Bang!

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Artista: Thunder
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2008
Durata: 54:14
Voto: 4/5

Cos’altro ci si potrebbe ancora aspettare dallo storico quintetto londinese, che negli anni Novanta ha raccolto un successo tutt’altro che trascurabile? “Bang!” è il seguito del predecessore “Robert Johnson’s Tombstone” (2006), ma con più atteggiamento rock sfrontato e più adrenalina nei riff. Anche i temi del nuovo album testimoniano di nuovo, senza giri di parole, di essere cresciuti nell’orto del chitarrista della band, Luke Morley.

Danny Bowes resta un cantante davvero impressionante. Anche con questo nuovo album. Qui non c’è nemmeno una stecca. Il suo caldo vocione vellutato lascia un marchio inconfondibile sulla musica dei Thunder! C’è chi proprio non sa invecchiare, o meglio sa “invecchiare nel modo giusto”, nel senso che la voce con gli anni non fa che maturare.

On the Radio, al contrario di quanto dice il titolo, non è nessun piagnisteo sui fasti più luminosi dell’AOR anni Ottanta, ma un colpo secco e diretto d’apertura, con il minimalismo del riflesso rock n’ roll alla “AC/DC”, con cui l’album parte a razzo in un attimo! I ragazzi, come da loro abitudine, mescolano a questa immediatezza da un lato il carattere bluesy, dall’altro ci aggiungono la melodia con una serie di trucchi musicali scelti ad arte. Questo dipolo di carattere, spalmato su 12 compatti inneschi rock, si completa ancora una volta alla perfezione lungo tutto il disco. Anzi, all’interno dei singoli pezzi la band riesce a dosare in parti uguali entrambi gli ingredienti (Stormwater, Candy Man, Honey). Forse Love Sucks è l’esempio più bello di brano del nuovo album che da capo a piedi riesce a fondere in un solo corpo tutti i marchi di fabbrica tipici dei Thunder. Naturalmente con una bella dose di sarcasmo britannico nel testo. Ovvio che, scorrendo la scaletta, ci si accorge che questo dipolo di carattere si sposta da un pezzo all’altro, ora a favore dell’atmosfera bluesy, ora di quella hard rock. Così Carol Ann ricorda un brano “perduto” di “Robert Johnson’s Tombstone”, mentre l’amore per il blues non lo nasconde  la riuscita Turn Left To California, orientata al “sound southern più banjo”. I ragazzi sono gatti di esperienza, che sanno togliere il piede dall’acceleratore con raffinatezza e sottopelle, evocando un’atmosfera da semi-ballad piena di nostalgia, nell’acustica Retribution (più avanti la cosa si ripete, con meno fortuna, in Watching Over You), nata per essere ascoltata nelle giornate di pioggia cupa. Meglio, ovviamente, senza lametta in mano. Insomma, anche sul nuovo album la band cura con mestiere il flusso dinamico e vivido delle atmosfere lungo tutto il disco. One Bullet, ballad dall’impianto sonoro classicamente melodico e con una vibrazione da requiem, è la terza “lamentazione” dell’album, dove la raffinatezza vocale di Bowes, in un abbraccio sensuale con l’acustica, torna a incendiare tutto. Per quell’urlo “Fuck You!” nell’opener On the Radio, poi, con ogni probabilità hanno messo sulla copertina dell’album l’adesivo “Parental Advisory”! Ma fatemi il piacere! Quando lo useranno, che so, nei negozi di armi? Lasciate in pace l’erotismo rock n’ roll, voi finti moralisti timorati di Dio e leccapiedi!

Anche con il nuovo album i Thunder cavalcano trionfanti la via di mezzo d’oro, capace di unire gli amanti del classico blues rock anni Settanta alla Free da una parte e del classico heavy rock alla UFO dall’altra. In più c’è la giusta nota di melodia e di quella tipica atmosfera malinconica britannica. Questa combinazione rende la band riconoscibilmente diversa dalla massa di hard rock band melodiche britanniche più o meno coetanee, condannate a restare per sempre all’opposizione, in un’attrattiva AOR ormai ampiamente sorpassata. Con questo non voglio dire che i Thunder siano chissà quanto più attraenti, spiccano solo un filo di più, perché di band simili a loro, sulle Isole Britanniche, ce ne sono meno. Miracle Man o Have Mercy sanno irretire anche chi ama le vibrazioni del glam rock americano.

La produzione mantiene il necessario “feel” dal vivo, mentre i pezzi sono (come detto) impostati in modo tipicamente “Thunderiano”, il che significa anche che prendono davvero carattere solo quando prendono vita sul palco. I Thunder sono infatti una grandissima live band, che non dovete assolutamente perdervi se per caso la tournée passa dalle vostre parti! Questo modo di comporre e il suono stesso dell’album irradiano una sana chimica che regna nella band. E non solo. Anche la regolarità con cui pubblicano album in studio, tutti, uno dopo l’altro, sentiti e convincenti, nonostante i Thunder, a ben vedere, non dicano chissà che di nuovo dal punto di vista creativo, dimostra che la squadra funziona alla grande. Insomma, in linea con le aspettative. Hard rock dei Thunder molto buono, di alta qualità e tipico, con riff dal profilo chiaro, una cavalcata rock compatta, il vocione di Bowes piazzato al centro a brillare in primo piano, e il solito tocco di malizia ed erotismo. Prevedibile, ma comunque vivido e, fin dal primo istante, sottopelle, ed è così che la musica dei Thunder conserva tutto il suo senso.

Formazione

Danny Bowes – voce
Luke Morley – chitarra, cori
Ben Matthews – chitarra, tastiere
Chris Childs – basso
Harry James – batteria, percussioni & Percussion

Produzione

Luke Morley

Tracklist

1. On The Radio
2. Stormwater
3. Carol Ann
4. Retribution
5. Candy Man
6. Have Mercy
7. Watching Over You
8. Miracle Man
9. Turn Left At California
10. Love Sucks
11. One Bullet
12. Honey

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