Animals

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: HairX
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2017
Durata: 35:05
Voto: 3.5/5

Proprio come il leggendario Blackie Lawless si era definito un animale, finendo per far censurare negli USA nel 1984 il debutto dei W.A.S.P., così anche gli HairX hanno intitolato »animalesco« il proprio debutto in studio. Gli HairX sono una band rock fresca e nuova, di Vrtojba, nel Goriziano. Insomma: gli HairX sono un quintetto sicurissimo di sé e messo a fuoco alla grande, che con la sua potenza, il suo fuoco creativo, il suo slancio e la sua carica si misura in modo deciso e coraggiosissimo con l’eredità recente del glam metal. Quella che, soprattutto con il Sunset Strip di Los Angeles, regnava sulla mappa mondiale del rock nella seconda metà degli anni Ottanta.

La band, consolidatasi in una formazione solida nel 2016, è riuscita così a partorire quest’anno, in primavera, il suo debutto di inediti. Il quintetto è composto da musicisti talentuosi e bravissimi, che sanno che bisogna mettere assolutamente in primo piano la qualità compositiva ed esecutiva, e la difendono con piena veemenza da autori, mentre l’immancabile glam pacchiano e tutti i fronzoli passano in secondo piano. Pensate a gruppi come Autograph, Firehouse, L.A. Guns e/o Skid Row. Erano tutti famosi per kitsch, dissolutezza e vanità, ma lo giustificavano con una scrittura eccellente e album di livello. Anche gli HairX seguono questa chiave. Qua e là il debutto porta con sé un pizzico di ingenuità da esordienti nel combinare i motivi principali e i passaggi (Last Story, la ballata Fly, meno interessante), ma per un debutto è normale, soprattutto se ti butti su un genere arcaico come quello degli HairX, per il quale devi prima di tutto essere molto bravo se vuoi giustificare in modo credibile il fatto di rimetterlo in scena. Del resto, brani come Tonight, Rebel, Animals, D.T.G., Crazy Dreams e la corsa finale in We’re Gonna Rock giustificano in pieno le impressioni di qualità sull’album »Animals«, messe nero su bianco nella prima parte di questo paragrafo.

Sono cambiati anche i tempi. Soprattutto in termini di produzione, l’album Animals« segue un trattamento del suono a basso budget, anche se una produzione così sta in piedi eccome. Ha la vitalità da concerto che serve, ed è stata immancabilmente ritoccata anche da una grezza etichetta da garage, che avvicina il prodotto finale, nell’estetica sonora, ai primi tempi del metal e, in fin dei conti, anche del punk. Soprattutto quest’ultimo calza a pennello all’aspetto beffardo e da monelli vanitosi della band, davanti al quale nessuna ragazza sarà al sicuro. E anche se per tutto il disco aleggia uno spirito alla Mötley Crüe, questo emerge con successo proprio nel brano dedicato alle ragazze, dove la band si cimenta con buona riuscita anche con lo sloveno.

Già con il debutto »Animals« la band ha fatto capire chiaro e tondo di avere compositori di talento, capaci di costruire un pezzo con testa e coda ben definite, dove la componente musicale prende il comando nelle melodie dei ritornelli e dove i riff di chitarra principali sono abbastanza incisivi e immediatamente contagiosi da permettere a questi buoni 35 minuti di musica di vantarsi di una vera anima fatta di adrenalina in ebollizione, di fretta scalpitante e di testosterone in eccesso, nell’irruenza giovanile di questi cinque puledri pazzi. La band affronta la composizione con impegno, e lo dimostra anche contrapponendo (colorando) il dramma dell’atmosfera con l’innesto di armonie vocali aggiuntive che accompagnano la voce principale. È infatti uno degli elementi più difficili nella vibrazione del glam, dell’AOR o (se preferite) del rock melodico, ma è un mattone indispensabile per raggiungere l’involucro pomposo di una composizione di alto livello.  

Già al primo passo nella loro discografia i ragazzi annunciano quindi con decisione di essere una squadra che sa servire assoli pittoreschi nei passaggi strumentali centrali (le parti »mid-eight«) e in cui la voce di Miha Polanc porta una dose concreta di potente incisività, con cui conquista l’attenzione nei brani e si rivolge in modo convincente all’ascoltatore dall’inizio alla fine. È un vocalist eccellente, a cui nemmeno l’inglese crea problemi. È sempre interessante questo contrasto vocale tra sloveno e inglese, che può rivelarsi decisivo anche per creare l’atmosfera desiderata. Negli HairX questo contrasto lo porta proprio il brano D.T.C., che fa capire come l’album »Animals« avrebbe mantenuto tutta la sua credibilità anche se fosse stato cantato interamente in sloveno. Speriamo che in futuro la band affini e levighi un po’ l’uso dell’inglese nella metrica dei versi, così che le melodie risultino ancora più rapaci di quanto già siano.  C’è ancora qualche riserva espressiva da sfruttare, ma sono sottigliezze che, con la giusta ottimizzazione, possono far calare nelle composizioni un poker d’assi vincente per la band.

L’album »Animals« ha tutto ciò che deve avere il debutto di una band ispirata alle conquiste del glam metal e dell’hard rock anni Ottanta. Ha potenza, grezzezza, la giusta dose di pelle d’oca, il livello desiderato di incisività compositiva, un’esecuzione eccellente (assoli e voci compresi) e una produzione viva e vibrante, quasi da concerto! Con questo disco la band compie un solido passo fondamentale verso la definizione di un proprio suono e di un proprio stile. Un documento di cui può andare fiera, che merita il maggior numero possibile di presentazioni dal vivo e, in fin dei conti, il vero trampolino da cui in futuro la band potrà approfondire in totale scioltezza il proprio dossier artistico e musicale. 

Formazione

Miha Polanc (Polo) – voce
David Gorikič (D.D.) – chitarra
Partik Drole (Palo) – chitarra
Tilen Jarc (Tilče) – basso
Kristjan Čuk – batteria

MUSICISTI OSPITI:
Mario Murgič – cori nei brani n. 3 e 5
Boštjan Pertinač – cori, basso, sintetizzatore
Julija Polanc – cori nel brano n. 7

Produzione

Boštjan Pertinač

Tracklist

1. Call Of The wild
2. Last Story
3. Tonight
4. Rebel
5. Animals
6. DTG (Deticated To Girls)
7. Fly
8. Crazy Dreams
9. We’re Gonna Rock
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