Black Diamond muovono i passi verso il nuovo album (2017)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Lubiana / Orto bar / Slovenia
Data del concerto: 26.10.2017
Numero di spettatori: 60
Prezzo del biglietto: 5,00€
I Black Diamond sono un fenomeno musicale interessante, se guardi all’offerta e alla portata dell’heavy metal concentrato sul territorio sloveno. In pratica, una band così da noi al momento non esiste. I Black Diamond suonano metal della vecchia scuola, dominato da una voce pulita e melodica, ispirata agli approcci vocali di cantanti come Ronnie James Dio, Rob Halford o Bruce Dickinson. Allo stesso tempo, quel metal suona affine alla vecchia scuola dello speed metal americano, quello che agli inizi suonavano Queensryche, Crimson Glory e/o Fates Warning, il che significa che ai Black Diamond piace allungare i pezzi oltre i cinque minuti, variare i passaggi mid-eight e le parti di apertura e chiusura dei brani. Nelle composizioni amano infilare cambi di tempo e modulazioni delle melodie. Insomma, gli piace comporre musica un po’ più complessa di un pezzo qualsiasi degli Accept o dei Judas Priest.
Visto che i Black Diamond sono da sempre famosi per il loro perfezionismo, come testimonia anche l’ottimo debutto in studio »Last Man Standing« (2012), la formazione è composta da cinque musicisti eccellenti. Il boss della band e chitarrista Igor Manasijevič ha chiamato accanto a sé Primož Pavlin (basso), il nuovo arrivato Urban Kolarič (chitarra) e uno dei batteristi più versatili della scena slovena, Marko Soršak »Soki«, che tempo fa ha preso il posto dell’altrettanto eccezionale Klemen Markelj. Al microfono resta, nei Black Diamond, uno dei vocalist più carismatici della vecchia scuola del metal, Žanil Tataj »Žak«, che da anni collabora con l’istituzione hard rock di Postumia Mary Rose e che a suo tempo ha cantato anche per Divlje Jagode e Turbo.
La band è passata a fine ottobre dal palco dell’Orto bar, presentandosi al pubblico in formazione rinfrescata, cioè con il nuovo arrivato Urban Kolarič alla chitarra. Al concerto i Black DIamond hanno suonato due pezzi completamente nuovi, Bad Colour e Struggle With Shadows, e ovviamente il materiale del debutto »Last Man Standing«. Un’ora e mezza in compagnia di heavy metal classico, ben cesellato, pieno di passaggi variegati e svolte atmosferiche. Sul palco a farla da re è stato ovviamente l’esperto Žak, che con la sua eterna verve ha sfornato per tutto il tempo siparietti simpatici nei suoi discorsi al pubblico, con cui ha ravvivato le pause tra un pezzo e l’altro. Una dose eccellente di umorismo. Un’altra prestazione sopraffina del celebre cantante, che ti fa chiedere perché un vocalist così non possa mai godersi, che so, il pubblico di festival come il Bang Your Head!!! o il Wacken Open Air. I ragazzi si sono buttati a capofitto nell’esecuzione del loro materiale. La cinetica ritmica di Soki non è mai stata in discussione. Con tutte le composizioni ambiziose e la dedizione sul palco, alcuni passaggi di chitarra sono suonati però con un filo troppo poca dinamica sonora ed esecutiva, il che dà la sensazione che non tutti i ragazzi fossero del tutto rilassati e che la sicurezza quella sera non fosse proprio la loro fedele compagna di palco. Significa che i Black Diamond hanno bisogno di più chilometri sul palco. Va però tenuto presente che la band ha appena rinfrescato la formazione e ha bisogno di un po’ di tempo perché le alchimie si consolidino e si scaldino alla giusta temperatura di lavoro.
I Black Diamond vanno avanti, dunque. È stato bello rivederli e viverli sul palco, soprattutto perché i loro concerti restano una rarità. La band promette un nuovo album, ottima garanzia che il quintetto non si ferma e continua a crescere. A giudicare dai due nuovi pezzi che abbiamo sentito, tra l’altro, all’Orto bar, si può sperare in un ottimo successore in studio, che consoliderà ancora la posizione della band sulla scena metal e, speriamo, con cui i Black Diamond spalancheranno ancora più decisi le porte per sfondare all’estero.
Scaletta
1. Power Of Mind
2. Mastermind
3. Opus 91 – 96
4. Endless Road
5. The Edge Of Sanity
6. Black Diamond
7. Lažne zvezde
8. The Thing That Couldn’t Die
9. Tears In Eyes
10. Struggle With Shadows
11. Bad Colour
12. Dreams Of Tomorrow
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