BBC Sessions
Artista: Gallagher, Rory
Etichetta: Capo
Uscita: 1999
Durata: 2h 6.49
Voto: 4.5/5
BBC Sessions è un disco fondamentale nella storia di Rory Gallagher, soprattutto perché mostra in modo vivido quanto fosse ampio il messaggio del leggendario chitarrista. L’album è un mosaico di registrazioni d’archivio, rimaste per decenni nascoste nei bunker della BBC britannica e tirate fuori da periodi diversi della carriera del grande musicista. Una raccolta di perle in rigoroso ordine cronologico, che offre l’occasione unica di vedere il maestro all’opera da angolazioni diverse, per di più catturato in un contesto il più intimo possibile. Il disco trabocca della classica magia di Rory Gallagher e, allo stesso tempo, testimonia l’incredibile versatilità musicale di uno dei chitarristi più affascinanti del blues rock.
Il contrasto del repertorio è senza dubbio uno degli elementi chiave della missione di Rory, quello che distingue nettamente il chitarrista da buona parte dei suoi contemporanei. Con questa raccolta di avventure targate BBC, Rory attraversa a passo deciso mondi stilistici diversi: si parte dai giri di ispirazione jazzy di Calling Card, They Don’t Make Them Like You o Jacknife Beat, perle rese per l’occasione ancora più ricche da un’abbondanza di sorprendenti intrecci melodici dal vivo, e si arriva a pezzi da novanta come Hands Of, pura magia blues di tipico calibro Gallagher, mentre in Race The Breezez becchiamo Rory a mescolare in modo grandioso jazz e blues. Gallagher costruisce per tutto il tempo un’atmosfera tesissima, carica di un’energia magica e inafferrabile, quella specie di elemento misterioso di incertezza sulla direzione che prenderanno le cose che, fin dagli esordi da solista, definisce così fortemente la sua musica. I Take What I Want, per esempio, si presenta come un assalto di hard rock un po’ scapestrato, soprattutto grazie alla natura iperattiva dell’organo Hammond di Lou Martin, che dopo un avvio in sordina all’ombra dell’onnipresente forza dei riff di chitarra più taglienti, esplode senza controllo in un caos di suoni difficilmente governabile. A parte questo momento di incertezza, il servizio di tastiere di prim’ordine di Martin fa sempre diligentemente da principale elemento di sfida per i tanti lampi di pura genialità di Rory, e la fertilità del loro rapporto garantisce anche una fornitura in serie di duelli improvvisati, un gradito scarto di organicità rispetto alla precisione ordinata delle versioni da studio dei brani.
Se non conoscete ancora l’eredità di Rory Gallagher, BBC Sessions vi scuoterà per bene (anche se, immagino, nella maggior parte dei casi vi metterà soprattutto a dura prova) con una dimostrazione dell’eccezionale comprensione che il musicista aveva della retorica blues tradizionale. What In The World, oltre a mettere in luce le capacità di improvvisazione di Gallagher, punta giustamente sulla sua abilità di interpretare con sentimento motivi antichissimi, sconosciuti alla maggior parte dei buongustai di musica. Un trattamento meno convincente ci arriva con la robusta Roberta, che si presenta come un prolungamento istantaneo di Garbage Man, sempreverde preferito di Rory. Il profondo rispetto per i suoni del passato, sotto la cui bacchetta si è affinato alla perfezione anche il senso della sua stessa espressività, Rory lo dimostra invece con la When My Baby She Left Me del bluesman John Lee Williamson, chiusa con grande inventiva.
Gallagher era considerato un musicista straordinario, e la sua resa strumentale e la sua voce, spesso difficile da inquadrare dal punto di vista dell’umore, sono sempre andate a braccetto con un accompagnamento strumentale di prima categoria. BBC Sessions, oggi che la sua eredità senza tempo sta finendo ingiustamente nel dimenticatoio, sta lì forse come promemoria di questi fatti, e allo stesso tempo documenta anche la sbalorditiva forza della presenza scenica di Gallagher. Rory viveva semplicemente per la messa in scena della potenza del blues. Sul palco poteva entrare in contatto con il pubblico, verso cui ha sempre coltivato un rapporto autentico, sincero e di emozione diretta.
Formazione
Rory Gallagher: voce, chitarra
Gerry McAvoy: basso
Lou Martin: tastiere
In Concert
Rod deAth: batteria (1-9)
Ted McKenna: batteria (10)
Studio
Wilgar Campbell: batteria (5,6,10,12)
Rod deAth: batteria (1-4 & 7-9)
Brendan O’Neil: batteria (11)
Produzione
Donal Gallagher
Tracklist
In Concert
1. Calling Card
2. What In The World
3. Jacknife Beat
4. Country Mile
5. Got My Mojo WorkingFuller
6. Garbage Man
7. Roberta
8. Used To Be
9. I Take What I Want
10. Cruise On Out
Studio
1. Race The Breeze
2. Hands Off
3. Crest Of A Wave
4. Feel So Bad
5. For The Last Time
6. It Takes Time
7. Seventh Son Of A Seventh Son
8. Daughter Of The Everglades
9. They Don’t Make Them Like You
10. Tore Down
11. When My Baby She Left Me
12. Hoodoo Man