Con la loro faccia tosta rock’n’roll, i The Darkness conquistano di nuovo Majano, in Friuli (2025)

foto: ALEŠ PODBREŽNIK 2025
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The Darkness
Majano (Udine) / Area Concerti Festival / Italia
sabato, 2. 8. 2025, ore 21.30


I The Darkness sono la quintessenza delle feste rock’n’roll, quando si parla di show dal vivo! Negli ultimi anni abbiamo una fortuna sfacciata: si esibiscono sempre più spesso a un tiro di schioppo dai confini sloveni. Questo marzo hanno sfornato un altro album in studio, un sogno sul pane tostato! “Dreams On Toast”, appunto. Un disco che quest’anno ha già avuto parecchia promozione durante il tour primaverile! I The Darkness sono poi ospiti fissi dei festival estivi quasi ogni anno e per fortuna il pubblico italiano va matto per loro, quindi ricevono un sacco di inviti a suonare sul suolo dei nostri vicini occidentali. Nella cittadina friulana di Majano, vicino a Udine, i The Darkness avevano già suonato il 21. 7. 2019 (RockLine recensione del concerto), poi il 23. 7. 2023 a Pordenone (RockLine recensione del concerto), che è di nuovo vicinissimo alla Slovenia, e all’inizio di questo agosto sono tornati a Majano, per la bellezza della 65ª edizione del festival locale! Per il manipolo di fan sloveni del buon rock’n’roll condito con prima scelta di sana goliardia, una notizia a dir poco fantastica.

Verso le otto il pubblico è stato scaldato dai padroni di casa Overlaps, a cui non abbiamo dedicato molta attenzione. È curioso che la stessa band avesse aperto per i The Darkness anche a Pordenone due anni fa. Abbiamo preferito risparmiare le energie!

I The Darkness, come da programma, hanno attaccato il loro show alle nove e mezza. Come sempre, anche questo concerto si è aperto con l’intro registrato di Arrival degli ABBA, e poi arrivano i ragazzi. Per primo si siede dietro la batteria Rufus Tiger Taylor (per chi non lo sapesse, il figlio del leggendario Roger Taylor degli iconici Queen), a sinistra compare Dan Hawkins, da destra corrono sul palco suo fratello Justin e il bassista Frankie Poulain! Frankie e Dan vestiti con smoking larghi e sformati, in linea con la copertina del nuovo album. Sembrano in splendida forma. Ognuno al suo posto, ma… c’è una novità: un altro aiutante sul palco, Ian Norfolk, il tizio che dal 2015 si guadagna il pane nella band come tecnico di chitarre. Proprio quello che prendeva sempre Justin sulle spalle e lo portava in giro tra il pubblico mentre Justin faceva gli assoli di chitarra! Stavolta però non ce l’hanno concesso. Ian aveva altri compiti! La band, evidentemente, ha capito che gli farebbe comodo un’altra chitarra, qualcuno che regga un bel riffone solido o che possa all’occorrenza buttarsi sulle tastiere. Tanto, tanto tempo fa, quando i The Darkness erano all’apice, il tuttofare Justin suonava davvero di tutto. Dal piano alle chitarre con tanto di assoli e, per giunta, cantava pure in falsetto da matti. Ma era quasi vent’anni fa, come testimonia una recensione di concerto d’epoca, quando RockLine beccò la band il 20 marzo 2006 al Gasometer di Vienna.

Justin si è dato una regolata. Non beve più, è vegano e in più si allena un sacco. Per questo è diventato scolpito! Da sempre è famoso per le acrobazie assurde sul palco e anche stavolta ci siamo divertiti un mondo, quando già durante Get Your Hands Off My Woman ha fatto la verticale (sulla pedana della batteria, a sinistra di Rufus). L’avvio ha fatto intuire che Justin non fosse ancora caldo. La prestazione vocale era piuttosto bucherellata, il che non prometteva niente di buono. Più tardi però ha scaldato le corde vocali fino ai livelli delle famose linee da spaccatimpani, quelle con cui si dice riuscisse a sfondare perfino il muro del suono!

