Def Leppard ammaliano Praga (2015)

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Luogo: Praga / O2 Arena / Repubblica Ceca
Data del concerto: 23.05.2015
Numero di spettatori: 15.000
Prezzo del biglietto: 149,00€ (pacchetto di due giorni con biglietto `fan pit`)

Finalmente è arrivato il tanto atteso venerdì, e con lui la gita a Praga che avevamo in programma. Stavolta, ovviamente, la nostra priorità non era visitare le splendide attrazioni della città, ma il concerto dei Def Leppard.

Un forte temporale notturno ci ha accompagnati fuori dal nostro paese quando, alle undici di sera, siamo partiti con il pullman organizzato da Koncerti.net, direzione Repubblica Ceca via Austria. Il viaggio notturno ci ha stancati, ma dormire davvero non è riuscito a quasi nessuno. Anche l’agitazione e l’attesa per il concerto hanno fatto la loro parte: la maggior parte dei passeggeri di questa trasferta a Praga la band non l’aveva mai vista dal vivo.

In tarda mattinata ci siamo fermati a Praga e abbiamo fatto un giro per la città vecchia e per il famoso Ponte Carlo. Ovviamente non poteva mancare una tappa all’Hard Rock Cafe locale. Dopo il check-in in hotel siamo partiti verso la O2 Arena. A quell’ora gli organizzatori praghesi non avevano ancora aperto le porte e davanti all’ingresso si stavano già radunando i primi fan scatenati della band britannica. Siamo rimasti fuori ad aspettare per una bella oretta abbondante, finché alle sette e mezza i buttafuori hanno avuto pietà di noi e ci hanno lasciati entrare nel palazzetto. Il controllo che è seguito sarebbe stato invidiato perfino dalla sicurezza degli aeroporti americani – ci hanno passati al metal detector più volte e ogni borsetta è finita sotto i raggi X. Quando tutti gli apparecchi che bippavano ci hanno finalmente lasciati passare, è partita la corsa verso la posizione migliore nell’arena.

Di nuovo attesa, durante la quale abbiamo potuto ammirare il lavoro della squadra tecnica, che si stava facendo in quattro per riparare le parti guaste dei big screen laterali.  La riparazione non è andata a buon fine, così hanno oscurato alcune lampadine, in certi punti anche con del nastro adesivo nero. Guardando i tecnici all’opera l’ora è passata più in fretta e alle otto sul palco sono finalmente saliti i primi: gli hard rocker cechi Citron. I Citron sono considerati leggende del rock ceco. Suonano dal 1976 e nella loro ricca carriera musicale hanno pubblicato 14 album. Anche se la lingua non la capivamo granché, ci siamo goduti un concerto eseguito alla grande, con riff di chitarra duri e voce pulita. I Citron sicuramente suonano un sacco in patria, perché il chilometraggio sul palco si vedeva in tutti i membri, che non si sono fatti per niente intimidire da quasi 10.000 teste sotto di loro. Si notava anche che i Citron hanno una bella base di fan, che hanno seguito la loro esibizione con entusiasmo. Dopo mezz’ora hanno chiuso la loro parte del concerto ed è seguito il montaggio-smontaggio lampo del palco. Visto che non volevamo perdere la buona posizione sotto il palco, abbiamo rinunciato al gusto meraviglioso della birra ceca e siamo rimasti nell’arena, dove però non si poteva portare da bere. Alle nove, quando sul palco sono saliti i Def Lepprad con la base di sottofondo, dopo una (fin troppo) lunga versione della Won’t Get Fooled Again degli Who, della buona birra ceca ci eravamo ormai dimenticati tutti.

