Death I Hear You Calling But I Can’t Come Home di Rite
Artista: Rite
Etichetta: Longfellow Deeds Records
Uscita: year
Durata: 36:05
Voto: 3.5/5
I Rite sono una band finlandese attiva dal 1990. Prima di arrivare allo stadio in cui al loro metal si può appiccicare l’etichetta “doom”, ne hanno fatta di muta, e pure lunga. Sono partiti dal thrash, sono passati al death metal, poi hanno capito che il loro terreno ideale era l’ispirazione del riff primordiale dei Black Sabbath e hanno proseguito la carriera da doom metallari.
Lo starsene rintanati in una terra dove il sole non esiste e i quanti di luce sono banditi del tutto ha partorito il nuovo album in studio, il quinto della serie. I ragazzi sanno il fatto loro. I pezzi hanno dinamite dentro, e si vede lontano un miglio la voglia creativa di una band i cui membri viaggiano sulla stessa frequenza. Per questo un disco che prova a battere il record mondiale di parole usate in un titolo è un prodotto convincente, che merita l’attenzione degli amanti di quel rotolare lento e faticoso tipico del doom metal.
Nella musica dei Rite non c’è nessuna filosofia complicata. Per arrivare al succo non devi chiamare in soccorso Albert Einstein. I riff sono costruiti secondo lo schema originale alla Sabbath, e la band, ovviamente, tiene compatto il tutto attenendosi diligentemente ai tempi base di un impianto ritmico semplice ma tagliente e diretto, a una sola dimensione. Ci rimane aggrappata e ne esalta la botta. I Rite riescono così a tenere alla larga ogni possibile attacco di noia con una produzione sonora cruda, incandescente e vivace. I riff sono vivi e garage, il rombo e il ronzio sono lì tutti, e anche di più. Il tutto è usato come effetto sonoro aggiuntivo lungo il disco, che stuzzica nel co-creare un’atmosfera di rovina ed è un elemento importante per tenere il materiale dinamico e mosso.
Però la faccenda non è generica come qualcuno potrebbe pensare. I Rite ci hanno mescolato dentro elementi sludge, e un altro fattore fondamentale, che tiene l’ascoltatore agganciato per tutta la durata dell’album, è la voce rauca e mordace: sa muoversi con abilità sul filo sottile della gutturalità, unendo nella dose giusta un tocco di sporco e una botta carica di voltaggio, senza perdere la giusta misura di melodia. Sempre che si possa parlare di melodia, dato lo spazio che resta nei riff costruiti sui semitoni.
Se vi piacciono band come Candlemass, Helmet, Grand Magus e anche End Of Level Boss Style, con i Rite potreste aver centrato l’osso giusto da rosicchiare a lungo, o la base ideale per una nuova storia d’amore inseparabile. In più i Rite, nonostante uno stampo di genere che non lascia molto spazio agli esperimenti, mettono in fila nei pezzi abbastanza varietà nei motivi guida e nell’impianto ritmico. Questo regala al disco scorrevolezza dinamica, tanto movimento, e fa ondeggiare gli stati d’animo. Allo stesso tempo conquista i palati più severi del doom metal e se li porta dalla sua parte. Se con Crack Of Doom i ragazzi si limitano a rifare appena qualcosa che suonavano vent’anni fa, Man Or Maggot è già un annuncio sommesso di un materiale bello rimescolato con lo sludge. Particolarmente interessante la combinazione di magniloquenza epica (attenzione! Sto parlando di “doom” metal) e sludge in Meanwhile In Hell, mentre un riepilogo più che dignitoso arriva quando ci facciamo strada fino a Death After Life e alla conclusiva Blood Turning Black. Tra i pezzi appena citati, quelli di maggior “botta”, ci sono brani accelerati dal sapore folle, come Going, Going, Gone, If I Had A Heart e I Rest Your Case. Vi aspetta insomma un disco bello rinfrescato nei contenuti, che non conosce pietà per i peccatori e sputa in faccia, caustico e senza il minimo rimorso, anche al fondamentalismo ideologico! Il mondo sinistro dei Rite è insomma il paradiso della morte!
Formazione
Jarkko Laatikainen – voce
Juuso Saranki – chitarra
Sami Lintunen – chitarra
Manu Kuitunen – basso
Juha Kivikanto – batteria
Produzione
Rite & Arttu Sarvanne
Tracklist
1. Crack of Doom
2. Man or Maggot
3. Going, Going, Gone
4. Meanwhile in Hell
5. If I Had a Heart
6. I Rest Your Case
7. Death After Life
8. Rival Damnation
9. Blood Turning Black