La band è sembrata rilassatissima, il palco è casa loro e un teatrino matto e divertentissimo di un’ora e tre quarti era inevitabile. Il pubblico italiano adora la band, quindi non ha stupito l’affluenza eccezionale di circa 2.500 spettatori. Il pubblico, tra l’altro, ha partecipato per tutto il tempo cantando i versi! Se non altro nei ritornelli! Justin durante il concerto, come da copione, ha sparato qualche battuta ‘maliziosa’, alla sua maniera di dottore della lingua, caricando ancora di più il pubblico italiano, che gli mangiava in mano. Con la parlantina di Justin, ogni concerto dei The Darkness sfiora lo stand-up, il che dà a una festa così un tocco in più!

Stavolta la band ha suonato un po’ meno del previsto. Mancavano almeno due pezzi. Che i The Darkness vengano a un concerto e non suonino One Way Ticket To Hell… And Back è quasi inaudito. È strano anche che la band chiuda il concerto con un pezzo nuovo come I Hate Myself, sia pure con l’inserto di Heartbreaker dei Led Zeppelin, durante il quale Justin suona la chitarra stando su una gamba sola, con l’altra appoggiata sul manico. Ma anche questo ti capita di vedere. Però. Con I Hate Myself la band ha chiuso i concerti del tour europeo di marzo. “Permission To Land” (2003), l’album d’esordio di culto, ha regnato di nuovo in scaletta, il che è sempre fantastico, ma d’altra parte fa anche un po’ impressione, perché in qualche modo sottolinea che il resto della discografia resta nella sua ombra. Eppure gli album che sono seguiti, da Hot Cakes fino a quello attuale, sono tutti molto, molto buoni e non gli manca niente! Il nuovo album “Dreams On Toast”, con la divertentissima Rock and Roll Party Cowboy proprio in apertura e con The Longest Kiss, uno dei brani più lucidi del disco, riceve parecchia attenzione nel repertorio. Il finale di The Longest Kiss è stato allungato in una jam, in cui Justin ha sfoggiato tutta la sua forza di solista alla chitarra! Durante Givin’ Up saltano tutti, anche Friday Night svolge con affidabilità la sua funzione di mantenere un’atmosfera fenomenale! I classici sono i classici. Entrati nella tradizione popolare!

Di Justin ce n’è dappertutto. Questo musicista eccezionale ha confermato ancora una volta che comico sensazionale sia. Il tempo con la band è volato alla velocità della luce! All’improvviso eravamo già al più grande successo del gruppo! I Believe in a Thing Called Love, ovviamente! La band ha suonato il pezzo fino al primo ritornello incluso, poi ha interrotto lo spettacolo. Dopo qualche secondo Justin è tornato sul palco con in mano uno smartphone. Non gli andava giù che la gente giri video con il telefono invece di godersi la musica. Se n’è lamentato senza giri di parole e ha chiesto al pubblico di provare a godersi semplicemente il concerto, senza stare dietro ai telefoni. Si è ripartiti! Fino alla fine! Come sempre, un pezzo da pazzi! Dal vivo graffia in modo particolarmente intenso! Ed ecco la nuova I Hate Myself, dopo la quale la gente era convintissima che il concerto non potesse assolutamente finire qui. Ma proprio questo ha significato quello che segue sempre. Inatteso, ma inevitabile! Fine! Purtroppo! Senza il classico bis.

Però a tirare fuori gli show dal vivo da potenziali passaggi a vuoto c’è sempre quel fantastico buonumore che questo quartetto crea con una facilità disarmante quando sale sul palco. Sul suono del concerto, come sull’esecuzione, alla band non si può rimproverare nulla. Quanto all’ottimo umore e alla gioia che porta con la sua lingua superiormente tagliente Justin, ancora meno! Quando i The Darkness salgono sul palco, sai che ti divertirai da matti con loro! È sempre così e così resterà anche dopo il nuovo incontro con la band a Majano! I The Darkness restano anche dopo questo incontro un’attrazione live da non perdere per nessuna ragione al mondo!

Foto: Aleš Podbrežnik & Edita Klemen
Autori: Edita Klemen & Aleš Podbrežnik

The Darkness – scaletta:
1. Arrival (orig ABBA)
2. Rock and Roll Party Cowboy
3. Growing on Me
4. Get Your Hands Off My Woman
5. Mortal Dread
6. Motorheart
7. Barbarian
8. Walking Through Fire
9. Love Is Only a Feeling
10. The Longest Kiss
11. Givin’ Up
12. Heart Explodes
13. Japanese Prisoner of Love
14. Friday Night
15. I Believe in a Thing Called Love
16. I Hate Myself


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