Billy Idol ha stregato Lubiana con il suo fascino fatale (2010)
Location: Lubiana / Hala Tivoli / Slovenia
Data: giovedì, 24.06.2010
Possiamo dire che alla fine anche la Slovenia ha avuto il suo vero spettacolo rock. Uno di quelli che di solito ci passano accanto e per cui devi metterti in viaggio anche per svariate centinaia di chilometri, che so, dalla capitale slovena, per assaggiare il vero sapore del rock n’ roll! Stavolta parliamo del concerto della rock icon 54enne Billy Idol, che con la sua combriccola di musicisti di altissimo pedigree si è fermato anche alla Hala Tivoli di Lubiana. Il disperato e fedelissimo fan sloveno del messaggio rock n’ roll dell’Europa occidentale direbbe senza esitare che il Tivoli lo riempiono solo Plavi Orkestar, Tony Cetinski e simili strani figuri del vocabolario rock non anglofono, che incassano un sacco di soldi nell’area planetaria tra il Vardar e il Triglav ormai da decisamente troppo tempo. Questo scuote l’immagine esterna della Slovenia con un velo generale di rappresentazione malata di cosa sia una sana idea di musica rock. Non che gli sloveni si siano piano piano stufati dei sapori melodici dell’occupazione balcanico-mediterranea, quello probabilmente non succederà mai, ma in questa serata gli sloveni hanno finalmente dimostrato che da qualche parte, nel profondo, non hanno perso il senso dell’autenticità dello spirito rock n’ roll. La Hala Tivoli l’hanno infatti riempita fino all’ultimo angolino. Una cosa del genere, senza Cece sul palco, ai giorni nostri in mezzo al Tivoli non c’era davvero da aspettarsela.
Billy Idol è salito sul palco con la sua band un quarto d’ora prima delle nove di sera. Ciuffo biondo a spillo, addominali tesi come un radiatore, il solito repertorio di smorfie con quel labbro rialzato che salta sempre all’occhio, pugni al vento! Il tizio non ha mollato niente di tutto questo. Il fascino fatale è ancora con lui! Con il mago della chitarra Steve Stevens alla sua destra, il bestiale batterista Jeremy Colson (Steve Vai Band) alle spalle, il nuovo arrivato e chitarrista ritmico Billy Morisson (Camp Freddy, The Cult) e il bassista Stephen McGrath alla sua sinistra, Billy, con le sue doti da intrattenitore da palco inesauribile, ha regalato a Lubiana uno spettacolo rock n’ roll di prima categoria.
Ho dimenticato qualcuno? Mentre la band spacca tutto con il classico dei Generation X Ready Steady Go, Idol mette definitivamente in piedi circa 6.500 gambe (moltiplicate per due) con la successiva Dancing With Myself! Qui Stevens presenta per la prima volta l’assolo di chitarra dietro la schiena (che ripeterà più volte nel corso di una pletora di acrobazie), e ci becchiamo anche il primo jam finale. Poi la nuovissima Love is Strange, e sul palco non c’è ancora l’ex tastierista dei Dream Theater Derek Sherinian, membro ufficiale della formazione live di Billy Idol. Già il campionamento programmato in Love is Strange poteva far temere a qualcuno che con Derek ci fosse qualcosa che non andava, ma il baldo tastierista di origini armene sale sul palco per un super hit e una delle canzoni più rifinite della carriera di Billy negli anni d’oro degli Ottanta. Flesh For Fantasy. Una vera leccornia d’autore. Ovunque ti girassi, le tribune guardavano il palco in piedi. Quando il carismatico padrone del palco Billy si fa strada a pugni fino al ritornello, la sala quasi lo sovrasta. La magia dell’atmosfera, stavolta, è unica! Il pezzo pieno di sessismo si fonde in modo fenomenale con la non meno scandalosa Sream, che dimostra come Idol resti con successo “Idolizzato” nella sua espressione d’autore anche per il nuovo millennio.
Segue una piccola pausa, cambio d’abito e Billy ricompare sul palco con la chitarra acustica. Con il supporto di Stevens attacca Sweet Sixteen, la hit di “Whiplash Smile”, dove Billy all’inizio racconta senza risparmiarsi l’ispirazione che l’ha fatta nascere. I testi, che Billy ha messo insieme a Coral Castle, in Florida, svelano il retroscena di un dramma d’amore tra due emigrati lettoni negli USA, Edward Leedskalnin (che aveva appunto scolpito il castello di corallo per i suoi “dolci sedici anni”) e la sua fidanzata fuggita Agnes Scuffs. Lei era scappata da Edward un giorno prima del matrimonio.
