Dead Crew: Joe Blacksmith (EP)
Autoproduzione
Data di uscita: 13. 3. 2020
Produzione: Marko Jurkošek
Durata dell’EP: 17.10 min
Genere: Heavy Metal/Hard Rock
Voto: 8.5/10
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I Dead Crew sono una fresca formazione slovena groove metal e hard rock, di Braslovče. Insomma, gente della Savinja. »Joe Blacksmith« è il loro EP di cinque pezzi, uscito a metà marzo di quest’anno, che presenta un gruppo di quattro musicisti scafati: se la cavano alla grande con i trucchetti di produzione alla moda in studio e con una cavalcata artistica sulla linea di mezzo tra metal e hard rock, si portano dietro anche un pizzico di «alter-šalter» e interiorizzano benissimo le atmosfere «groove», che parlano più al lato oscuro che a qualunque altra cosa. A tutto questo è stata infilata con furbizia una bella molla di punk rock’n’roll, dove si sente anche che i ragazzi sono fan dei Motörhead.
I brani sono trascinati da una voce piacevole che, come dice già l’opener, suona punk, da teppistello, incazzata e abbastanza aggressiva. Ha una bella dose di gola, resta perlopiù sui registri medi, dove sviluppa la massima ampiezza e pienezza di volume vocale. Anzi, nella storia dei Dead Crew la voce è un bel ago della bilancia, che con la sua mordacità e la sua forza allarga per contrasto la portata atmosferica delle composizioni.
I Dead Crew evitano di complicarsi la vita. I pezzi sono spogli e nudi, ma nel fraseggio al tempo stesso affilati a dovere. Parlano in modo diretto e puntano soprattutto ad afferrarti subito. Riff e ritmi sono piacevolmente penetranti e mordono. Sviluppano una loro postura espressiva, anche se gli slanci dei cliché ci sono, cosa che, sotto sotto, era da aspettarsi, come per esempio in Devil’s Dance, che però, abbastanza curiosamente, è una bella prova del fatto che in questo EP i ragazzi hanno lavorato parecchio a lungo sull’immagine di tutti e cinque i brani. Nonostante la frase guida e il ritmo prevedibili, questo pezzo è infatti anche piuttosto movimentato (un passaggio calmo di tastiere nella seconda metà del brano, con una modulazione teatrale nel finale). Insomma, accanto alla semplicità e all’impatto diretto che cercavano prima di tutto, i ragazzi hanno affrontato gli arrangiamenti su più livelli. Le melodie sono state vestite con un buon supporto di armonie vocali di accompagnamento, che viene fuori particolarmente bene nella conclusiva, malinconica e potente ballad The Night Replaced My Day. La band ha pubblicato anche due singoli promozionali, per l’iniziale, grintosa, diabolica e beffarda Bastard e per God’s Hives, anche se in fondo sarebbe stato quasi lo stesso quale dei cinque pezzi di questo EP il quartetto avesse scelto come singolo, perché sono semplicemente tutti molto ben rifiniti, nella maniera giusta per sviluppare varietà tra l’uno e l’altro e per afferrarti subito. Masters of the Universe ha qualche occasionale parallelo stilistico con l’iniziale Bastard, e le presterà volentieri orecchio il navigato imprenditore sloveno nel campo del commercio di action figure Cepo, diventato non molto tempo fa vicino di casa (di Velenje) del gruppo.
Nello stile si sente l’intreccio espressivo delle esperienze dei membri nelle band precedenti (tra cui Pero Lovšin, Interceptor, Legalo Kriminalo), quindi non sorprende nemmeno che i Dead Crew riescano a spaziare parecchio tra i generi, cavalcando ora i valori tradizionali dell’heavy e del thrash metal, ora la cialtroneria cupa dell’hard rock, fino a una posa alternative alla moda, leggermente mortifera, e a un groove rock’n’roll ben interiorizzato.
L’EP »Joe Blacksmith« è un’introduzione audace a una nuova storia musicale, che a quest’ora molto probabilmente sta già prendendo i primi veri contorni di un debutto in studio. C’è da aspettarsi che sul primo album il gruppo affini e definisca ancora di più la propria visione musicale, costruendosi un dossier tutto suo. L’EP »Joe Blacksmith« è un passo preciso, scrupoloso, sentito, devoto e deciso in questa direzione. Anzi, a essere precisi: nella direzione giusta. “Il Fabbro Joe, insomma, soffia che è una meraviglia!”
Autore: Aleš Podbrežnik
Tracklist:
1. Bastard
2. Devil’s Dance
2. God’s Hives
4. Masters of the Universe
5. The Night Replaced My Day
Formazione:
Simon Cukjati – voce, chitarra
Žan Krajnc – chitarra)
Grega “Chedo” Šket – basso
Robi Dobrišek – batteria
