Carl Palmer e la sua band a tutto turbo (2016)

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Autore: Peter Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Velden am Wörthersee (Carinzia) / Bluesiana Rock Cafe / Austria
Data del concerto: 26.02.2016
Pubblico: 60 persone
Prezzo del biglietto: 34,00€

Al Bluesiana siamo andati a vedere per la quarta volta in cinque anni il leggendario batterista Carl Palmer, esploso all’inizio dei Settanta come membro dell’attrazione prog rock britannica Emerson, Lake & Palmer (ELP in breve). In tanti lo adorano anche per la militanza nel supergruppo Asia, con cui negli Ottanta ha raccolto il maggior successo commerciale di tutta la sua ricca carriera. Dagli anni Novanta in poi, quando i grandi successi erano ormai alle spalle, il signor Palmer si è abituato a esibirsi in sale molto più modeste, e così da un pezzo non ha nessun problema a suonare nei club, dove a volte lo vedono nemmeno sessanta persone. Più o meno quella è stata la gente presente quella sera al Bluesiana, ma Carl, il virtuoso della chitarra Paul Bielatowicz e il maestro del basso Simon Fitzpatrick, che giura anche sul Chapman stick, non si sono fatti scoraggiare nemmeno un po’ e hanno confezionato ancora una volta un concerto di altissimo livello, in cui noi presenti ci siamo fatti una bella scorpacciata di alcuni indimenticabili standard degli ELP, con anche qualche sorpresa strada facendo.

Carl, Paul e Simon hanno aperto il concerto con il primo atto dell’indimenticabile superepopea »Karn Evil 9«, ormai diventato negli ultimi anni un’introduzione quasi tradizionale per i live di Palmer. Questi maestri degli strumenti, la cui grande particolarità è che il chitarrista Bielatowicz sostituisce contemporaneamente le tastiere di Keith Emerson e la chitarra di Greg Lake (un compito tutt’altro che facile), sono partiti in modo travolgente. Subito dopo il primo pezzo, però, c’è stato un breve e spiacevole intoppo tra Carl e il fonico al mixer: il leggendario batterista sosteneva che il sequencer non si sentiva, mentre il fonico diceva esattamente il contrario. Alla fine hanno trovato un accordo e il concerto è potuto filare liscio fino in fondo. Le versioni degli standard ELP firmate dalla band di Palmer, dove la chitarra prende il posto delle tastiere e non c’è spazio per la voce, suonano sempre interessanti e rinfrescanti.

L’unico brano della fase più tarda e meno fortunata degli ELP, quella sera, è stato »Romeo & Juliet«, scritto in origine da Prokof’ev, cosa che Carl ci ha ricordato anche prima degli altri pezzi che in origine appartengono ai maestri della musica classica, ma che gli ELP, ‘tanto tempo fa’, hanno rivestito di ‘camicie’ progressive rock. Bielatowicz, che nel suo spazio solista ha suonato una versione sottilissima di »Claire de Lune« di Debussy, ha avuto di nuovo il suo bel daffare con le trame originali di piano e sintetizzatore di Emerson. Il suo assolo è stato un po’ messo in ombra dall’impresa solista di Fitzpatrick, che sul Chapman stick ha suonato in modo straordinario il successo dei Toto »Rosanna«, subentrato a »Stairway to Heaven« e »Bohemian Rhapsody« degli anni scorsi. Più entusiasmo da parte del pubblico c’è stato solo durante l’assolo di Carl.

Il maestro della batteria e il suo fedele compare ci hanno poi fatto felici, tra le altre cose, con »Bitches Crystal«, un classico ELP dalla notte dei tempi, quando sembrava che il leggendario trio non si sarebbe fermato mai. Gli amanti dei suoni più duri si sono sicuramente divertiti di più con la furiosa »The Barbarian« e la devastante »Knife Edge«, che hanno scaldato bene l’atmosfera in un club tutto sommato poco affollato, cosa di cui la band di Palmer non si è curata minimamente. La sorpresa più grande della serata è stata sicuramente l’arrangiamento coloratissimo del classico dei King Crimson »21st Century Schizoid Man«, dove i passaggi di sax sono stati sostituiti da wah-wah dal suono spiritoso. Carl ha presentato ‘Schizoid Man’ come il brano ‘d’esordio’ che gli ELP suonarono quando iniziarono a provare insieme, nel lontano 1970. Una sorpresina minore è stata anche l’esecuzione dell’evergreen ‘patriottico’ »Jerusalem«, per cui Carl ci ha ricordato che, quando nel 1973 gli ELP volevano pubblicarlo come singolo, la BBC ne bloccò la messa in onda per un motivo banalissimo.

Purtroppo quella sera non abbiamo sentito il superepico postapocalittico »Tarkus«, ma non c’era davvero motivo di lamentarsi, visto che la band di Carl ha suonato in modo eccezionale la celebre opera di Carl Orff »Carmina Burana« e ci ha piazzato sopra una versione di ben  23 minuti del capolavoro »Pictures at an Exhibiton«, in cui hanno preso vita i mutevoli quadri sonori immaginati a suo tempo dal celebre compositore Musorgskij. Quell’esecuzione, ovviamente, si basava sul primo album dal vivo degli ELP, del 1971, che ancora oggi è tra i loro più grandi capolavori. »Fanfare For the Common Man« è stata quasi la logica chiusura della parte regolare dello show, con l’immancabile assolo di Carl dopo che Paul e Simon avevano (momentaneamente) lasciato il palco. L’assolo di batteria di Carl è stato, come sempre, ‘di un altro pianeta’, ed è praticamente impossibile descrivere come, senza un attimo di respiro, ‘lavorasse’ il suo ricchissimo set di batteria. Per il gran finale la band di Carl ha suonato nel bis il classico dei The Nice »Nutrocker«, che in origine ovviamente appartiene a Čajkovskij e che più tardi anche gli ELP amavano eseguire, soprattutto nei primi anni, quando non avevano ancora molto materiale proprio.

Ogni serata con un’eminenza della batteria del calibro di Carl è un’esperienza indimenticabile: le sue versioni degli evergreen degli ELP sono uniche, una vera libidine per le orecchie, e fanno un gran bene sia al corpo che allo spirito. Era bello vedere che la band di Carl, dopo la freddezza iniziale e il già citato spiacevole intoppo, alla fine si è sciolta e ha dato vita a un concerto di cui hanno goduto sia il pubblico che la band stessa. Una nuova reunion degli ELP purtroppo è sempre più fantascienza, quindi al momento l’esperienza live più autentica della loro musica è proprio andare a vedere The Carl Palmer Band.

Scaletta

1. Ride of the Valkyries (intro tape)
2. Karn Evil 9: First Impression, Part 2
3. Toccata and Fugue in D minor, BWV 565
4. The Barbarian
5. Bitches Crystal
6. Romeo & Juliet
7. Jerusalem
8. 21st Century Schizoid Man
9. Hoedown
10. Clair de Lune (Paul Bielatowicz solo)
11. Knife Edge
12 Rosanna (Simon Fitzpatrick solo)
13. Carmina Burana
14. Pictures at an Exhibition
15. Fanfare for the Common Man/assolo di batteria
—bis—
14. Nutrocker

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