Alfa
Artista: Adam
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2010
Durata: 78.04
Voto: 4.5/5
Ogni tanto capita pure il miracolo: ti arriva tra le mani l’album di una band rock slovena e non ti bastano le parole per l’entusiasmo. Adam! Una band con uno sguardo moderno sul rock. Alternativa, provocatoria e, soprattutto, molto più che promettente! Il chitarrista Peter Dekleva è probabilmente un nome piuttosto noto a chi segue i big del mainstream sloveno. Il tipo ha consumato il manico della chitarra, tra gli altri, per Big foot mama, Laibach, Dan D, Tinkara Kovač, Srečna mladina, Alya, Jadranka Juras, Sausages… Il gruppo si completa con Damir Lisica – Dado (voce) degli Anavrin, Gregor Jakac (batteria), fuggito dai Tida, e il bassista Anej Kočevar (Anavrin). Insomma, nomi di provata esperienza, che sulla scena slovena si sono sciroppati un bel fascio di chilometri.
Gli Adam non coltivano nessuna particolare ossessione fanatica per le tradizioni dell’Antico Testamento. Eppure si possono tracciare dei paralleli tra il primo “uomo” creato a immagine di Dio e la tradizione della musica di questa band. Come Adam fu (a quanto pare) il primo bipede terrestre creato ufficialmente, così la musica del gruppo è così particolare che si può dire che una band come gli Adam, sulla faccia di questo pianeta, non c’era mai stata.
Si tratta di un gruppo che ha fuso alla grande la tradizione del melos sloveno con il rock. I testi sono in sloveno. Ottima scelta. Hanno la giusta dose di intelligenza, senza un briciolo di aridità, portano un messaggio asciutto e concreto che, anche attraverso le metafore, non è difficile da decifrare. Gli Adam sono cupi, soprattutto grazie alla prestazione vocale di Damir Lisica. Ci pensano il timbro stesso della voce e la sua articolazione. Lisica sfrutta con abilità lo spazio che gli concedono la melodia della chitarra e l’ossatura ritmica che lo incalza. Manovra la voce con esperienza e, con un tocco di “distacco”, riesce a ridare vita al lato emotivo dei messaggi. Nell’aria si sente il desiderio di liberarsi dalle catene del quotidiano in cui è finito l’uomo qualunque della classe media di una società slovena gonfiata, immersa in un comodo conformismo e (per giunta, oggi) moralmente svalutata
Gli Adam sono una band fuori dagli stampi predefiniti del rock. Il suono è organico! Oltre a suoni da puliti a semi-puliti negli accordi, Dekleva dedica attenzione alla costruzione di una ricca scenografia sonora sullo sfondo, con trucchi delicati, semplici ma efficacissimi, appoggiati ai pedali degli effetti, che danno alla musica un’atmosfera speciale, un continuo passaggio asciutto tra stati d’animo diversi, quelli del vivere il momento dello spirito individuale. Dekleva usa un repertorio espressivo davvero ampio con cui crea atmosfere ricche e variegate. Ci riesce grazie a una forte e sicura padronanza del chitarrista, che ha accumulato un sacco di mestiere e conoscenza musicale. Per questo non stupisce la creazione di immagini argute che storpiano la forma base del suono organico fino agli estremi della varietà cromatica dello spettro sonoro (riverbero potente, una pletora di effetti “crunch”, wah-wah velenoso, delay, stereo chorus eccetera…). Questa combinazione fa un gran bene soprattutto nello sviluppo trattenuto e timidamente riservato di brani come Novi svet o Odnosi med srečnimi.
Alle spalle Dekleva ha una solida ossatura ritmica che, con grande intuito, elasticità musicale e il necessario tocco di “camaleontismo” nel creare il momento imprevedibile, gli fa da fedele sostegno per fondere con sofisticatezza la libertà espressiva artistica con la sensibilità melodica e l’ascoltabilità, avvicinando gli Adam al gusto generale del pubblico musicale sloveno.
La band può vantare un numero eccezionale di brani originali che sprigionano un mix di altissimo livello di energia rock ribelle, giochi argutissimi di tende sonore e rapide successioni di cambi d’atmosfera. Sull’album ce ne sono ben 18. Per fortuna, la band riesce a raggiungere una rara virtù: tiene vivo l’interesse per tutto il disco, perché le strutture degli arrangiamenti sono abbastanza varie e la sequenza dei pezzi è ben rimescolata in un corpo altamente dinamico. Parliamo di un’ampia gamma di motivi di base su cui poggiano i brani. Questa arguzia, questa ispirazione nel proporre varietà di motivi mantiene sempre riconoscibile il marchio musicale degli Adam.
Quei 18 brani non sono una massa facile da conquistare per chi ascolta. È proprio il pregio del disco, perché ti entra sotto la pelle piano piano e dura a lungo. Scopri gradualmente i singoli veli dei collage sonori, così come gli stati d’animo dei brani. Ed è anche una virtù rara nello spazio sloveno. Si tratta di un’offerta di pezzi che contengono una bella dose di sperimentazione musicale e, insieme, un senso innato per la creazione di canzoni compatte e melodicamente contagiose. Anche di quelle che, senza grandi scossoni, possono finire sulle frequenze radiofoniche (ovviamente quelle di emittenti indipendenti e musicalmente “aperte e capaci di capire”).
