Area 53 festival 2021 – Che show, il Warm Up!

foto: DENIS PARADIŽ 2021
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Band in scena: Feinstaub, April Art, Kiss Forever Band, Mono Inc.
Location: Leoben / VAZ – Schladnitz / Austria
Data: 15. 7. 2021


Leoben, Austria. Estate. Luglio 2021. Dopo un anno di pausa torna l’Area 53 festival. Sì, è vero. Quest’anno in Europa di festival grossi ce ne sono pochissimi, e l’Area 53 festival, in questo nuovo anno di pandemia, è uno dei pochi che si sono tenuti in questa zona d’Europa. Parlo dei festival più grandi.

Ovviamente anche questo festival ha dovuto rispettare le regole (le misure per contenere la diffusione del coronavirus): nell’area del festival poteva entrare solo il pubblico che si era già vaccinato oppure si presentava con un certificato valido di guarigione dal coronavirus. La terza opzione era il tampone. Ogni giorno potevi farti testare gratis alla stazione qui vicino, a Leoben. I visitatori si distinguevano dai braccialetti: quelli gialli li portavano i vaccinati e i guariti, ed erano permanenti per tutti e tre i giorni, mentre per tutti gli altri il braccialetto valeva un solo giorno di festival.

Al festival non c’erano altre restrizioni. Le mascherine non erano obbligatorie e non c’era nemmeno il distanziamento sociale.  Quest’anno l’organizzatore di questo festival, di gran lunga il più grande della Stiria austriaca (e anche della regione più ampia), ha venduto il doppio dei biglietti rispetto al 2019 (l’anno scorso il festival è saltato), e questo nonostante il programma, con qualche eccezione, puntasse soprattutto su band locali (di casa), cioè austriache, e ovviamente tedesche.

Davanti a noi c’era il primo giorno di festival. Anzi, non proprio. Era la giornata di riscaldamento (warm up), con un programma di quattro gruppi.

I Feinstaub, mattatori locali, hanno aperto con onore questa giornata di warm up. Rocker festaioli. Il repertorio è fatto di cover di artisti famosi, solo che i Feinstaub le rigirano un po’ a modo loro, testi compresi, che così diventano in tedesco. Per esempio Sympathy For The Devil e Gimme Shelter, che in originale sono dei Rolling Stones. Di divertimento e di battute non ne mancano, ma in momenti così a godersela sono soprattutto, anzi prima di tutto, i tedescofoni, gli unici a cogliere questo tipo di approccio. L’approccio delle band di casa.  La band è una guarnigione di sette persone, c’è perfino un percussionista in più, e il sound che tirano fuori sul palco è sfruttato bene. Spiccava un cantante energicissimo e pieno di vita, che ha scaldato e infiammato il pubblico alla grande. Un’apertura bollente per il festival, insomma.

Gli April Art, quartetto tedesco con una cantante civettuola e sfacciata. Tutti vestiti di rosso. A essere particolarmente provocante, però, era la signorina che con la sua voce penetrante e a tratti bella tagliente scorrazzava da un capo all’altro del palco, e questo ha alimentato anche il magnetismo che ha richiamato sotto il palco ancora più gente – soprattutto uomini, ovviamente, che si sono pasciuti gli occhi con gratitudine. La band punta all’appeal musicale. Ritornelli che ti si attaccano, melodie altissime. Carica e rumorosa, ma alla moda. Pensate a qualcosa tipo Evanescence o gli attuali Within Temptation. Qualche linea preregistrata (tastiere). Per il resto, un gruppo che avrebbe potuto stare in cartellone anche più tardi, in orari più notturni. Show compatto, energico, affiatato e dinamico.

Poi è toccato al gruppo «tributo». KISS Forever Band. Ungheresi. Tra i migliori imitatori dei Kiss in circolazione, e lo dimostrano anche le collaborazioni sul palco con alcuni ex membri dei KISS, come Bruce Kulick. Insomma, i KISS Forever sono sempre un’aggiunta gradita ai programmi dei festival. Costano il giusto e portano materiale che richiama il pubblico. A presentare la band sul palco è salita la chitarrista degli Evanescence Jen Majura, che ha dovuto tirare il suo discorso parecchio per le lunghe, perché i KISS Forever Band, col trucco, erano in bel ritardo. Anche se i ragazzi sono molto più statici degli April Art che li hanno preceduti – entrambi i cantanti devono suonare basso e chitarra – da questo punto di vista non può andare storto proprio niente. Qui c’era l’esecuzione dei classici dei KISS, che comprendeva tra gli altri: Lick It Up, Detroit Rock City, I Was Made For Lovin’ You Rock And Roll Nite, Black Diamond, Love Gun, Shout It Out Loud, Let Me Go, Rock ‘N’ Roll, Crazy Crazy Nights e Sweet Pain. Dal punto di vista vocale e dell’esecuzione più che credibili. Gli amanti di Gene, Paul e soci hanno avuto quello che volevano, ed era questo l’essenziale.

L’atto finale dello show di warm up è toccato ai gothic rocker tedeschi Mono Inc. I loro concerti sono, ancora una volta, un mix di trucchetti scaltri e scenografie che accende scintille ed emozioni nel pubblico di lingua tedesca. Mica per scherzo. All’apparenza piuttosto statici, ma nei discorsi abbastanza carichi da non far mancare allo show né carisma né dinamica. Luci pazzesche, fumo e tutto quello che ci sta attorno! Tutto confermava che il festival in sé aveva superato quello precedente, sia tecnicamente che in generale. Con i Mono Inc. l’Area 53 ha brillato davvero, per la prima volta, in tutto il suo splendore. Band rodata e affiatata. I sample sono quasi obbligatori in situazioni in cui sul palco ci sono dei cupi dark con un bel po’ di glam. Fa parte dell’atmosfera. La band ha snocciolato tra le altre: Arabia, Funeral Song, The Banks Of Eden, Get Some Sleep, After The War, Welcome to Hell, Symphony Of Pain, Gothic Queen, Voices Of Doom. La serata i Mono inc. l’hanno chiusa con il loro pezzo più riconoscibile, Children Of the Dark, che con l’aiuto del pubblico in estasi hanno tirato per le lunghe con successo per altri tre minuti (rispetto all’originale), per poi inchinarsi e ringraziare il terzetto esecutivo degli organizzatori del festival.

Autore: Denis Paradiž
Foto: Denis Paradiž

Testo curato da: Aleš Podbrežnik


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