At War With Reality

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Autore: Rok Klemše

Artista: At The Gates
Etichetta: Century Media
Uscita: year_month
Durata: 44:16
Voto: 5/5

Essere una band leggendaria che ha influenzato la nascita di un intero genere e tornare tra i vivi dopo anni, anzi decenni di silenzio, non è facile. I fan giudicheranno sempre una band così solo in base allo status di culto conquistato con questo o quel disco, aspettandosi l’impossibile, mentre il gruppo con un ritorno del genere rischia di suonare solo come una passeggiata nostalgica nel passato, restando intrappolato nel circolo vizioso del riproporre gli hit da »best-of«. Se vuole rinascere davvero, la sua nuova vita deve essere confermata, alla fine, con materiale nuovo. Prima o poi ci si arriva, per quanto le band all’inizio giurino e spergiurino che un nuovo disco non ci sarà. Negli ultimi anni sono usciti dal letargo i Forbidden, poi i Carcass, e perfino i Faith No More annunciano un nuovo album. Anche i pionieri del sound di Göteborg, gli At the Gates, sostenevano che un nuovo album non ci sarebbe stato, eppure dopo la loro ultima uscita, il leggendario Slaughter of the Soul (1995), il disco del ritorno, At War With Reality, è ormai dietro l’angolo. Dopo diciannove anni di silenzio in studio, la band ha ancora qualcosa da dire? Una band così può ancora essere rilevante? I Carcass l’anno scorso con Surgical Steel hanno dimostrato che si può eccome. E gli At the Gates?

At War With Reality ti accoglie con una citazione sinistra tratta da Sobre Heroes y Tumbas (Sopra eroi e tombe) dello scrittore argentino Ernesto Sabato, recitata in spagnolo da Anton Reisenegger (collega di Lindberg nei Lock Up e chitarrista dei cileni Criminal):

Primo: Dio non esiste.
Secondo: Dio esiste ed è un bastardo.
Terzo: Dio esiste, ma a volte dorme: i suoi incubi sono la nostra esistenza.
Quarto: Dio esiste, ma ha accesso alla follia, e questa follia è la nostra esistenza.
Quinto: Dio non è onnipresente, non può essere ovunque. A volte è assente, in altri mondi, in altre cose.
Sesto: Dio è un povero diavolo con problemi che con il suo potere non riesce a risolvere. Lotta contro la materia come un artista lotta contro la propria opera. A volte diventa Goya, ma per lo più è una catastrofe.
Settimo: Prima dell’inizio della storia, Dio fu sconfitto dal principe delle tenebre, che lo trasformò in un presunto demonio e lo screditò così due volte, dato che Dio sarebbe il creatore di questa orribile creazione.  

Quando dopo l’intro parte il primo pezzo, Death And the Labyrinth, è chiaro come il cristallo: gli At the Gates non sono un »nostalgia act«, ma una band che dopo quasi vent’anni di silenzio in studio  con At War With Reality si merita fino in fondo il suo status di culto, lo conferma e lo rafforza. Le risposte alle domande che ci siamo fatti dall’annuncio dell’album – Sarà almeno bello? Gli At the Gates riusciranno a reggere le aspettative gigantesche? Avremo uno Slaughter of the Soul 2? – arrivano da sole. At War With Reality è eccezionale, gli At the Gates non hanno ceduto sotto la pressione e il nuovo album non è solo un SOTS 2. Dal punto di vista stilistico si tratta ovviamente di una specie di prosecuzione evolutiva logica dal punto in cui la storia degli At the Gates si era fermata la prima volta, e i paralleli più facili andrebbero davvero cercati con Slaughter of the Soul e Terminal Spirit Disease, ma AWWR è molto più di questo. È un album che non si vergogna dell’eredità su cui è stato costruito, anzi continua la storia da dove si era interrotta, ma nasconde dentro di sé numerose sfumature che arrivano fino a With Fear I Kiss the Burning Darkness e allo stesso tempo presenta gli At the Gates sotto una luce nuova, rinata e, se vuoi, moderna.

