Al Di Meola, un diavolo di chitarrista, fa alzare in piedi tutto l’Orpheum Theater (2007)

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Luogo: Orpheum Theater / Graz / Austria
Data del concerto: 24.04.2007
Numero di spettatori: 800
Prezzo del biglietto: 33.00€ (posti in piedi), 36.00€ (posti a sedere)

Accidenti! Il giorno prima, i sempre corretti austriaci mi mandano finalmente il “sì” (per gli accrediti). Nel frattempo uno si è già dimenticato di aver mai mandato una richiesta. Ma per 36.00 € salati questo concertino di sicuro non sarà una schifezza! Poi c’è la questione dell’auto in officina. Proprio il giorno del concerto avrei dovuto ritirarla. Sarà pronta? Alle 17.00 suona il telefono! Sì! Alle 17.30 ritiro la mia vecchia “carretta” scassata, alle 19.30 io e Peter siamo già all’Orpheum. Posti a sedere. Gnam, gnam…. Pubblico dall’aria matura, Orpheum pieno fino all’ultimo angolino. 800 persone! Al e compagnia sono saliti sul palco alle 20.30!

L’apertura del concerto è partita a tutta velocità. Chitarra elettrica, ovviamente al centro della scena. Già prima del concerto avevo tirato un bel sospiro di sollievo, perché all’inizio non ero del tutto sicuro se AL Di Meola avesse intenzione di suonare completamente da solo o se avrebbe avuto la sua band sul palco. In ogni caso, la vista dell’arsenale musicale che brillava sul palco (batteria, piatti, percussioni,…) mi ha riempito di gioia. Qui si va a botto! Ed è stato un botto. Il primo pezzo il gruppo ovviamente se lo è preso per “accordarsi” e trovare il giusto equilibrio, ovvero il suono d’insieme costruito da tastiere, basso, batteria, percussioni e, naturalmente, Al Di Meola con la sua chitarra. Ad Al è bastato pochissimo per scaldare le sue dita supersoniche. Già al secondo pezzo era quell’AL del calibro più pesante che si conosca. Estremamente veloce, sempre preciso e, cosa che distingue questo chitarrista, il tipo è così morbido nel suono e nel tocco che a guardarlo suonare la chitarra sembra la cosa più semplice del mondo. Certo, sembra e basta!

La formazione: Al Di Meola (chitarra), poi il tastierista argentino Mario Parmisano, da tanti anni al fianco di Al, quindi un membro del tutto (ancora croccante) fresco di ingaggio, originario di Porto Rico, Tony Escapa (batteria), uno degli alleati più fedeli di Al, che suona con lui da 20 anni, Gumbi Ortiz (percussioni), e un altro nuovo arrivato, entrato nel gruppo su raccomandazione di John Patitucci, Mike Pope (basso): macinavano roba da togliere il fiato. Durante il tour questi signori hanno presentato il nuovo album di Di Meola, “Consequence Of Chaos” (2006).

Nella prima parte Al ha presentato con orgoglio i membri della band. Ha messo in risalto soprattutto il nuovo arrivato Tony, sottolineando espressamente che è un ragazzo che porta davvero qualcosa di fresco nella musica e che ha ancora molto da mostrare al mondo.

La velocità è la chiave. Chi vuole tenere testa alla velocità di Al deve essere altrettanto sfacciatamente e spietatamente veloce, morbido e infallibile dall’inizio alla fine. Nel music business funziona così. Sopravvivono solo i migliori! E noi ne siamo stati testimoni. Una banda di virtuosi senza eguali! La prima parte il gruppo l’ha suonata in un’ora e 15 minuti. I primi tre pezzi Al li ha fatti con la chitarra elettrica, poi è arrivata la parte più consistente del primo set con Al alla chitarra acustica, e la chiusura è stata di nuovo elettrificata. Poi la pausa. Una pausa incredibile! Una buona mezz’ora se la sono concessa questi signori per birra e panini. Per l’attesa estenuante ho quasi finito per crollare addormentato sulla sedia.

Alle 22:15 la faccenda è finalmente ripartita come si deve. A tratti un vero assalto furioso a tutte quelle note, poi all’improvviso una ripresa sensuale e morbida. Alti sulle onde. Una combinazione straordinaria di tutto ciò che cercano i perfezionisti e le orecchie viziate! Qui il fattore sorpresa e imprevedibilità era sempre presente. È sempre quel famoso fascino della fusion a cui non puoi resistere. Certo, Al è sempre sotto la forte influenza dei ritmi latini, ma quella dannata perfezione nel fondere il classico con il jazz, condita da elementi folk latini, per cui Al è tanto celebre, ha ancora una volta preso il primato assoluto su tutto. Fluido e sicuro di sé, una comunicazione straordinaria tra i musicisti! Come extra, Al non ha lasciato indifferenti gli estimatori del suo celebre disco “Elegant Gypsy” (1977) e il gruppo ha attaccato la sala con la riffosa Race With Devil On Spanish Highway. Uno dei momenti clou, e la sala era in piedi!

A Lubiana, nel dicembre del 1994, ero rimasto parecchio deluso, perché il concerto era durato appena un’ora, una buona ora. Allora Di Meola al Tivoli non aveva proprio tenuto il contatto con il pubblico. Mi ero detto che quel musicista non volevo più vederlo dal vivo. Ma non dire mai: da quest’acqua non berrò. Per fortuna è andata così. Stavolta ho vissuto un’esperienza completamente diversa. Di Meola ha tenuto il pubblico sulla corda per tutto il tempo, non solo con assoli selvaggi e la manifestazione del suo unico io musicale, ma anche con un umorismo scanzonato, con cui ha legato tutto questo show a Graz. Stavolta, bis compreso, ho cronometrato due ore e 5 minuti! Onesto! Affiatamento impeccabile, potenza, impatto e quella velocità, velocità e solo velocità alla massima potenza. Al Di Meola, un tipo unico, che a novembre dell’anno scorso avrebbe dovuto suonare a Lubiana, ma il tour è stato spostato a questa primavera. Perché mai non l’hanno invitato di nuovo in Slovenia? Un MediaPark pieno a Lubiana non ce lo saremmo lasciati scappare, magari avremmo riempito persino Križanke. Poco male, finché a Graz resta in piedi l’Orpheum – una sala da urlo! E se poi ci passa anche il maestro dei maestri della chitarra Al Di Meola, andarci diventa un obbligo!

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