Manny Charlton, cofondatore e chitarrista originale dei leggendari rocker scozzesi Nazareth, è morto a ottantun anni. A dare per primo la notizia è stato il figlio Jimmy Charlton. La causa del decesso non è nota.
Charlton era nato in Andalusia, nel sud della Spagna, nel 1941, ma già da bambino si era trasferito con la famiglia in Scozia. Nel 1968 ha fondato i Nazareth insieme ai compagni Dan McCafferty (voce), Pete Agnew (basso) e Darrell Sweet (batteria). Ha convinto presto gli altri a concentrarsi sulla scrittura di materiale originale, senza inseguire a tutti i costi le classifiche dei singoli più venduti.
Pete Agnew ha raccontato che Manny è stato il primo della band a suggerire agli altri di mettersi a scrivere musica propria. Fino ad allora nei Nazareth nessuno ci aveva nemmeno pensato, mentre l’ambiente li spingeva a diventare l’ennesimo juke-box umano. Quando in quegli anni sono sbucati fuori Led Zeppelin, Deep Purple e Spooky Tooth, di colpo si è aperto un orizzonte nuovo sulle possibilità creative del rock’n’roll. E su quella strada si sono messi anche i Nazareth.
Charlton ha suonato la chitarra su tutti gli album dei Nazareth, dall’omonimo esordio uscito nel 1971 fino a “Snakes ‘N’ Ladders”, pubblicato nel 1989. Nel 1974 Manny Charlton ha preso in mano la produzione di “Hair Of The Dog”. I tre album precedenti dei Nazareth erano stati infatti prodotti da Roger Glover (Deep Purple).
“Hair Of The Dog” è stato realizzato in appena nove giorni ed è diventato l’album di maggior successo commerciale dell’intera carriera dei Nazareth: ha venduto oltre due milioni di copie e ha ottenuto il disco d’oro (è l’unico album dei Nazareth ad averlo). Ha regalato alla band la title track, che i Guns N’ Roses avrebbero poi ripreso, e anche la hit-cover della ballata Love Hurts, che in originale appartiene a Boudleaux Bryant.
Il legame con i Guns ‘N Roses, però, non finisce qui. I membri della band erano grandi fan dei Nazareth e per la produzione di “Appetite For Destruction” volevano l’uomo che aveva prodotto “Hair Of The Dog”. Così nel 1986 la Geffen Records ha pagato a Charlton il biglietto aereo per Los Angeles, e lui con i Guns N’ Roses ha registrato in tutto venticinque brani, comprese le versioni originali di Welcome To The Jungle, Paradise City, Nightrain e Rocket Queen. Insieme a Charlton, però, quei pezzi non sono mai stati rifiniti fino alle versioni definitive. Charlton è infatti tornato in Europa, perché durante le registrazioni di quel materiale sentiva pressioni troppo forti. Come si sa, la produzione di “Appetite For Destruction” l’ha poi portata a termine Mike Clink. Le versioni originali dei brani su cui Charlton aveva trafficato con i bottoni in studio sono comunque saltate fuori nella speciale ristampa estesa, la ‘de-luxe’, di “Appetite For Destruction”, uscita nel 2018.
Dopo la fine della lunga tournée dei Nazareth del 1989, quella di presentazione del nuovo album “Snakes ’N’ Ladders”, Manny Charlton ha deciso di lasciare la band. Dopo qualche anno passato a suonare nei piccoli club locali della Scozia, è tornato sotto i riflettori nel 1999 con il suo album di debutto da solista, “Drool”. Altri dischi sono seguiti, l’ultimo, intitolato “Solo”, Charlton l’ha pubblicato nel 2016.
L’anno scorso Charlton è tornato in studio per l’ultima volta e ha registrato una nuova versione di un classico dei Nazareth, Telegram, del 1976. Voleva festeggiare così il suo ottantesimo compleanno, e a fargli compagnia c’erano i rocker norvegesi The Halloween Project, i londinesi The Fluffy Jackets (sul loro esordio “Fighting Demos” del 2014 Charlton aveva suonato come ospite), l’ex bassista dei Whitesnake Neil Murray e il chitarrista dei TNT Ronni Le Tekrø.