Crystal Ball

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Styx
Etichetta: A&M Records / Interscope
Uscita: 1976
Durata: 34:45
Voto: 5/5

»Crystal Ball« è stato il sesto album in studio dei maestri del pomp da arena rock di Chicago. All’uscita del disco gli Styx erano nel bel mezzo del primo grosso rimescolamento di formazione: John Curulewski, che da un giorno all’altro aveva deciso di darsi alla vita da padre di famiglia, era stato rimpiazzato dal giovane chitarrista e cantante Tommy Shaw. Quest’ultimo, con il suo approccio vocale eccellente e unico, portò una dinamica sonora ancora più ampia e spinse la band verso nuove dimensioni artistiche ancora inesplorate. Il suo timbro era una via di mezzo perfetta tra il tastierista/cantante Dennis DeYoung e l’altro chitarrista/cantante James Young. In più, migliorò parecchio anche l’immagine visiva del gruppo, cosa da sempre importantissima per gli americani, fissati con il marketing mediatico di successo: con il sound che scivolava verso territori più melodicamente rock, ballate d’amore incluse, sotto i palchi cominciò infatti a spuntare, a sorpresa, anche una bella fetta di pubblico femminile.

Nonostante nell’era di »Crystal Ball« gli Styx si stessero facendo sempre più commerciali, nello stile e nella produzione, il loro linguaggio sonoro non ne ha affatto risentito, anzi: la band viveva una vera e propria rinascita e ha messo una marcia creativa in più quanto a standard artistici elevati. La raffinatezza sonora, con tanto di melodie epiche e cori imponenti a più voci, ha mantenuto intatto il loro artigianato prog rock originario, mentre la produzione era diventata, per quei tempi, insolitamente cristallina, un lusso che si potevano permettere in pochissimi. Insieme a gruppi come Queen, ELO, Supertramp, Boston e Kansas, a cavallo degli anni Settanta gli Styx formavano l’élite della cosiddetta scena arena rock.

Già l’opener, uno standard arena rock come »Put Me On«, è un esemplare eccellente degli Styx rinati: una sincronia perfetta tra raffinatezza sinfonica e pomp hard rock. Le trame sinfoniche di DeYoung reggono alla grande l’impatto complessivo di questo classico, mentre per l’atmosfera drammatica sono decisivi un riff di chitarra pieno di temperamento e la prestazione vocale nervosa di James Young. Tommy Shaw, intanto, si toglie lo sfizio di un assolo di chitarra breve ma succoso. In più, grazie alle armonie vocali ipnotiche, a questo avvio travolgente non manca una buona dose di mistica atmosferica. Su un classico come »Mademoiselle«, con cui gli Styx hanno incassato il terzo hit della carriera, Shaw ha la prima occasione di dimostrarsi un grandissimo acquisto vocale. Il suo timbro sembrava fatto apposta per le onde radio, e ci mettono del loro anche i cori di accompagnamento, con quel fascino ‘alla Queen’ che non manca mai.

Perfino un pezzo con un nome di donna come »Jennifer«, il cui testo tra l’amoroso e il malizioso, cantato dall’inguaribile romantico DeYoung, suona un po’ cliché, nelle mani degli Styx diventa l’incarnazione di un’epica mozzafiato e di un pomp multi-armonico fatto ‘con le palle’. Il riff di chitarra eruttivo viene lubrificato in modo raffinato da cori possenti, mentre le sottili trame dei sintetizzatori contribuiscono all’ottima atmosfera. La title track, epica, è di gran lunga il classico più riconosciuto e amato dell’album: gli Styx la suonano a ogni tour da quando è nata. Non c’è niente di strano, visto che, soprattutto grazie alla prestazione vocale fenomenale di Shaw, è un altro evergreen epico con un ritornello imponente, a più voci, dalle dimensioni atmosferiche maestose. Mistica, drammaticità e pomp si fondono ancora una volta in una coesione perfetta. L’intensità pomp rock del ritornello principale toglie il fiato ogni volta. Nel frattempo, le armonie di chitarra doppie, con quel pizzico di malinconia, e le finezze di sintetizzatore posate con arte mantengono sempre vivo lo stampo prog rock di questo classico.

Il blues rock di »Shooz«, dove Shaw oltre a fare il cantante principale si cimenta anche con la slide guitar, spicca parecchio rispetto agli altri brani dell’album con la sua natura sporca e edonista. All’assolo di slide di Shaw risponde, in modo coordinato e in puro stile blues classico, Young, mentre sullo sfondo si sentono gli schiocchi delle dita. »This Old Man« di DeYoung, dedicata a suo padre, rispetto al pezzo precedente è di nuovo  un cambio di rotta a 360 gradi: con ricchi arrangiamenti acustici e multiarmonie vocali gli Styx tornano nella dimensione magica della mistica e dell’epica. Il tutto è accompagnato da ritmi militareschi di marcia sulla batteria di Panozzo e da passaggi furbissimi sul mini moog, che portano il brano in pianure atmosferiche sinfonico-prog rock davvero entusiasmanti.

Il vertice del disco è però il complesso epos conclusivo »Clair De Lune/Ballerina«, in sostanza un capolavoro prog rock dal battito classicista. L’adattamento al piano di DeYoung del classico di DeBussy »Clair De Lune« fa da introduzione alla struggente epopea »Ballerina«. I passaggi sinfonici di piano e sintetizzatori si fondono col tempo con armonie piagnucolose di slide guitar, mentre la voce di DeYoung mantiene per tutto il tempo la drammaticità ipnotica di questa reliquia degli Styx. Come da tradizione di questa leggendaria band, l’atmosfera tocca l’apice nel ritornello, dominato da cori pomposi che accompagnano con successo il brano, piano piano, verso la chiusura.

Alla sua uscita, il capolavoro »Crystal Ball« ha aperto un nuovo capitolo nella carriera dei maestri di Chicago dell’eclettismo e della raffinatezza arena rock. L’arrivo di Tommy Shaw ha rafforzato ancora di più le loro già ricche manovre sonore, spingendoli nell’élite delle migliori rock band dell’epoca. Eppure, pur essendo uno dei vertici della loro carriera, »Crystall Ball« non ha portato loro un successo commerciale più ampio e ancora oggi, purtroppo, viene spesso sottovalutato: per molti versi era l’ouverture al capitolo in studio successivo, quello con cui gli Styx hanno conquistato definitivamente le onde delle radio di allora, diventando, nel bene e nel male, i beniamini assoluti del pubblico rock americano.

Formazione

Dennis DeYoung – tastiere, voce
Chuck Panozzo – basso, cori
John Panozzo – batteria, percussioni, cori
Tommy Shaw – chitarra elettrica, chitarra acustica, voce
James Young – chitarra, voce

Produzione

Styx

Tracklist

1. Put Me On
2. Mademoiselle
3. Jennifer
4. Crystal Ball
5. Shooz
6. This Old Man
7. Clair de Lune/Ballerina

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