Chickenfoot
Autore: Sandi Sadar Šoba
Artista: Chickenfoot
Etichetta: Redline Entertainment
Uscita: 2009
Durata: 57:47
Voto: 4/5
Ogni tanto nasce una formazione che gli addetti ai lavori o gli ascoltatori etichettano come supergruppo. I suoi membri sono musicisti con status da star e carriere sfavillanti, che nel nuovo contesto vedono la possibilità di scoprire mondi musicali inediti. Giusto per citarne qualcuno: Cream, Blind Faith, Bad Company, Asia, Traveling Wilburys, Temple Of The Dog e Audioslave. Sono nomi a cui ora si aggiungono i Chickenfoot. Dietro quel nome divertente si nascondono dei giganti del rock: il batterista Chad Smith suona nei Red Hot Chili Peppers, il cantante Sammy Hagar e il bassista Michael Anthony erano un tempo nei Van Halen, mentre alla chitarra c’è Joe Satriani. Di solito i progetti con nomi così altisonanti si sfasciano già alle prime note. Ma la strada tracciata dal debutto dei Chickenfoot è un’altra. Le aspettative nel mondo della musica erano altissime fin dal giorno in cui la formazione è stata svelata. A giudicare dai commenti in rete, per lo più si leggeva parecchio scetticismo. Come si fa a mettere quattro musicisti rodati nello stesso studio e sullo stesso palco? Riprendendo le parole del cantante Hagar, il progetto Chickenfoot non sarebbe mai nato se lui e il chitarrista Satriani non fossero andati d’accordo. La maggior parte dei pezzi li hanno infatti scritti insieme, mentre il bassista Anthony e il batterista Smith hanno dato una mano a rifinirli in studio.
I Chickenfoot sono nati dopo tante serate di musica senza impegno al Cabo Wabo, il locale di Hagar nella località turistica messicana di Cabo San Lucas. Sul debutto dei Chickenfoot la serietà passa decisamente in secondo piano. Tutti e quattro hanno registrato la nuova musica più o meno per divertirsi, visto che ognuno, nella propria carriera, aveva trovato il tempo per imboccare una strada nuova. È proprio nell’approccio rilassato che sta la chiave della musica estiva dei Chickenfoot. Joe Satriani, dopo decenni di dischi e concerti come uno dei chitarristi più celebri in circolazione, in una band con un cantante è davvero rinato. Sammy Hagar, 61 anni, che per alcuni ha segnato in modo decisivo la seconda fase dei leggendari Van Halen, come solista se la cavava bene, ma gli mancava una sfida. Michael Anthony è un bassista scafato e forse ancora più famoso come eccezionale corista. I suoi acuti da tenore erano perfetti in tutti gli album dei Van Halen, e sul disco dei Chickenfoot confermano in pieno quanto detto. I fratelli Van Halen avranno di sicuro le orecchie che fischiano, a furia di sentirsi nominare. Chad Smith è un batterista che a tratti ricorda John Bonham dei Led Zeppelin. L’esperienza non gli manca: oltre alla band madre ha collaborato con artisti come Johnny Cash, Glenn Hughes, John Fogerty, Fishbone e altri. Tutti e quattro sono pieni di un umorismo sano e a tratti un po’ lucido, che li ispira a spaziare tra generi musicali parecchio diversi. Per lo più restano ben piantati nell’hard rock, ma lo nobilitano con blues, funk, jazz e soul. Più della metà dei brani supera i cinque minuti, il che per le radio è un boccone bello grosso. Proprio per questo i Chickenfoot suoneranno un sacco dal vivo, dove la loro musica prenderà vita fino in fondo. Il debutto dei Chickenfoot esiste anche in versione vinile, con un brano in più. Nei moderni tempi del web le mosse commerciali contano parecchio. Se comprerete l’originale del debutto dei Chickenfoot, sarete premiati con una copertina sensibile alla temperatura. L’involucro, di solito nero, con il calore del vostro corpo rivela cosa si nasconde sotto la patina.
Se mettiamo sotto la lente l’anima strumentale del disco dei Chickenfoot, devo ammettere che precisione e intesa tra batteria e basso sono adeguate, a tratti perfino nella norma. Anthony sarebbe capace di molto di più, ma i ragazzi hanno avuto abbastanza buonsenso da sistemare come si deve le note nello spettro delle basse frequenze. Satriani è noto per le sue indiscutibili qualità da solista, e nel gruppo si è inserito bene. I pezzi respirano con naturalezza anche dopo le sue sortite soliste, che dosa con parsimonia e articolazione, da sempre un suo marchio di fabbrica. È curioso, poi, vedere come lavorano insieme quattro giganti che, c’è da scommetterci, spingeranno i propri strumenti in primo piano appena se ne presenterà l’occasione. I Chickenfoot qui non vanno a fuoco, anzi, si stimolano a vicenda nella ricerca di una forma musicale che convinca e conquisti anche gli scettici più incalliti. Qualcuno dirà che i Chickenfoot somigliano ai Led Zeppelin, ma è un’affermazione parecchio azzardata. Meglio dire che sono nati dalla voglia di suonare senza pressioni, cosa che può dare loro un bel po’ di coraggio e sicurezza in più. Quanto resteranno insieme i Chickenfoot, non lo so. L’anno prossimo i Red Hot Chili Peppers dovrebbero riprendere a registrare nuova musica, e gli altri tre, spero, avranno abbastanza pazienza da aspettare Smith. A sentire la musica del debutto dei Chickenfoot, è quasi impossibile immaginare qualcun altro dietro i tamburi. Certe idee forse le abbiamo già sentite da qualche parte, così come qualche frammento di melodia, e alcuni testi sono magari al limite dell’accettabile, eppure. Sammy Hagar è ancora un ragazzaccio scatenato che si divertirebbe giorno e notte. Qualcuno dirà che alla sua età non è più il caso o che è perfino poco igienico, ma è più che evidente che la buona musica e la compagnia degli amici nei Chickenfoot siano quanto di più importante ci sia per lui. Almeno per ora. Visti i milioni che hanno sui conti, i Chickenfoot non sono un progetto fatto per i soldi. È la fotografia fedele di un’epoca in cui quattro musicisti di talento hanno messo in piedi un progetto solidissimo fatto col cuore. Con questo hanno sicuramente toccato le orecchie di tantissime persone in giro per il mondo.
Formazione
Sammy Hagar -voce
Joe Satriani – chitarra, banjo, armonica, tastiere, voce
Michael Anthony – basso, voce
Chad Smith – batteria, percussioni, voce
Produzione
Andy Johns
Tracklist
1. Avenida Revolucion (5:56)
2. Soap on a Rope (5:32)
3. Sexy Little Thing (4:14)
4. Oh Yeah (4:54)
5. Runnin’ Out (3:52)
6. Get It Up (4:41)
7. Down the Drain (6:17)
8. My Kinda Girl (4:32)
9. Learning to Fall (5:13)
10.Turnin’ Left (5:48)
11.Future in the Past (6:38)
12.Bitten by the Wolf (4:24)