Astronaut

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Artista: Duran Duran
Etichetta: Sony BMG
Uscita: 2004
Voto: 3.5/5

Ovviamente i Duran Duran non hanno bisogno di chissà quale pubblicità! La band è un po’ la scialuppa dei sopravvissuti, che ha attraversato gli anni Ottanta con enorme successo grazie alla sua formula inconfondibile, quella dell’ondata allora popolarissima chiamata new romantic. Poi è arrivato, letteralmente, un baratro stilistico tra i Duran Duran del XXI secolo e quelli che facevano musica negli Ottanta. “Astronaut” solo oggi riesce in qualche modo a colmare quel baratro. Con l’eccezione di qualche perla, ovviamente, come Come Undone e Ordinary World dall’album “The Wedding Album” (1995). Il disco è interessante anche perché segna la reunion della formazione d’oro, che negli Ottanta, con la sua comparsa sulla scena, scatenò una vera “beatlemania” dopo la “beatlemania”.

La bellissima notizia è che “Astronaut” è davvero l’antitesi dei Duran Duran rispetto al “fluff” electro pop che hanno sfornato nell’ultimo decennio. Già il primo pezzo, (Reach Out For The) Sunrise, lo conferma senza dubbio. Un’apertura di beat di pochi secondi che ricorda un New Moon On Monday, e poi il salto in un pezzo pop leggero, perfetto per un disco club anni Ottanta. La chitarra è posata con gusto sullo sfondo, le tastiere sono marcate, con le tipiche melodie “spaziali”. Finalmente qualcosa di concreto dopo View To A Kill! Si fanno particolarmente raffinati e sofisticati nella malinconica traccia di chiusura Still Breathing, dove alla melodia dolcemente sussurrata si aggiunge un’orchestra, e dove, per sottolineare il dramma del pezzo, hanno aggiunto una zaffata di dissonanza “bowiana”. Poi c’è il tipico pezzo electro funky disco, Astronaut, che per stile segue il disco precedente “Pop Thrash”. Ottimo il contrasto con la successiva Bedroom Toys, calma ma groovy, con la chitarra condotta nello stile dei loro pezzi di una volta, alla Skin Trade. I Duran Duran non hanno dimenticato come si scrivono canzoni dai ritornelli sognanti. Ce lo ricordano nella ottima What Happens Tommorow, più rockeggiante, o in quelle più “leggere” e splendidamente sofisticate, Point Of No Return e Finest Hour, dove i ragazzi sanno ancora come infilarsi sotto la pelle in modo convincente. I ritornelli espressivi sono comunque l’arma più forte con cui conquistano l’ascoltatore, e anche stavolta è così. Per tutto il disco ci godiamo la combinazione emblematica di tastiere, chitarre e voce di LeBon, ma nonostante questo ogni pezzo ha un suo fascino particolare, e per questo “Astronaut” è un disco molto vario. Una bella notizia per tutti i nostalgici degli “eighties” è anche che in Point Of No Return le tastiere spaziali richiamano la loro celebre Rio, anche se il pezzo è tutta un’altra pasta, mentre Nice, soprattutto nella linea delle chitarre, strizza l’occhio all’album “Seven And The Ragged Tiger”. Siccome il disco è tarato sull’eredità anni Ottanta dei Duran Duran, c’è un piacere in più nell’ascoltare la linea di basso melodica di John Taylor, prodotta in modo separato, soprattutto nella “funkeggiante” Taste The Summer.

La produzione è cristallina, gli strumenti sono in equilibrio, con un contrasto marcato tra il beat, la linea principale e la voce inconfondibile di LeBon al centro. È un album che, nonostante il titolo, non esplora nuovi orizzonti, ma attinge con efficacia all’ispirazione della propria eredità anni Ottanta. I Duran Duran hanno giocato le loro carte in modo molto intelligente e “Astronaut” è un album furbescamente astuto in fatto di prudenza. È un album di riaffermazione, arrivato con la reunion. Certo, qui non si parla di un revival degli Ottanta. I Duran Duran hanno puntato “sul sicuro” e hanno così messo sul piatto un album rock pop leggero, sicuro, dal suono moderno, rilassante e fresco, e soprattutto sexy. Qualcosa che alcuni di noi aspettavano di sicuro da molto, molto tempo.

Formazione

Simon LeBon – voce
Andy Taylor – chitarra
Nick Rhodes – tastiere
John Taylor – basso
Roger Taylor – batteria

Produzione

Don Gilmore, Dallas Austin & Nile Rogers

Tracklist

1. (Reach Up For The) Sunrise
2. Want You More!
3. What Happens Tomorrow
4. Astronaut
5. Bedroom Toys
6. Nice
7. Taste The Summer
8. Finest Hour
9. Chains
10. One Of Those Days
11. Point Of No Return
12. Still Breathing

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