Adam Bomb – il bomb n’ roll che sbriciola l’Orto bar (2009)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Orto bar / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 27.04.2009
Presenze: 50
Prezzo del biglietto: 8,00€ / 12,00€

Come l’anno scorso, la comunità rock slovena è stata di nuovo onorata dalla visita dell’indistruttibile bomb n’ roller Adam Bomb. Quasi lo stesso giorno, solo con un anno in più sul groppone. Per chi non sapesse chi sia ‘sto signor Adam  Bomb, due fatti al volo: parliamo di una leggenda che in carriera ha collaborato con nomi altisonanti del baccano rock mondiale, come Kiss, Guns N’ Roses (Steven Adler), il cantante dei Queensryche Geoff Tate, Johnny Thunderstorm, Black N’ Blue e Michael Monroe (cantante degli Hanoi Rocks). Come se non bastasse, a inizio carriera il giovane e promettente Adam è stato accompagnato nell’arte della chitarra, con qualche dritta di incoraggiamento, da Eddie Van Halen in persona.

Anche quest’anno a portare Adam Bomb all’Orto Bar è stato l’organizzatore Dirty Skunks e, insieme alla star del sleaze/glam rock “underground”, sul palco ci sono finiti anche i rock n’ roller italiani Fuel From Hell. Sono saliti sul palco dell’Orto Bar verso le nove e mezza di sera. Sui palchi sloveni non sono certo degli sconosciuti, magari vi sono rimasti impressi soprattutto per l’esibizione al Metal Mania Open Air 2007 a Komen, in Slovenia. Nel frattempo hanno accolto in squadra un nuovo cantante, Ricky D. Il concerto l’hanno aperto con il pezzo Vampira. A quanto pare, però, quel lunedì sera dell’Ortofesta 2009, che per giunta era pure festa, la cosiddetta giornata della lotta contro l’occupatore (un tempo era la giornata del fronte di liberazione), è stato fatale per l’affluenza. Chi si ricorda dell’anno scorso e del concerto di Adam Bomb ricorderà l’Orto stipato di giovani fan del glam sleaze rock. Evidentemente la studentaglia di Lubiana se l’è data a gambe verso casa della mamma, a fare scorta di prosciutto e potica per i ponti del primo maggio.

Comunque io pianga e mi lamenti quanto voglio, sotto il palco si sono radunati 50 veri ascoltatori, che hanno stabilito subito un ottimo contatto con la band e hanno afferrato la sua frequenza. Cioè suonare sul primo beat, il primo “drive” della percezione. Colpisci e spara. Rock n’ roll grezzo, con un forte sostegno di riff su due chitarre, assoli eccellenti e una voce convincente in tutto e per tutto. Robusto e compatto. Ci si sente perfino un po’ di sporcizia alla Motorhead, per dire. I Fuel From Hell in meno di un’ora, anzi diciamo in 50 minuti, hanno scaldato alla grande i presenti e si vedeva che erano piacevolmente sorpresi dal fragore di ritorno arrivato dal pubblico. Gli rocker italiani sono stati così convincenti che hanno spinto un pubblico sloveno abituato a tutto (e privo di ogni illusione) addirittura a cantare le strofe dei ritornelli. Con il concerto scaldato fino al punto di ebollizione, hanno chiuso con il brano House Of Love. Una band che quest’anno compie 11 anni ha impressionato in tutto e per tutto con il suo approccio diretto e con la comprensione dell’eredità del rock n’ roll. Festa e gas a tavoletta fino al limite estremo: riuscito in pieno!

Adam Bomb, che già durante l’esibizione dei Fuel From Hell se ne andava in giro per l’Orto Bar, a valutare la band spalla e forse a rimuginare sulla tattica per rifilare un manrovescio da muratore all’ardito sfidante venuto dall’Italia, sembrava (come parte del pubblico sotto il palco) rilassato, ma con quel suo famoso sguardo “un po’ offeso” da sotto la fronte, che fa parte del suo grande carisma. Il tipo è salito sul palco in compagnia di due soci (basso e batteria) poco dopo le dieci e mezza e, senza pensarci su, ha sparato dritto sul pubblico.

