica propaganda russa dei tempi passati. A tutti noi della band la copertina piaceva moltissimo. Però parecchi di quelli che l’hanno vista – questa proposta di copertina – non erano d’accordo. Ci avvertivano di non usarla. La collegavano al nazismo tedesco. A me tutto questo non era per niente chiaro. Per mantenere la calma, per non agitare gli spiriti, per non far arrabbiare qualcuno dei nostri fan, all’ultimo momento ci siamo ripensati e per la copertina di »Stalingrad« abbiamo scelto un altro soggetto. »Dannazione«, ho detto, »proprio non lo voglio!« Ma alla fine ho dovuto cedere e adattarmi.
RockLine: L’anno scorso avete registrato per intero il vostro concerto al famoso festival »Bang Your Head!!!« a Balingen (Germania) e avete promesso un’uscita in DVD. Poi abbiamo avuto solo le riprese di due pezzi, nell’edizione speciale limitata del nuovo disco. Avete abbandonato il progetto o il DVD uscirà comunque?
Wolf: Uscirà. Prima, però, volevamo registrare e pubblicare un altro album. »Stalingrad«, appunto. Ora siamo pronti a far uscire davvero l’intero DVD live l’anno prossimo. Avremo anche più tempo per prepararlo, prima di rimetterci in studio a scrivere nuovi pezzi.
RockLine: E vi hanno già bookato anche per la prossima edizione del »Bang Your Head!!!« – cioè quella del 2013.
Wolf: Sì. È proprio così!
RockLine: Andy Sneap, evidentemente, anche dopo che lo avete confermato come produttore di Stalingrad, è un nome di cui gli Accept dell’era nuova si fidano ciecamente. Com’è nata la collaborazione tra lui e la band?
Wolf: Adoriamo il suo modo di lavorare. Per gli Accept di oggi non potremmo trovare di meglio di Andy Sneap. Sai, è completamente concreto in studio, coi piedi per terra, come dire,… è solo »un altro ragazzo«. Tanti produttori amano farsi i film e saltano fuori con un sacco di richieste e condizioni particolari per il loro lavoro. Possono complicare tantissimo le cose e il processo di lavoro. Andy è diventato subito un nostro amico. Sai, puoi trovare un produttore eccellente, ma magari la sua testa non è sintonizzata sulla stessa frequenza di quella della band di cui produce il disco. Poi ci sono i produttori che sono musicisti. Alcuni suonano uno strumento, altri no. Andy ha entrambe le qualità. È musicista e produttore. È un chitarrista, quindi capisce il senso di un riff metal, capisce come devono suonare un riff metal e la chitarra nella produzione di un album heavy metal! Andy Sneap è anche un grande fan degli Accept, quindi capisce esattamente cosa vogliono sentire i fan degli Accept. È un lavoratore a tutto tondo. Oltre a tutte queste qualità, ha anche uno studio con tutta la tecnologia ultimo grido, quindi non dobbiamo temere che il nostro suono tradizionale perda attualità nella nuova era. Andy Sneap è insomma l’uomo perfetto con cui lavorare per gli Accept.
RockLine: Quindi per gli Accept è stata anche una scelta del tutto naturale e logica invitare come band di supporto, ad aprile di quest’anno, per il tour europeo, le leggende della N.W.O.B.H.M. Hell?
Wolf: Certo. Andy è un nostro amico e tutti abbiamo pensato che fosse un’ottima idea far suonare gli Hell con noi in questo tour. Inoltre gli Hell sono davvero una band molto valida e ora che sono tornati in attività si meritano un’esposizione più concreta davanti al pubblico.
RockLine: Non mi è capitato di vedere da nessuna parte un video promozionale degli Accept per uno dei pezzi del nuovo album »Stalingrad«. C’è in programma qualcosa del genere?
Wolf: Circa una settimana fa è uscito un video fatto dai fan, amatoriale, insomma fatto in casa, per il pezzo Shadow Soldiers. Quindi sono stati i nostri fan a montarsi il video da soli. È un video splendido e ti consiglio di guardarlo, se non l’hai ancora fatto. Per il resto, eravamo molto stretti coi tempi e quindi non siamo riusciti a preparare nemmeno un video. Siamo sempre stati sui palchi dei concerti, infatti. Però almeno abbiamo avuto questo video per Shadow Soldiers, amatoriale sì, ma fatto alla grande.
RockLine: Shadow Soldiers ha uno dei riff più belli e più trascinanti del nuovo disco e sono molto contento che lo suoniate dal vivo anche in questo tour.
