Crossroads Moment

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Artista: Jamison, Jimi
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2008
Durata: 70:06
Voto: 5/5

L’uomo dalle guance rosse in copertina non è altri che l’ex (sì, purtroppo ex) cantante dei Survivor Jimi Jamison. “Crossroads Moment” è il suo album solista in studio, nato da una stretta collaborazione con un altro Jim, anche lui ex Survivor: Jim Peterik. Se lasciamo perdere le infinite bellezze della copertina, con l’eccezione di chi tra voi cerca ispirazione per una pubblicità di creme solari, vi dico senza giri di parole che qui siamo davanti a un gioiello perduto, scritto sulle tipiche curve del principio AOR “west coast” americano.

Evidentemente la chimica tra i due Jim funziona, a prescindere dalle situazioni di vita che ognuno sta attraversando per conto suo, perché quando si incontrano in studio è come se non avessero mai lasciato i Survivor. Mentre scorri la discografia dei Survivor e intanto ascolti “Crossroads Moment”, fai fatica a fermarti da qualche parte che non sia l’album “Too Hot To Sleep” (1988) e da lì in giù. Mi viene da dire che la perfezione patinata dei pezzi di “Crossroads Moment” regge il confronto con il periodo d’oro dei Survivor. E sì. Ogni fan dei Survivor se lo accaparrerà con il massimo piacere in negozio e poi lo “luciderà” a casa sul suo lettore CD.

Oltre ai due Jim, che firmano la maggior parte dei brani, in studio si è aggregata una squadra di musicisti rinomati ed esperti, maestri del mestiere, per cui lo studio è di fatto la loro seconda casa, se non la prima. L’album può vantare il massimo dei voti sugli attributi di base che permettono di chiamare un disco “grande”, “capolavoro”, “monumento” della musica. Gli anni Ottanta sono ovviamente finiti, quindi questo album non sarà mai un monumento, ma in ogni momento può tenersi addosso l’etichetta di capolavoro. Attributi come l’alta varietà dei motivi portanti e di conseguenza dei brani, il momento drammatico di atmosfera messo bene in evidenza, la perfetta costruzione dell’incastro tra i motivi principali, le parti strumentali centrali rifinite con un tocco benefico di voglia di esplorare da art prog rock, la produzione tridimensionale cristallina ed equilibrata di strumenti e voce e, sopra a tutto, il canto sofisticato e sentito di Jamison – la ciliegina sulla panna della coppa di frutta – sono messi in risalto in modo ottimale e convivono espressivamente in un rapporto semplicemente ideale. La simbiosi armoniosa che fa fluire collage di arrangiamenti di tastiere o orchestrali, con decorazioni soliste di chitarra che mantengono il riconoscibile accento rock, completata dall’alta compatibilità tra il timbro e l’approccio vocale di Jimi, porta sul disco punti importanti che tengono alta la dinamica e gli danno il giusto pizzico di imprevedibilità, tenendo l’ascoltatore in uno stato di totale attenzione ogni volta che lo mette su.

I brani fanno a gara a chi si prende il primato. Un tipico momento di perfezione AOR melodica è la semi-ballad Bittersweet, un pezzo a cui non puoi né aggiungere né togliere niente. È ottimizzata in tutto e pronta a farti lasciare andare completamente mentre l’ascolti. È difficile continuare a indicare i picchi del disco, forse la definizione più azzeccata è semplicemente che tutti i pezzi, uno dopo l’altro, portano forte l’accento dei Survivor classici, e naturalmente, vista la presenza di Peterik, i paralleli con il suo lavoro nei Pride Of Lions non sono trascurabili. Ancora una cosa. Anche se Jamison ha prestato la voce per l’ultimo disco in studio dei Survivor, “Reach” (2006), quest’ultimo non può competere con i migliori lavori dei Survivor. A differenza di “Reach”, invece, ”Crossroads Moment” in tutto tiene testa con disinvoltura e spavalderia alle uscite più forti dei Survivor.

Forse non è un’osservazione stupida dire che, con l’orientamento stilistico di “Crossroads Moment”, la qualità di un artista si capisce dalla qualità delle ballad. Se l’artista è convincente in questo sull’approccio AOR, la garanzia di un’alta qualità del prodotto finale è praticamente assicurata. Se Bittersweet non vi ha convinto, di sicuro vi convincerà il brano dai cuori sanguinanti Lost. Più in fondo nell’approccio AOR all’espressionismo rock non si può arrivare. E non è ancora finita! Il pezzo As Is si porta a casa la maggior parte dei punti di perfezione musicale, come terzo esempio di ballad del disco. Soprattutto grazie a dei fantastici arrangiamenti orchestrali che alzano gradualmente l’atmosfera e “inondano” un ritornello da urlo. E naturalmente il fattore principale, senza il quale non ci sarebbe niente, è il canto sentito di Jimi, che non nasconde passioni intense e velluto sensuale, soprattutto in un pezzo come As Is.

L’album si chiude in modo estremamente intenso. Già Friends We’ve Never Met, che entusiasma in particolare per la sua brillantezza, mette al tappeto il disco, ma il punto sulla “i” lo mette il rocker conclusivo, volutamente in stile “Eye Of A Tiger”, firmato da volpi astute della composizione, intitolato When Rock Was King, dove a Jamison si uniscono alle voci Dave Bickler (ex-Survivor, Jamestown Massachre), Mickey Thomas (Starship),  Mike Reno (Loverboy), Joe Lynn Turner (ex-Rainbow) e Don Barnes (38 Special).

Per non tirarla troppo per le lunghe con questa recensione: sappiate a grandi linee che davanti a voi ci sono 15 brani composti in modo sublime, lucidati fino al massimo splendore possibile, con uno spettro produttivo sfruttato al massimo che riempie il quadro sonoro, quello che l’AOR può offrire solo dando il meglio di sé. Insomma, “Crossroads Moment” è un album che è un classico cult perduto degli anni Ottanta, di sicuro la corona di tutte le uscite AOR del 2008. È stato un anno ricchissimo per l’AOR e Jamison, nella concorrenza di tutte queste uscite, mi azzardo a dire, si è lasciato alle spalle anche i professori dell’AOR, i Journey, e il loro disco “Revelation” (2008). Parliamo di un album incredibilmente scorrevole, dall’alta dinamica, dalla retorica musicale espressionista estremamente intelligente e, di conseguenza, di una compiutezza AOR totale. È un caldo consiglio per tutti voi che inseguite la perfezione sonora e un’ascoltabilità melodica in primo piano, quella che si può raggiungere nel genere AOR. Con “Crossroads Moment” Jamison ha davvero sorpreso, perché in questo “genere dimenticato da Dio” ha creato un’opera d’arte straordinaria, che sta davvero tra i migliori album AOR mai realizzati su questo pianeta.

Formazione

Jimi Jamison – voce
Jim Peterik – chitarra, tastiere, cori
Tommy Denander – chitarra
Christian Cullen – chitarra
Jeff Lanz – chitarra
Mike Aquino – chitarra
Joel Hoekstra – chitarra
Klem Hayes – basso
Bill Syniar – basso
Ed Breckenfeld – percussioni, batteria

Produzione

Jim Peterik & Larry Millas

Tracklist

1. Battersea
2. Can’t Look Away
3. Make Me A Believer
4. Crossroads Moment
5. Bittersweet
6. Behind The Music
7. Lost
8. Love The World Away
9. She’s Nothing To Me
10. As Is
11. Till the Morning Comes
12. That’s Why I Sing
13. Friends We Never Met
14. When Rock Was King
15. Alive (bonus)

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