Adam Bomb è di New York, in carriera ha passato un sacco di momenti in compagnia di alcuni artisti famosissimi e il ragazzo potrebbe tranquillamente tirarsela e fare la principessa sul pisello, che sarebbe stato un “ohhh, mamma mia!”. E invece tutto il contrario. È una persona incredibilmente alla mano, che ama fare due chiacchiere con i curiosi di passaggio e a cui sotto il palco fa un gran bene ogni briciola di energia di ritorno che il pubblico sprigiona nella sala, quando il palco è il suo mondo. La sensazione è che gli si metta a battere il cuore a vedere i corpi che si agitano sotto la leva selvaggia del suo rock n’ roll. Adam ha buttato fuori con sicurezza brani come l’ottima marcia glam I Want My Heavy Metal, la birichina e sfacciata Je T’aime Bebe, con cui ha conquistato definitivamente la folla, e DWI On the info – Super Highway (dal progetto Get Animal), che ha portato uno degli assalti rock n’ roll più veloci del concerto, in cui Adam ha lasciato di stucco con la perfezione di un controllo eccellente della chitarra unito a un coinvolgimento scatenato. La sua voce punk e dilettantesca non l’ha tradito nemmeno una volta, e il ragazzo, con tutta quell’energia, ha sudato una bella quantità di litri durante l’esibizione. Il signore non ha dovuto sforzarsi molto per far capire di che pasta è fatto. Già nella prima metà del set si è lanciato nientemeno che nel brano di Van Halen Erruption e… oh là là là,… L’aspetto che dà Adam può risultare molto ingannevole. Non è arrivato sulla scena solo per rimorchiare più facilmente le ragazze, niente affatto. È un vero strumentista eccellente, che ha la melodia nel sangue, e il senso di far vibrare le zone erogene del rock in questo musicista vale oro.

Adam di sicuro non potrebbe sembrare così rilassato se non avesse al suo fianco due ottimi musicisti, che tenevano insieme tutta l’impalcatura di questa rovente proiezione rock n’ roll. Di certo non si può escludere l’accento punk, già solo per la voce di Adam. Rispetto all’anno scorso, stavolta la cosa non ha preso fuoco fino in fondo. Non tanto per colpa del trio, che galoppava a pieno regime, quanto perché mancavano le teste calde sotto il palco. Oltre ai pezzi infiammabili di propria composizione, Adam ha tenuto alto l’umore anche con le cover. Così ha sparato Got To Choose dei Kiss, ha preso in giro New York, New York di Frank S(l)ina-tra, ha steso tutti con una versione punkeggiante del classico dei The Beatles Day Tripper, e ha chiuso il concerto in grande stile con l’ottimo classico dei The Who Won’t Get Fooled Again, in cui si è sfogato soprattutto il batterista, evidentemente un grande fan di Keith Moon. Naturalmente Adam Bomb non si è dimenticato di Rock Like Fuck (“Rock Like Fuck”, 2005), suo pezzo che mette sempre a chiusura della parte regolare.

Insomma, una serata fenomenale all’insegna del rock, che ha offerto una valanga di energia genuina, di cui però stavolta si è abbuffata solo una manciata di spettatori, per lo più della fascia più giovane. Per lo più ventenni, forse anche uno o due anni in meno. La prova che il glam sleaze torna dalle nostre parti solo piano piano. Purtroppo, come detto, la festa e per di più il lunedì hanno fatto sì che la maggior parte della Slovenia si perdesse questa serata davvero bella, condita da un genuino incantesimo tirato fuori dalla manica unica del leggendario re dell'”underground” del glam/sleaze rock Adam Bomb! A tutti voi che vi siete lasciati scappare questo evento, raro per gli standard sloveni, in omaggio al genere glam/sleaze rock, può davvero dispiacere sul serio!

foto: Aleš Podbrežnik

Scaletta

FUEL FROM HELL: 1. Vampira 2. Poison Whiskey 3. 17 And Wasted 4. Hard Times 5. Sweet Dirty Addiction 6. Love Injection 7. Badj Jane 8. Ain’t Nobody 9. Midnight 10. She’s Like A Drug 11. Heartbreaker 12. Get It Back 13. House Of Love

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