Choice Of Weapon

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Autore: Jernej Vene

Artista: Cult, The
Etichetta: Cooking Vinyl
Uscita: 2012
Durata: 41:42
Voto: 4.3/5

La band rock britannica The Cult ha pubblicato, dopo cinque anni, il nuovo disco Choice Of Weapon.  Dai grandi successi della seconda metà degli anni Ottanta, i suoi membri hanno fatto uscire dal 1994 soltanto quattro album. A tenere basso quel numero hanno contribuito anche gli attriti tra il cantante Ian Astbury e il chitarrista Billy Duffy, gli unici due membri originali. Il fatto è che dopo un successo enorme arriva per forza di cose la caduta, e rimettersi in piedi è ancora più dura. I The Cult sono i proprietari di autentiche perle come gli album Love, Electric e Sonic Temple, che hanno segnato delle pietre miliari in un rock venato di new wave, hard rock e di una loro personalissima oscurità. I The Cult hanno sempre suonato epici e un filo sinistri. Soprattutto nei pezzi più lenti il loro suono è tutto al servizio dei testi. Durante il periodo di inattività dei The Cult, Astbury ha collaborato con The Doors Of The 21st Century, una formazione in cui suonavano due membri dei The Doors, Ray Manzarek e Robbie Krieger. Proprio per la somiglianza, sul palco e come personalità, con Jim Morrison, Astbury ha finito per incarnare quasi il compianto cantante. I comportamenti ogni tanto autodistruttivi hanno frenato l’attività dei The Cult, e così nell’ultimo decennio si sono presi una pausa piuttosto lunga. Ma Astbury e Duffy non riescono a stare l’uno senza l’altro. Le idee musicali e i testi dolenti, pieni di tristezza e di sogni infranti, sono la colla che rende i The Cult così diversi da tutti gli altri. Duffy non sarà un eroe della chitarra, ma non importa affatto: pur di dare vita a un pezzo, infila senza fatica le sue melodie e i suoi fraseggi nel loro suono.

Nel 2006 Ian Astbury e Billy Duffy hanno accolto in squadra il batterista John Tempesta, mentre al basso suona ormai da qualche anno Chris Wyse. Dopo tutta la gente che in trent’anni si è avvicendata su questi ruoli, sembra che entrambi siano del calibro giusto per il lunatico Astbury e lo scaltro Duffy. I The Cult sono un quartetto rock compatto che su Choice of Weapon non lascia niente al caso.  La loro visione post punk del mondo è più o meno decisamente apocalittica. Vista la situazione attuale, con una crisi globale che si abbatte su lavoratori già spremuti fino all’osso, è chiaro che la musica sia diretta e sincera, mentre i testi sono spesso piuttosto duri, perché il vocabolario di Astbury non risparmia le munizioni. Se per caso qualcosa vi offende, chiedo scusa a nome suo. L’artista ha il diritto di esprimersi a modo suo, purché non offenda. Astbury sa bene dove sta il limite. I The Cult sono quindi riusciti a immaginare e registrare di gran lunga il miglior album dai tempi del loro periodo d’oro, alla fine degli anni Ottanta.

Ian Astbury ha attinto un sacco d’ispirazione da varie mitologie e credenze tradizionali; gli sono vicini i nativi nordamericani e i buddisti. Gli interessa capire come nel resto del mondo si guarda ai problemi della vita e dell’ambiente. Rifiuta consapevolmente il modo occidentale di percepire il mondo. Certo, non predica amore universale e pace per tutti, ma fa capire piuttosto che stavolta c’è qualcosa di davvero molto sbagliato. Bisogna aiutarsi soprattutto con la consapevolezza che l’autoguarigione è possibile, evitando di cadere  nell’autodistruzione e cercando invece di fare di tutto per sistemarsi la vita con un po’ di sano buonsenso e qualche sogno a occhi aperti ogni tanto. Ian Astbury queste situazioni le conosce bene, visto che con uno stile di vita poco sano ha avuto parecchie esperienze. Così nobilita anche il disco Choice Of Weapon e lo mette in mostra, da ascoltare con orecchie attente e attente. La musica dei The Cult nel nuovo millennio convince ancora: con i suoni delle tastiere hanno dato una vita più interessante ad alcuni pezzi e, a differenza del disco precedente Born Into This, stavolta la chitarra di Duffy  è al volume giusto e sporca il giusto. Come deve essere. I The Cult entrano nel secondo decennio del nuovo millennio a testa alta.

Formazione

Ian Astbury – voce
Billy Duffy – chitarre
Chris Wyse – basso
John Tempesta – batteria

MUSICISTI OSPITI:
Jamie Edwards – tastiere, archi
Chris Goss – chitarre, voci di accompagnamento
A.J. Celi – voci di accompagnamento

Produzione

Chris Goss, Bob Rock

Tracklist

  1. Honey from a Knife (3:06)
  2. Elemental Light (4:45)
  3. The Wolf (3:33)
  4. Life > Death (5:32)
  5. For the Animals (4:28)
  6. Amnesia (3:02)
  7. Wilderness Now (4:33)
  8. Lucifer  (4:40)
  9. A Pale Horse  (3:14)
  10. This Night in the City Forever (4:45)
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