Dekade
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Drevored
Etichetta: Franklin Republic Records
Uscita: 2010
Durata: 43:25
Voto: 3.5/5
I Drevored, a più di trent’anni dalla nascita, pubblicano finalmente il loro debutto in studio. Il loro approccio tappa senza fatica il buco che si spalanca nel mainstream della scena rock slovena. I Drevored, nella loro vibrazione, funzionano da capo a piedi in perfetta compatibilità con la metratura dell’integrità territoriale della Slovenia. Insomma, puntano prima di tutto al gusto musicale degli sloveni. All’estero per loro non c’è pane! Parliamo di quella “musichetta della buonanotte” amica della radio: prudente, che non vuole fare torto a nessuno, pronta a piacere a tutti, soprattutto alla maggioranza degli ascoltatori sloveni, che oggi fanno fatica a ritagliarsi il tempo per immergersi “sottopelle” nel raggio artistico, più stretto o più ampio, dei singoli artisti, non solo di casa nostra ma soprattutto stranieri. Se in più ti arrivano versi confezionati in testi sloveni con un pizzico di malinconia mesta, con lo sguardo sofferente perso nella distanza (a cui manca solo la lacrima che scivola sulla guancia), la cosa si fa tanto più semplice e ti ci riconosci ancora più facilmente. Lo specchio dell’indole comune del carattere sloveno? Non così lontano.
I Drevored sono musicisti con esperienza, ragazzi maturi, che ne hanno viste e superate parecchie. Quando arrivi a quell’età, non ti accontenti di un cachet pari all’ equivalente di una bottiglia di birra, e alle tue orecchie non imponi nemmeno di godersi il suono di una produzione garage a basso budget. Diventi più esigente, ti dai un prezzo più alto, vuoi raffinatezza e più eleganza, puoi trasformarti in un vero dittatore stilistico che nel suo perfezionismo pretende il meglio. Quindi i ragazzi da un pezzo non sono più teenager rabbiosi e urlanti: quando la situazione li mette davanti alla scelta delle possibili soluzioni musicali, preferiscono ammiccare a un finale di finezza bluesy jazz (Zunaj je zima) piuttosto che far brutta figura sprecando una potenza che richiederebbe un approccio rock più rumoroso e diretto.
Il loro approccio, facile da conquistare, in effetti risulta in generale cordiale e innocuo. A tratti un filo piatto nell’impianto banale e nella ricerca dell'”effetto Bambi”. Quest’ultimo vale ogni tanto per i messaggi dei versi. La forza espressiva metaforica dei versi, rispetto ai maestri sloveni del genere (soprattutto nella sfera cantautorale), stavolta è lontana anni luce (una valanga di pathos nel ritornello del brano Fant južnih krajev). A dare a tutto l’insieme quella qualità importante che regge e respinge ogni “attacco” dei critici musicali a caccia del pelo nell’uovo è una produzione fenomenale. Quando a mixare il materiale scende in campo Vlado Meller, l’uomo che ha plasmato il suono di artisti come, tra gli altri, Andrea Bocelli, Prince, Beyonce, Celine Dion, Shakira, Red Hot Chili Peppers, Miles Davis, Frank Sinatra, Julio Iglesias, Metallica, Duran Duran, la storia dei Drevored assume una dimensione completamente diversa.
Nella produzione è riempito alla grande soprattutto il suono delle chitarre. I contrasti sono chiari, la dinamica è in evidenza. I mattoni del suono, con la voce piazzata al centro, convivono in equilibrio e sfruttano alla grande lo spettro dell’immagine sonora, cosa che oggi, nel caso delle band slovene, è ancora più l’eccezione che la regola. Sul piano della produzione l’album “Dekade” è senza dubbio un nuovo punto di riferimento per la scena rock slovena. La linea di basso, mossa e attiva, porta nella maggior parte delle frasi di chitarra, impostate in modo semplice, una ventata d’aria fresca nell’apporto melodico. Ritmi solidi, che cullano l’ascoltatore in un piacevole movimento con un melos che può fare da sottofondo a qualsiasi situazione in cui ci muoviamo nella quotidianità. I brani portano da capo a piedi il marchio riconoscibile dei Drevored. Sarebbe interessante confrontare la loro forza espressiva negli anni in cui sono nati. Tutti i brani sono molto più vecchi dell’anno di uscita riportato sull’album. Con gli anni si sono arricchiti nel messaggio e cresciuti negli arrangiamenti. Direi in modo ottimale. Certo, parliamo dell’ottimo alla portata dei Drevored. Per il resto la produzione sfrutta da maestra il suono naturale delle chitarre, che si serve con piacere di diversi dosaggi di intensità di reverb, stereo chorus, sustain e cose simili. Questi movimenti di chitarra sono brevi, leggeri e minimali. Ma è proprio qui la loro forza. Con il minimalismo ottengono l’effetto richiesto. Sintesi e compattezza in tutti i brani. Poletna noč è l’esempio ideale in cui questo sfruttamento è capitalizzato alla perfezione. Un brano vestito da capo a piedi in modo ottimale e pronto a girare sulle frequenze radio.
Sul piano della produzione l’album “Dekade” è senza dubbio un nuovo punto di riferimento per la scena rock slovena. Il minimalismo di movimenti brevi, semplici ma essenziali, con la cesellatura melodica dei motivi principali, in “Dekade” ha trovato il suo giusto indirizzo. Il pop rock di medio orientamento renderà felici soprattutto la classe media di mamme e papà sloveni, che si metteranno su questo album volentieri mentre torneranno a casa nel tardo pomeriggio, spremuti dalla fatica quotidiana del lavoro, e lo useranno per accorciarsi il tempo in coda tra le lamiere delle principali arterie di Lubiana.
Pop chitarristico leggero, prevedibile, cantabile, semplice, dal suono rilassato, vicino al gusto medio dello sloveno. Dal punto di vista compositivo niente di eccezionale, ma impacchettato in studio con l’eleganza richiesta e una magnificenza sonora che spicca sul suolo sloveno. Il consumatore medio, con l’album “Dekade”, riceve molto più di quanto si senta al “primo ascolto”. E i Drevored con “Dekade” possono spalancarsi la porta sul campo del “mainstream” sloveno del pop rock chitarristico. Accettabili per girare su una frequenza radio con più sale in zucca musicale, come per esempio Val 202. La domanda è solo che cosa piaccia di più ai ragazzi della band e fin dove intendano spingersi con un approccio del genere. In ogni caso, decisamente lodevole.
Formazione
Dušan Prosinečki – voce, chitarra
Tomaž Zorko – chitarra, cori
Tomaž Repinc – basso
Alen Tibiljaš – batteria, percussioni
MUSICISTI OSPITI:
Jani Hace – basso (tutti i brani)
Janez Križaj – sintetizzatori, percussioni, pre-produzione
Davor Klarič- brano n. 10
Robi Pikl – brani n. 7 e 10
Marjan Turk – brano n. 3
Tomaž Maras – brano n. 1
Produzione
Drevored
Tracklist
1. Balkanska dežela
2. Ko sem na dnu
3. Odhajal sem
4. Daleč od ponorelega sveta
5. To bila bi ljubezenska pesem
6. Zapri oči
7. Poletna noč
8. Potepuhi
9. Fant južnih krajev
10. Zunaj je zima
11. Tvoje mesto spi