Bonfire: Roots
Etichetta: AFM Records
Data di uscita: 26 febbraio 2021
Produzione: Hans Ziller
Durata album (2CD): 104.24 min
Genere: Hard Rock
Voto: 9.0/10
I Bonfire sono leggende dell’hard rock tedesco e negli ultimi anni stanno vivendo un vero e proprio rinascimento. Hans Ziller, unico membro originale della formazione attuale, uno che nel music business ha visto il bello e il brutto, si gode la compagnia dei più giovani, che traboccano di impegno e voglia di fare. Gli album in studio escono con regolarità e, in più, i Bonfire ringiovaniti e rinfrescati ‘viziano’ la loro base di fan di lunga data con sorprese come la doppia compilation di successi della carriera risuonati e registrati da capo, intitolata »Pearls« (2016), seguita nel 2018 da un’altra doppia compilation, »Legends«, in cui i Bonfire hanno reso omaggio ai loro idoli con una valanga di cover. Ebbene, anche questo nuovo documento, »Roots«, è una specie di caramella, ovvero una compilation che stavolta, su due CD, raccoglie ben 24 brani: o classici riarrangiati in versione ‘unplugged’ (sono diciannove), oppure pezzi del tutto nuovi (cinque).
Gli anni Novanta, quelli in cui l’unplugged era noto anche grazie alla celebre serie MTV Unplugged (dove »Roots« dei Bonfire ci starebbe come una chiave nella serratura), sono ormai lontani, ma in questi tempi strani, in cui lo stato di pandemia e i ‘lockdown’ – evidentemente imposti – si giustificano sempre più a fatica, le band ammazzano il tempo ognuna a modo suo. Dal vivo non si può suonare, in compenso c’è più tempo per registrare musica. I Bonfire, comunque, il 3 aprile 2020, quando il Covid-19 aveva già investito il mondo, hanno pubblicato l’attuale album in studio “Fistful of Fire” (recensione di RockLine). Nel 2016 la band si era rinforzata ulteriormente con l’ingresso di un cantante di altissimo livello, Alexx Stahl. Dopo il suo arrivo ha subito sfornato l’album »Byte the Bullet« (2017), trasformandosi in una devastante macchina da heavy metal e hard rock.
»Roots« è un documento suonato e costruito con enorme piacere. La struttura stessa degli originali brillantemente stravolti, per cui spesso ti serve un bel po’ di tempo per collegare la versione ‘unplugged’ di un pezzo al suo originale elettrico, ha rappresentato per Ziller e compagni una sfida artistica abbastanza grande da spingere questo veterano dei chitarristi rock tedeschi a lavorarci con estrema cura. Stahl è qui di fatto la figura centrale e la sua estensione vocale, nel suo camaleontismo, suona straordinariamente personale e convincente. In ogni momento è con le linee vocali al posto giusto. Di immedesimazione non gli manca di certo, e i classici, nella sua reinterpretazione, graffiano con un’energia incredibile e una vibrazione potente. L’effetto per cui, più ti avvicini all’esecuzione con delicatezza e morbidezza, più forte è l’impatto dell’interpretazione sull’ascoltatore, su »Roots« funziona spesso alla perfezione. L’interpretazione di Stahl regala ai classici dei Bonfire una nuova dimensione di carattere, frutto della maturazione del gruppo nel 2021. Il progetto poteva essere un’arma a doppio taglio, perché i Bonfire ci camminano letteralmente sulla brace, ma da questa sfida all’intoccabilità dei grandi tempi d’oro degli anni Ottanta e da questa prova di forza artistica sono usciti da grandi vincitori. Particolarmente affascinante è la rilettura di Love Don’t Lie, dove al duetto con Stahl si unisce Lydia Panè, moglie del chitarrista dei Bonfire Frank Panè. Quanto al resto, evergreen dell’hard rock come The Devil Made Me Do It, The Price of Loving You, Ready For Reaction o American Nights ti conquistano con un magnetismo sorprendente. Che Roots sarà un’avventura d’ascolto interessante, soprattutto se sei un vero fan dei Bonfire, lo annuncia già la costruzione dell’atmosfera nell’opener Starin’ Eyes, con il suono dell’organo Hammond.
La band, peraltro, con questa idea non è riuscita a suscitare abbastanza interesse, sostegno o simpatia da parte dell’etichetta AFM Records. Così si è rivolta ai suoi fan e ha organizzato una mini campagna di raccolta fondi, solo per poter mettere in piedi il progetto che aveva in testa. Nella raccolta ha inserito anche cinque brani completamente nuovi, cioè: Your Love Is Heaven To Me, Piece Of My Heart, Youngbloods, Our Hearts Don’t Feel The Same e Wolfmen, che funzionano a meraviglia in simbiosi con il materiale più vecchio e che fanno venire una gran curiosità di sentirli nelle versioni ‘plugged’, cioè elettriche. Aggiungo che i Bonfire, nell’interpretare il materiale, si sono divertiti a ogni passo. In Starin’ Eyes, che apre la compilation, incastrano una frase del classico dei Led Zeppelin Living Loving Maid, mentre subito nella successiva American Nights ci stuzzicano con il riff principale di Purple Haze di Hendrix. Neanche Under Blue Skies scampa, con i Bonfire che infilano all’inizio del pezzo, con furbizia, il tema principale di Layla di Clapton. Poi ci sono i Judas Priest con Breaking the Law (Ready 4 Action) eccetera… Insomma, »Roots« sa divertire davvero l’ascoltatore.
Chi ama i Bonfire e tutto ciò che hanno fatto si fionderà quindi senza esitare anche su »Roots«. È sempre più evidente che Ziller e soci stanno vivendo una nuova primavera, che le linee di energia nella nuova formazione sono distribuite alla perfezione e che i Bonfire, con una carriera musicale di quasi 50 anni alle spalle di Ziller, hanno ancora un sacco di cose belle e buone da dire.
Autore: Aleš Podbrežnik
Tracklist:
CD1.
1. Starin’ Eyes
2. American Nights
3. Let Me Be Your Water
4. Price Of Lovin’ You
5. Comin’ Home
6. Ready 4 Reaction
7. Give It A Try
8. Sleeping All Alone
9. Who’s Foolin’ Who
10 Why Is It Never Enough
CD2
1. Fantasy
2. When An Old Man Cries
3. Love Don’t Lie
4. Lonely Nights
5. Under Blue Skies
6. You Make Me Feel
7. No More
8. The Devil Made Me Do It
9. Without You
brani aggiunti:
10. Your Love Is Heaven To Me
11. Piece Of My Heart
12. Youngbloods
13. Our Hearts Don’t Feel The Same
14. Wolfmen
Formazione:
Alexx Stahl – voce
Hans Ziller – chitarra
Franka Panè – chitarra
Ronnie Parkes – basso
Andre Hilgers – batteria
