Crowne: Kings In The North

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Etichetta: Frontiers Music Srl.
Data di uscita: 18. 6. 2021
Produzione: Jona Tee
Durata dell’album: 43.17 min
Genere: Hard Rock/Melodic Metal
Voto: 9.0/10


I Crowne sono la nuova sensazione super melodica e hard rock, e dietro ci sono il cantante Alexander Strandell (Art Nation), il chitarrista, tastierista e produttore Jona Tee (H.E.A.T.), il bassista John Levén (Europe) e il batterista Christian Lundqvist (The Poodles). Quest’anno la formazione ha annunciato di punto in bianco un debutto in studio, e l’ha pure sfornato a velocità sconcertante. Il debutto in questione è »Kings in the North«.

Una combinazione venefica di quattro musicisti, insomma. A scorrere questi nomi, in pratica non può andare storto niente. Proprio niente. C’è tutto: talenti proverbiali, esperienza, chilometri sulle spalle. A garantire la qualità alta è il nucleo indomabile dei musicisti scandinavi, sempre a caccia della perfezione. Quella dedizione, a prescindere dal genere, a volte toglie letteralmente il fiato. L’album »Kings in the North« ha in realtà un solo difetto: è uscito nel 2021 invece che nel 1985, e diciamocelo, nemmeno questo è un vero difetto. Chi è rimasto in contatto con l’hard rock degli anni Ottanta e con tutta la sontuosità post-millennio dell’hard rock scandinavo, ma anche con il revival del rock melodico, che spesso e volentieri amoreggia col metal classico, si ritroverà subito sulla stessa lunghezza d’onda.

»Kings In The North« è un disco che appartiene in generale all’hard rock, anche se, grazie a una resa musicale eccezionale, guarda parecchio alle radici del revival del rock melodico. Se ci aggiungi un fraseggio a tratti affilatissimo e ruvido, i legami con la vecchia scuola del metal classico sono più che azzeccati. Insomma, un prodotto che non nasconde nemmeno un pizzico neoclassico (Set Me Free) ed è in ogni momento bello duro e senza compromessi. Se prendiamo la media del nucleo di musicisti elencati nel primo paragrafo di questo pezzo, il punto di riferimento per capire di cosa stiamo parlando su »Kings In The North« si scopre piuttosto facilmente. L’impostazione classica del fraseggio, anche degli arrangiamenti di tastiera, sostenuta dal passo ammiccante della sezione ritmica, pesca dai tempi lontani della cultura musicale di Rainbow, Deep Purple, Whitesnake e sì, possiamo scriverlo senza problemi, anche degli Europe. Poi c’è la produzione moderna, ma soprattutto la retorica pomposa delle linee vocali armonizzate, con cui i Crowne ottengono un carattere teatrale e atmosferico nel creare ritornelli bombastici e contagiosi, un trucco tipico del glam metal e del revival del melodic rock (Eclipse, Crazy Lixx, i già citati H.E.A.T., …), che un’intera guarnigione di band post-millennio dell’area scandinava padroneggia con una certa maestria. In un contesto musicale così, chi ascolta si chiede sempre cosa può aspettarsi dal cantante. In effetti la voce è fondamentale. Alexander Strandell ha un’espressione vocale pulita, compatta, esplosiva e dal marchio inconfondibile, che domina, o meglio tiene testa, alla ricetta del fraseggio carico di sentimento di un arrangiamento hard rock confezionato con grande abilità. Come detto: su »Kings In The North« l’unico punto debole è che l’album è uscito nel momento sbagliato (dal punto di vista commerciale). Gli assoli di chitarra per il disco li ha messi Love Magnusson dei Dynazty.

In realtà »Kings In The North« è un album ottimo, che segue la tradizione dei grandi risultati del ricco arsenale lasciato dalle band hard rock scandinave: oltre agli Europe già citati, bisogna aggiungere almeno Treat, Renegade e 220 Volt. Un altro punto a favore è che, con i suoi undici pezzi, è »piacevolmente corto«, cioè dura meno di tre quarti d’ora, quindi niente ladri di tempo: la band va dritta al punto e dice quanto serve. Né troppo, né troppo poco. L’esperienza è esperienza. Idee, ottima forma compositiva e, come detto, l’approccio da perfezionisti, accompagnato da ardore creativo e veemenza esecutiva. I Crowne, insomma, non portano nulla che non si sia già sentito, ma quello che portano l’hanno costruito in un modo che farà felicissimi gli amanti del genere e renderà più belle le loro ore di ascolto. Parliamo di una qualità che raggiungono e mettono in pratica solo i migliori del mestiere.

Autore: Aleš Podbrežnik

Tracklist:
1. Kings In The North
2. Perceval
3. Sharoline
4. Unbreakable
5. Mad World
6. One In A Million
7. Sum Of All Fears
8. Set Me Free
9. Make A Stand
10. Cross To Bear
11. Save Me From Myself

Formazione:
Alexander Strandell – voce
Jona Tee – chitarra, tastiere, voci di accompagnamento
John Levén – basso
Christian “Kicken” Lundqvist – batteria

Musicista ospite:
Love Magnusson – assoli di chitarra


1 commento
  1. dusica dice

    odlični, simply the best

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