Continental Circus

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Gong
Etichetta: Philips Records
Uscita: 1972
Durata: 34:13
Voto: 3/5

»Continental Circus« è una specie di ‘brutto anatroccolo’ nella discografia dei Gong, tanto che perfino i fan più sfegatati, a ragione, non lo mettono tra i classici in studio di queste leggende della scena di Canterbury. Il motivo principale sta di sicuro nel fatto che »Continental Circus« era una colonna sonora poco appassionante per l’omonimo documentario francese sulle corse motociclistiche, che l’eccentrico capoccia dei Gong Daevid Allen mise insieme in appena due giorni per fare un favore al suo amico, il regista francese Jerome Laperrousaz. Allen fece come sul debutto »Magick Brother« (1970) e, per ragioni legali, attribuì tutti i crediti di scrittura alla sua compagna Gilli Smyth.

In poco più di mezz’ora di »Continental Circus« c’è un solo pezzo nuovo, intitolato »Blues For Findlay«, mentre »What Do You Want?« è solo una versione più debole e meno intensa dell’ottimo »Fohat Digs Holes in Space« dall’album »Camembert Electricque« (1971). La cosa più superflua di tutto »Continental Circus« è senza dubbio »Continental Circus World«, un semplice collage di spezzoni audio presi dal documentario che, tra rombi di motori e dialoghi in francese, risulta parecchio soporifero.

Le uniche due composizioni di »Continental Circus« che meritano ancora oggi l’attenzione dei fan dei Gong, e per cui il tutto non si trasforma in una figuraccia totale, sono le due versioni di »Blues For Findlay«, quella vocale e quella strumentale, che aprono e chiudono questo breve lavoro in studio, per niente entusiasmante. Si parla del classico sperimentalismo space rock ‘strampalato’ tipico dei Gong, ma con un insolito marchio blues, dove trovi la tipica melodicità vocale di Allen, le sue pungenti linee di chitarra, gli arrangiamenti di sax spaziali di Didier Malherbe e i complessi giri di batteria di Pip Pyle, che poco dopo l’uscita di »Continental Circus« fu sostituito da Laurie Allan, un altro batterista dei Gong di breve durata prima dell’arrivo del leggendario Pierre Moerlen. La versione strumentale, in mezzo alla psichedelia space rock, per via della maggiore presenza del sassofono ha qualche elemento jazz in più, mentre in quella vocale Allen sfodera alcune frasi di chitarra tipiche del blues e dell’hard rock: divertimento dall’inizio alla fine.

»Continental Circus« è quel disco dei Gong che non avrebbe fatto male a nessuno se non fosse mai nato, anche se come base per un documentario non è affatto male e ha almeno due punti luminosi. Viene da chiedersi se Allen l’abbia mai considerato davvero qualcosa di più di uno degli anelli deboli della ricca e stilisticamente variegatissima discografia dei Gong. A parte »Blues For Findlay«, che in entrambe le forme rientra senza dubbio tra le loro cose migliori, non ha aggiunto nulla di degno di nota all’opera dei Gong, quindi oggi interessa solo ai fan più accaniti.

Formazione

Daevid Allen – chitarra, voce
Gilli Smyth – sussurri spaziali
Didier Malherbe – sassofono
Christian Tritsch – basso
Pip Pyle – batteria

Produzione

Gong

Tracklist

1. Blues For Findlay
2. Continental Circus World
3. What Do You Want?
4. Blues For Findlay (Instrumental)

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