Darko Rundek e Cargo Orkester (2009)
Luogo: Tvornica / Zagabria / Croazia
Data del concerto: 28.03.2009
Numero di spettatori: 1000
Prezzo del biglietto: 90,00HRK / 110,00HRK
Per promuovere il suo ultimo album “Live u Domu Omladine”, Darko Rundek ha portato i suoi Cargo Orkester alla Tvornica di Zagabria, e il concerto è finito senza dubbio nella categoria dei migliori show che la Tvornica possa regalare.
Il concerto, partito alle 22.00, si è chiuso solo qualche minuto dopo mezzanotte. L’apertura è toccata a “Enom”, uno dei pezzi più noti dei Haustor, stavolta rivisto in una versione rinnovata. La band ha suonato alcuni dei vecchi successi di Rundek, tra cui “Apokalipso”, “Šejn” e “Šal od svile”, ma in una veste musicale più recente, cucita addosso allo stile che il gruppo coltiva negli ultimi anni.
Gli anni di vita a Parigi hanno lasciato il segno sulla creatività di Rundek: nella sua musica d’autore si mescolano infatti influssi della chanson francese, del melos sloveno e dei ritmi mediterranei, e si sente chiaro anche l’impatto dei ritmi sudamericani.
Oltre a Rundek, che suona chitarra e armonica a bocca, nella band ci sono al momento il trombettista Igor Pavlica, Emanuel Ferraz al trombone, la violinista Isabel, il tastierista e fisarmonicista Dušan Vranić, il bassista Bruno Arnal e il batterista Đani Pervan. Un ventaglio di musicisti così variegato contribuisce in ogni caso al suono bohémien che il gruppo produce.
A guardarli, sembra di avere davanti una banda di musicisti di strada che gira di città in città. Solo che, a differenza dei “trovatori” da marciapiede, Rundek e i Cargo Orkester hanno tirato fuori un concerto che ha entusiasmato su tutta la linea. La sala della Tvornica, stracolma, per due ore ha cantato a squarciagola i più grandi successi degli Haustor, ma anche le hit prese dai dischi solisti di Rundek. A distinguere ancora di più Rundek e la sua band dai normali musicisti di strada c’è anche il fatto che ognuno dei musicisti del gruppo è un virtuoso del proprio strumento ma si approccia al suonare in modo tale che nessuno spicca sugli altri: il gruppo suona sempre come un blocco unico, dove i singoli elementi convivono alla pari, nel miglior modo possibile.
Visto che la band che abbiamo seguito sul palco della Tvornica ha partecipato anche alle registrazioni degli album di Rundek, non stupisce che i Cargo Orkester suonino meglio il materiale dei dischi solisti di Rundek che il repertorio degli Haustor. In un concerto che ha convinto sotto ogni punto di vista, va sottolineato soprattutto il momento in cui il gruppo ha eseguito “Ruke”: per forza persuasiva e impronta lasciata, ha dominato la scaletta.
Il concerto si è chiuso con ”Apokalipso”, mentre per i bis la band si era tenuta da parte ”Šejn”, ”Bi mogo da mogu” e ”Šal od svile”, che una dopo l’altra hanno mandato in visibilio la folla in sala.
Dopo il concerto il pubblico ha avuto l’occasione di fermarsi con Rundek e i membri dell’orchestra per due chiacchiere, qualche foto e un autografo.
foto: Denis Begić
traduzione in sloveno: Aleš Podbrežnik
Darko Rundek i Cargo Orcestar (2009)
Per promuovere l’ultimo album ”LIVE u DOMU OMLADINE”, Darko Rundek ha portato il suo Cargo Orcestar alla Tvornica di Zagabria, in un concerto che rientra di sicuro tra i migliori mai tenuti alla Tvornica, ma anche tra i migliori dello stesso Rundek.
Il concerto, iniziato alle 22, è andato avanti fino a qualche minuto dopo mezzanotte. La serata è partita con ”Ena”, una delle canzoni più famose degli Haustor, solo con un abito un po’ più “nuovo”. La band ha suonato diversi vecchi successi di Rundek, tra cui ”Apokalipso”, ”Šejn”, ”Šal od svile”, ma in una veste musicale più recente, che si adatta meglio allo stile attuale del gruppo.
Gli anni di vita a Parigi hanno lasciato il segno sulla creatività di Rundek, il che significa che nella sua musica si mescolano influssi della chanson francese, del melos slavo e dei ritmi mediterranei, e si sente chiaramente anche l’impatto dei ritmi sudamericani.
Oltre a Rundek, che suona chitarra e armonica a bocca, nella band ci sono al momento il trombettista Igor Pavlica e il trombonista Emanuel Ferraz, la violinista Isabel, il tastierista/fisarmonicista Dušan Vranić, il bassista Bruno Arnal e il batterista Đani Pervan. Una simile varietà contribuisce di sicuro al suono bohémien che producono.
Quando li guardi, ti viene la sensazione di avere davanti un gruppo di musicisti di strada che va di città in città, ma a differenza dei normali artisti di strada, Rundek e Cargo Orcestar hanno fatto un concerto davvero strepitoso. La Tvornica, piena zeppa, ha cantato per due ore i più grandi successi degli Haustor, ma anche i pezzi di successo dagli album solisti di Rundek. Quello che distingue Rundek e la sua band dai musicisti di strada è anche il fatto che ogni musicista della band è un virtuoso del suo strumento, ma lo è in modo tale che nessuno di loro spicca troppo da solo: sono incastrati insieme nel modo migliore possibile.
Siccome hanno già partecipato alle registrazioni degli album di Rundek, non stupisce che Cargo Orkestar abbia comunque eseguito un po’ meglio il materiale della carriera solista di Rundek rispetto a quello del repertorio degli Haustor. Anche se tutto il concerto è stato ottimo, il momento che ha lasciato più il segno è stato quando hanno suonato ”Ruke”, che suonava davvero meravigliosa.
La fine del concerto è arrivata con ”Apokalipso”, mentre per i bis sono stati lasciati ”Šejn”, ”Bi mogo da mogu” e ”Šal od svile”, che hanno mandato il pubblico a casa del tutto soddisfatto.
Dopo il concerto, il pubblico ha avuto la possibilità di fermarsi con Rundek e l’orchestra, per fare due chiacchiere, scattare foto e farsi firmare un autografo.
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