Il brano ČB Spletni tok è il momento del disco in cui la sperimentazione si dà la mano, in modo estremamente compatibile, con la compiutezza melodica (il ritornello), e in questo aspetto sull’album raggiunge addirittura l’espressione più bella. Molto interessante anche il brano Novi svet, e poi la fisarmonica sperimentale ed esplorativa Včeraj, danes, jutri, in cui gli Adam danno la sensazione di cercare di proposito l’originale melos malinconico diventato popolare e di sostenerlo con abilità (con un condimento atmosferico) con le mosse del riff e del ritmo del rock. Questo melos sloveno ereditato, che non nascondono nemmeno le canzoni popolari, lo riprende in modo ancora più diretto l’acustica Pridih. Dà a Damir ancora un sacco di spazio per manipolazioni improvvisative e allo stesso tempo mantiene efficacemente al suo interno quel tocco malinconico sloveno (che parola azzeccata!). I brani corali di Ključ non c’è nemmeno bisogno di sottolinearli particolarmente, quando si cerca l’originale melos sloveno. Pot v neznano ricorda lo strumentale Last Train Home di Pat Metheny. La base ritmica riprende lo sbuffare di una locomotiva a vapore e sopra c’è adagiato il giocherellare leggiadro delle note chiare della chitarra di Peter. Senza sforzo, senza esagerare e senza sprecare tonalità inutilmente. Sempre in dosi godibili.
Sull’album spicca Dom. È un brano che la band potrebbe trasformare senza problemi in un hit radiofonico. Leve di suoni elettronici di facile accesso, impianto melodico breve e asciutto, con una compatibilità eccellente con la voce sognante. La base ritmica arriva dalle mosse degli anni Ottanta, quando i Depeche Mode con l’elettronica aprivano nuovi orizzonti al mondo della musica. Dom dimostra l’ampio raggio musicale della sperimentazione, che è l’essenza stessa degli Adam. Un altro scatto fuori dal disco è Herointeror, che la band ogni tanto fa rotolare anche attraverso un riff roccioso, quasi alla Sabbath. Ovviamente, nella produzione camuffato, vestito a festa nel “credo adamiano”.
Definiti in modo più “leggero” e “diretto” ci sono l’opener Teater (V dvoranah domišljije) con basi ritmiche non poco funkeggianti e movimentate, la particolarmente melodica Dar, con un’ottima combinazione in bianco e nero tra strofa e ritornello (c’è perfino il suono di un theremin), Grlo brez odmeva con un ritmo moderno alla U2, lo scatto funk “ingroovato” di Brez strahu, e Otroci brzine, che per intensità rock, melos e (soprattutto!) modo di porgere i versi sfiora appena i Siddharta. I momenti sofisticati del disco mettono in risalto il lato sottile del carattere della voce, il che definisce soprattutto il nuovo impianto organico e semplice di un brano melodicamente di altissimo livello come Odnosi med srečnimi. La band ha anche uno straordinario senso della misura: non esagera mai con la sperimentazione, ma segue con efficacia il proprio istinto interiore di tenere il filo rosso della compiutezza melodica. Ecco il rocker luminoso Modrost con aggiunte di arrangiamenti d’archi, che ancora una volta va a favore di questa conclusione.
Sarà dura individuare i picchi di questo album, perché i suoi confini, rispetto alla forma generalmente prevedibile delle band slovene a vocazione alternativa, stavolta sono più difficili da stabilire. Con “Alfa” gli Adam si staccano nettamente da questa media. Sono un esempio di ottima fusione tra compiutezza melodica, asciuttezza e la giusta dose di sperimentazione musicale. Con la loro capacità di farsi capire e il loro ampio orizzonte musicale riescono a costruire un’atmosfera musicale specifica, qualcosa di completamente nuovo e mai sentito sulla scena slovena. È la combinazione di un quartetto che in studio si percepisce in modo strepitoso. L’album ha un’ottima produzione dal vivo, che rivela come tra i ragazzi si sia intessuto un vero legame di chimica creativa e di lavoro. La sensazione che la band abbia suonato un concerto in studio non manca.
Gli Adam sono quindi un’acquisizione straordinaria per lo spazio musicale sloveno, una sorta di nuova scoperta di un orizzonte musicale inesplorato. L’album “Alfa” è una vera raccomandazione per tutte le nuove band su dove puntare nella ricerca della propria essenza. Non nel senso di imitare: può servire come guida pratica che ti indica come esprimere la musica che ti suona in testa e proporla in modo unico, tutto tuo. “Alfa” è dunque una nuova pietra miliare dello spazio musicale sloveno. Gli Adam sono una band che piacerà sia agli ascoltatori meno esigenti, sia a tutti i (sopravvissuti) buongustai della musica.
Formazione
Damir Lisica – voce, theremin, tastiere
Peter Dekleva – chitarra, cori, programmazione, tastiere, percussioni, vibrafono, fischietto
Anej Kočevar – basso, programmazione, glockenspiel, cori
Gregor Jakac – batteria, percussioni, cori
MUSICISTI OSPITI:
Andrej Završnik – batteria, vibrafono
Žiga Gombač – sega musicale
Jure Rozman – timpani, flexatone, gong
Boštjan Artiček – organo da chiesa
Produzione
Adam
Tracklist
1. Teater (V dvorani domišljije)
2. Dar
3. Grlo brez odmeva
4. Brez strahu
5. Modrost
6. Otroci brzine
7. Alfa
8. Novi svet
9. Dom
10. Revolucija
11. Odnosi med srečnimi
12. Herointeror
13. ČB spletni tok
14. Punker
15. Pot v neznano
16. Pridih
17. Včeraj, danes, jutri
18. Ključ