Il lato sonoro del disco è infatti semplicemente sbalorditivo: la produzione di Fredrik Nordström è una belva viva che a pieni polmoni vomita la definizione del sound di Göteborg: una dinamica fantastica, una sezione ritmica rotolante e tonante e riff affilati come bisturi. I pionieri di Göteborg, come un padre con il figlio, mostrano a tutti quelli che da vent’anni provano a suonare come SOTS dove sbagliano. Le scintille tra le chitarre di Björler/Larsson non si spengono per tutti i quarantacinque minuti, i loro riff sono potenti e vari, e sembra perfino che verso la fine l’album, invece di spegnersi, spinga sull’acceleratore con ancora più leggerezza. In realtà AWWR non è nemmeno un disco troppo veloce, perché i ragazzi danno il meglio soprattutto su un medio tempo cupo, pieno di melodie brulicanti, terrificanti e maestose. Il merito è soprattutto di una riffologia psicotica e di parti soliste più lente, ma proprio per questo molto più melodiche, pensate fin nel midollo e piazzate esattamente dove devono stare. L’atmosfera profonda, elaborata e oscura, portata da riff spaventosi, ricorda più di tutto With Fear I Kiss the Burning Darkness, ma con una produzione devastante suona molto più convincente e intensa. Il colpevole principale, oltre al taglio e al tintinnio delle corde delle chitarre, è senza dubbio un Lindberg straordinariamente convincente, che possiede ancora una delle voci più feroci e carismatiche del death metal. Il suo vomitare velenoso a braccetto con riff ardenti rappresenta ancora una delle accoppiate più uniche del death metal, stavolta ancora di più grazie alla maturità e alla chiarezza della voce di Tompa, che porta nella musica, in modo brillante, i suoi migliori testi di sempre. Sono poetici e pieni di simbolismo, ispirati dal genere letterario del realismo magico, su cui del resto si basa tutto il concept dell’album.

AWWR è meglio di SOTS? Penso che sia la domanda sbagliata. Gli At the Gates non inventano niente di nuovo. Non ne hanno nemmeno bisogno, visto che il death metal melodico l’hanno già inventato, e At War With Reality è una vera lezione da manuale su come deve suonare. A tutti quelli che da vent’anni cercano di copiare SOTS, gli At the Gates mostrano come si servono le cose. Con At War With Reality gli At the Gates non hanno macchiato la loro eredità leggendaria e immortale, l’hanno portata avanti. Il nuovo album funziona come un rito con cui lo spirito old school del death metal di Göteborg viene richiamato di nuovo tra i vivi, ma con un cuore nuovo che batte con un suono impeccabile e un talento da maestri nello scrivere canzoni. Con At War With Reality abbiamo avuto esattamente quello che speravamo in silenzio, temendo in realtà di non ottenerlo. Uno dei candidati più forti a disco dell’anno, con un valore di riascolto infinito! Bentornati At the Gates!

Nell’ambito del tour europeo con cui presenteranno At War With Reality, gli At the Gates si fermeranno più vicino a noi il 14.12.2014 all’Arena di Vienna!

Formazione

Tomas “Tompa” Lindberg – voce
Anders Björler – chitarra
Jonas Björler – basso
Martin Larsson – chitarra
Adrian Erlandsson

Produzione

Fredrik Nordström

Tracklist

1. El Altar Del Dios Desconocido
2. Death And the Labyrinth
3. At War With Reality
4. The Circular Ruins
5. Heroes And Tombs
6. The Conspiracy of the Blind
7. Order From Chaos
8. The Book of Sand (The Abomination)
9. The Head of the Hydra
10. City of Mirrors
11. Eater of Gods
12. Upon Pillars of Dust
13. The Night Eternal

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