Un inserto quasi flamenco di Steve Stevens culla la sala verso il nuovo mega hit di Idol, dove di nuovo tutta la sala alza le braccia al cielo e si abbandona alla melodia irresistibile del classico Eyes Without Face. Stevens mette in mostra il suo assolo di chitarra, che nella versione in studio è volutamente nascosto sullo sfondo a livello di produzione, il che contribuisce alla vivacità generale sul palco e fa salire l’intensità del pezzo. Segue la nuovissima e molto melodica Kings And Queens of the Underground, che mantiene l’atmosfera pigra ma rilassata di un brano tranquillo, sostenuto dal suono naturale dell’acustica. Billy è sempre stato un grande fan dei The Doors. Così alla Hala Tivoli ha dedicato loro la sua versione di L.A. Woman, che la band ha dilatato in un nuovo jam finale allungato. Dopo arrivano ben due classici dei Generation X, che hanno sorpreso in scaletta, vista la montagna di assi d’autore di Idol che il cantante (ancora) non ha tirato fuori dalla manica.
Abbiamo dovuto aspettare un bel pezzo per una nuova hit. La sala viene svegliata dalla fenomenale Blue Highway (“Rebel Yell”, 1983), poi arriva il vero Idol: “Questa è la canzone che conoscete tutti!” La dilatata Rebel Yell ha regalato uno dei picchi decisivi del concerto e dopo appena un’ora e un quarto la sala resta affamata di musica di Idol! Sul palco compaiono Steve e Billy. In versione unplugged Stevens comincia a strimpellare la chitarra acustica e la sala riconosce presto la melodia portante del classico di Idol White Wedding. Più o meno a metà brano sul palco c’è tutta la band al completo. Segue il gran finale con un assalto elettrico totale, comandato da una solida dimostrazione della presenza carismatica di Billy Idol. Non era difficile prevedere che alla fine la band avrebbe fatto esplodere il pubblico con la cover di Tommy James, Mony Mony. Un’ora e mezza. La gente ne vuole ancora. Ma per stasera è tutto!
La squadra di accompagnamento mostra un’eccezionale brillantezza di coerenza e affiatamento, dove è difficile che si infili un errore. Tutti si sono presi un pizzico della sfrontatezza, della monelleria e del sessismo di Billy! Così uniti sul palco, hanno rafforzato ulteriormente la figura di Idol, e la magnificazione dei marchi di fabbrica riconoscibili è arrivata ancora più sotto pelle ai presenti! Anche il suono, con le sue caratteristiche sempre insidiose della Hala Tivoli, stavolta se l’è cavata alla grande!
Cosa dire per chiudere? Billy Idol è rimasto quello che devi restare negli anni maturi della tua carriera rock. Un personaggio da palco eccezionale che con uno sguardo fugace, come una scossa di terremoto fatale, stregna il pubblico al punto che questo, senza esitare, comincia a mangiargli tutto in mano. Alle spalle una montagna di hit, davanti una sete creativa intatta e inconsolabile che lo spinge avanti. Idol sta preparando un nuovo album e la storia non sembra avere fine. Vocalmente conservato, per non parlare della sua vitalità, che senza freni può invidiare più di un ragazzo trent’anni più giovane venuto a vederlo al Tivoli quella sera.
Mano sul cuore, Billy potrebbe suonare la sua musica accompagnato da nomi molto meno altisonanti in formazione. Senza il sodalizio naturale Stevens – Idol, però, non si può. E Dio non voglia che Stevens manchi mai accanto a Billy! E Billy Idol, di fronte a questo fatto, resta anche abbastanza furbo. Con i nomi eccezionali della band d’accompagnamento sa che è una garanzia di sale piene ai suoi concerti. Certo, salgono i cachet e di conseguenza i prezzi dei biglietti. Ma la gente pagherà. I grandi nomi sono garanzia di stabilità e qualità. Per questo chi si fa meno intrigare mette mano al portafoglio più a fondo quando bisogna procurarsi un biglietto. Gli Ottanta d’oro sono stati resuscitati in modo unico, dove Idol ha conservato tutti i marchi di fabbrica importanti e riconoscibili del suo carisma irripetibile di performer da palco e intrattenitore rock n’ roll. Con la sua generosità e la sua esplosività energetica non ha perso tempo a scatenare le marachelle che conosce solo il suo show theater! No. Quella sera non c’era un eroe che avrebbe osato dire di essersi pentito di essere venuto a vedere la rock icon! E ancora una volta no! Questo tour non è dedicato ai classici best of. Billy Idol in scaletta ha toccato sia la carriera con i Generation X, sia due pezzi completamente nuovi, che con ogni probabilità finiranno sul suo nuovo album in studio.
autore: Aleš Podbrežnik
foto: Mojca Perdih
Scaletta:
1. Ready Steady Go
2. Dancing With Myself
3. Love Is Strange
4. Flesh For Fantasy
5. Scream
6. Sweet Sixteen
7. Eyes Without a Face
8. Kings & Queens of the Underground
9. L.A. Woman
10. King Rocker
11. Running With the Boss Sound
12. Blue Highway
13. Rebel Yell
—bis—
14. White Wedding
15. Mony Mony





