Hanno attaccato di brutto con Rock! Rock! (Till You Drop). I big screen più piccoli e malfunzionanti, che erano sul palco durante l’esibizione dei Citron, i tecnici li hanno rimossi durante la pausa e il palco si è illuminato con luci led di ogni tipo su tutto il fondale. Le scenografie colorate dietro la band erano davvero splendide e cambiavano a tema per tutto il concerto. I tecnici hanno sistemato il suono subito dopo il primo pezzo, così abbiamo potuto goderci una meravigliosa sinfonia sonora anche nelle prime file sotto il palco. All’inizio di Animal l’audio nell’arena sfiorava già la perfezione e il pubblico si era scaldato fino alla temperatura giusta per «partecipare». Se ne è accorto anche il cantante Joe Elliott, e anche in lui l’incertezza e la tensione iniziali hanno cominciato a sciogliersi: tra una strofa e l’altra si è avvicinato al pubblico con più scioltezza e l’ha spronato a farsi sentire. L’esempio è stato seguito anche dagli altri membri della band. I ragazzi hanno attraversato la scaletta di successi senza grossi intoppi, mentre il pubblico, sempre più infiammato, urlava i ritornelli insieme ai coristi. I Def Leppard in studio hanno una copertura vocale potentissima, con le voci di tutti i membri della band, e dal vivo questa componente così riconoscibile della loro musica non delude. Con ancora più tensione, però, tutti i presenti stavamo in ascolto per capire se Joe sarebbe riuscito a cantare le note alte dei suoi pezzi. I video degli ultimi concerti avevano mostrato il cantante, su questo fronte, in una luce piuttosto penosa. Stavolta invece Joe e la sua voce non hanno mollato – si sentiva davvero che Joe aveva deciso di dare il massimo al pubblico praghese. Il pubblico ha saputo apprezzare, così i sorrisi sul palco e l’atmosfera rilassata crescevano di minuto in minuto. Perfino il volto del bassista Rick Savage, serio per quasi tutto il tempo e gonfiato dal botox, ogni tanto si apriva in un sorriso davanti al pubblico entusiasta. I chitarristi Phil Collen e il guarito Vivian Campell sono venuti spesso a esibire le loro prodezze alla chitarra proprio in primissima fila, a un passo dal fotopit, e Vivian non riusciva proprio a nascondere l’entusiasmo di essere di nuovo su un palco dopo aver sconfitto il cancro. Neanche una brutta malattia ha potuto battere il suo talento con la chitarra, perché le mani dei due stregoni delle corde non hanno tremato per niente.

Il primo picco il concerto l’ha toccato durante la versione acustica di Two Steps Behind, dove Joe Elliott ha dimostrato di saper strimpellare gli accordi base anche con la chitarra acustica. Il pubblico, in vena e ormai già nel palmo della mano di Joe, ha aiutato il cantante con i ritornelli, così gli altri membri della band hanno potuto rifiatare per bene. Il picco successivo è arrivato con Hysteria. Durante questo pezzo tutto il fondale dietro il palco si è riempito di foto dei primi anni della band, quando a decorare i brani dei Def Leppard con i suoi riff di chitarra c’era Steve Clark, per la maggior parte dei fan insostituibile e membro rimpianto per sempre. Le sue immagini hanno riempito buona parte del fondale per tutta la canzone e posso dire che, cantando in coro, l’intera arena aveva le lacrime agli occhi al ricordo della dolorosa perdita di un grande talento.

Con la stessa grinta con cui avevano aperto il concerto, hanno chiuso anche la parte regolare – con Let’s Get Rocked e Pour Some Sugar On Me. Il boato del pubblico ha richiamato la band sul palco e hanno suonato ancora Rock Of Ages e Photograph. A fine concerto è venuto a inchinarsi e a salutare anche il miracoloso ragazzo monobraccio Rick Allen, rimasto nascosto dietro ai suoi piatti per quasi tutta la serata. Sulle note di Kings Of The World i Def Leppard si sono congedati piano piano e hanno lasciato il palco.

L’indimenticabile esperienza del concerto dei Def Leppard è stata completata da un dopo-concerto rilassato sul pullman verso casa, dove con le gole roche abbiamo continuato a cantare a squarciagola i successi sentiti al concerto. Un weekend splendido fatto di birra buona, ottima compagnia e della magia di un concerto di leggende britanniche che anche sul palco dimostrano di non essere solo un gruppo di persone unite dall’amore per la musica, ma una vera famiglia, che sta insieme nel bene e nel male. È questo il valore aggiunto che rende i Def Leppard ancora più grandi di quanto già non siano dal punto di vista musicale. Così i Def Leppard non sono solo da ascoltare: il loro concerto è una vera esperienza di condivisione, che riescono a trasmettere anche al pubblico. Indimenticabile. 

Setlista

1. Rock! Rock! (Till You Drop)
2. Animal
3. Let It Go
4. Foolin’
5. Promises
6. Paper Sun
7. Love Bites
8. Armageddon It
9. Rock On (orig. David Essex)
10. Two Steps Behind (versione acustica)
11. Rocket
12. Bringin’ On The Heartbreak
13. Switch 625
14. Hysteria
15. Let’s Get Rocked
16. Pour Some Sugar On Me
—bis—
17. Rock Of Ages
18. Photograph

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