Demolition Group: Zlagano sonce

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Etichetta: Sintetic Production
Anno di uscita: 2015
Produzione: Demolition Group
Durata dell’album: 54.08
Voto: 9.5 / 10

Ed eccoci già al 14° album di uno dei segreti meglio custoditi dell’underground musicale sloveno. Fabbri unici di rock di prima qualità, intriso con finezza di un pizzico di eccesso sperimentale. Signore e signori, ecco »Zlagano sonce«, firmato dai Demolition Group di Brežice. Una band che ha mosso i primi passi autoriali nel pieno degli anni Ottanta del secolo scorso e che oggi può vantare una maturità e un carisma fuori dal comune. Ma questi ragazzi, modesti, non vanno certo a sbandierarlo ai quattro venti. Nessuno è come loro e loro non somigliano a nessuno, nemmeno un po’. »Zlagano sonce«  è in realtà il seguito della storia del grandissimo predecessore »Planet starcev« (2011).  Il cambiamento nella squadra e nel suono dell’album lo porta l’avvicendamento alla chitarra: nei Demolition Group ora quel ruolo spetta a Matija Lapuh!

Gli 11 pezzi ci regalano uno sguardo su un altro risultato musicale perfettamente eclettico e una gita in un collante sonoro di grande appeal, che mantiene senza tempo e sempreverde la carta d’identità musicale della band. Non sai nemmeno da dove cominciare a descrivere il contenuto del nuovo lavoro, tanto è forte la sua concretezza.  informazioni.

I mattoni del suono sono esattamente dove devono stare. Goran Šalamon  mantiene  una voce da monumento , che ti fa rizzare tutti i peli addosso quando si fa strada con passione intensa attraverso un’eccezionale confessione in versi. La poesia, scintillante, sempre aspra ma estremamente intelligente, è infatti uno degli assi nella manica che mettono i Demolition Group in un posto di qualità tutto speciale sulla mappa del rock sloveno. »Planet starcev« attaccava il neoliberismo distruttivo a cui ci pieghiamo da schiavi, »Zlagano sonce« invece si occupa della psiche dell’individuo che, prigioniero di questo sistema distruttivo, va in rovina spiritualmente ed emotivamente. I legami prendono vita con una tale verità che la stessa sincerità messa in mostra ti sbatte in faccia la realtà, anche al più cieco dei ciechi che non vuole, non intende o ha paura di vederla. Tagliente, penetrante, ruvido, disilluso, spezzato, ma anche delicato, profondo e vellutato. Goran è un carisma vocale unico! L’altro sciamano della band, elemento essenziale dell’eclettismo, resta il sassofono di Jože Pegam. A tratti funziona come un «secondo cantante» del gruppo, ma la sua priorità è rinforzare e raddoppiare le frasi di chitarra di Mitja Lapuh, con la differenza che, ovviamente, le linee di Jože serpeggiano verso territori liberi dell’improvvisazione, senza però perdere il filo rosso delle forme musicalmente scolpite delle composizioni. Già i Van Der Graaf Generator e i King Crimson hanno capito e assaporato, tempo fa, la forza espressiva del sassofono come strumento. Lo sanno benissimo anche i Demolition Group. Il sassofono non «sbrindella» i pezzi, anzi, potenzia, coltiva e feconda le sensazioni di un’erotica nera, di cui l’iniziatore principale è Goran.

Su »Zlagano sonce« i Demolition Group servono una nuova miscela eclettica di elementi di blues, funk, jazz, punk e metal. Il tutto in composizioni che, sviluppando al tempo stesso una musicalità straordinaria, sono distribuite in modo brillante. L’album è di un ascolto eccezionalmente scorrevole. Dal punto di vista ritmico, per questa band è tutto perfettamente cristallino. La sezione ritmica mantiene un dinamismo eruttivo fuori dal comune  e una grande varietà espressiva (le linee di basso sono particolarmente esplorative e mosse) e crea un’«impalcatura» colorata e contrastante in cui si incastrano i riff iperplastici del massiccio muro sonoro di Matija Lapuh. Nei momenti calmi i Demolition Grioup mostrano la loro fragilità, la loro vulnerabilità. Uno di questi momenti particolarmente toccanti è il pezzo Včasih tko, che per vibrazione ricorda «al primo ascolto», in modo fugace e innocente, il classico dei Red Hot Chili Peppers Under the Bridge. L’album è bilanciato alla grande tra devastatori e momenti di dolcezza sonora e raffinata micromeccanica. Emozioni e passioni, intanto, ribollono e picchiano a tutti i cilindri del motore a sedici cilindri della band! Il pezzo Tesnoba strah in cvetoče polje è un esempio di brillantezza artistica nella composizione e di impeccabile collocazione di tutti i mattoni dell’immagine sonora, dove tutti e cinque gli elementi (con l’intreccio di assoli di chitarra e sassofono, linee di basso scoppiettanti e sonanti e passaggi devastanti alla batteria) mettono in mostra le straordinarie virtù del fare musica.  «Groove» è un altro nome per i Demolition Group!

Tra i pezzi non ci sono cali di qualità e i favoriti dovrete trovarveli da soli. Il nuovo album è l’ennesima prova di una freschezza creativa e di una vena sempreverde che anche in età matura non abbandonano la band e non mollano di un millimetro. Un capolavoro e senza dubbio candidato a uno dei migliori album rock usciti (e che usciranno) nel 2015 sulla scena musicale slovena!

di Aleš Podbrežnik


Tracklist:
1. Kapital
2. Lažje je imeti psa
3. Kaplja
4. Dan brez
5. 99
6. Včasih tko
7. Slab gospodar
8. Da bi bil iskren
9. Tesnoba, strah in cvetoče polje
10. Zate ker smem
11. Zlagano sonce
12. Funkscape*
13. Metro*

*… bonus track

Formazione:
Goran Šalamon – voce
Jože Pegam – sassofoni
Matija Lapuh – chitarra
Tomi Gregel – basso
Ivica Gregel – batteria
Matjaž Pegam – suono

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