Wolf: Oh, grazie! E lo suoneremo anche stasera. Anche da voi a Lubiana. I fan l’hanno accolto benissimo anche ieri, quando abbiamo suonato a Zagabria, in Croazia.
RockLine: Mark Tornillo è con voi da due anni. Sul palco sembra ancora più rilassato e sicuro di sé. Cosa ci puoi dire di lui, quanto sei soddisfatto?
Wolf: Boh, non saprei nemmeno dirti quanti concerti, dopo che siamo stati due o tre volte in giro per il mondo, sempre in viaggio, il livello di sicurezza e di rilassatezza cresce, questo è certo e si sente. Mark, come cantante e frontman, è esattamente quello di cui noi Accept abbiamo bisogno. È diventato anche un nostro grande e buon amico. In questo periodo siamo cresciuti insieme come squadra, come band. Mark ha una vera estensione vocale. Canta alla grande e comunica benissimo col pubblico e lo guida durante i concerti.
RockLine: Nella vita privata ti occupi anche di fotografia professionale. Quando ti sei appassionato?
Wolf: Negli anni novanta, dopo che gli Accept si sono presi una lunga pausa… sai, la fotografia è sempre stata la mia grande passione, un hobby, direi quasi una specie di ossessione. Quando negli anni novanta abbiamo chiuso l’attività degli Accept per un bel po’, mi sono detto: »Questo è quello che, oltre alla musica, voglio davvero fare nella vita!« Il primo amore è la musica, il secondo la fotografia. Mi sono costruito una carriera di successo e ancora oggi fotografo. Ogni volta che ho tempo. In tour comunque non molto. So fare bene solo una cosa alla volta. Due insieme non ci riesco.
RockLine: Cosa ti ha attirato, già da ragazzo, verso la scelta di diventare musicista?
Wolf: Hmmm… mi ricordo la prima band,… erano i Beatles. All’epoca ascoltavo la radio e, ovviamente, il pop di allora. All’inizio non pensavo granché alla musica che ascoltavo. Poi sono andato a trovare un amico che era un grande appassionato di rock. Aveva una collezione di dischi dei Black Sabbath, Humble Pie, Uriah Heep,… È stato lui a portarmi in quel mondo. Avevo gli occhi fuori dalle orbite mentre davanti a me si apriva un mondo completamente nuovo. Mi esaltava l’energia che sprigionava quella musica. La band che mi ha cambiato la vita più di qualsiasi altra, però, sono sicuramente gli AC/DC. Quando ho visto gli AC/DC nel 1976 è stata un’esperienza di illuminazione personale! Un’energia come quella che sprigionavano dal palco non l’avevo mai sentita prima, mai.
RockLine: E questo si sente anche nella musica degli Accept.
Wolf: Sì sì. Sicuramente. Per quanto riguarda gli Accept, le influenze più grandi per noi sono Judas Priest, AC/DC e Deep Purple. Nella nostra musica puoi trovare tante »piccole cose alla Deep Purple«. Soprattutto perché nella nostra band tutti, ma proprio tutti, amiamo la musica dei Deep Purple.
RockLine: C’è qualche artista più recente che oggi ti attira con la sua musica originale?
Wolf: Ogni tanto seguo cosa succede nella scena, ma abbastanza di rado. Ci sono molte band nuove tecnicamente validissime. Ci sono tante cose »strane« che possono risultare musicalmente interessanti. Ma se devo essere del tutto sincero, nessun artista recente mi attira al punto da mettermi ad ascoltarlo attivamente o da comprare il suo CD. Appartengo alla vecchia scuola.
RockLine: E quali sono gli obiettivi a breve termine per gli Accept?
Wolf: Il tour si è spostato dagli USA all’Europa. Adesso siamo nella seconda settimana della parte europea del tour. Saremo attivi dal vivo fino a Natale. L’anno prossimo suoneremo nei festival. Seguirà l’uscita del DVD live in qualche momento del prossimo anno e poi, ovviamente, l’anno prossimo ricominceremo a scrivere materiale per il nostro prossimo album in studio. Quindi stai tranquillo, non dovrai aspettare tanto per avere un nuovo prodotto degli Accept. Sai, in generale gli Accept non possono registrare un nuovo album ogni anno. Quel solo anno di distanza tra »Blood Of The Nations« e »Stalingrad« è stata un’eccezione, stavolta.
RockLine: Wolf, grazie per il tuo tempo, ti auguro un ottimo concerto qui a Lubiana e la buona riuscita del tour.
Wolf: Grazie. È stato davvero un piacere parlare con te.
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