“Desant del divano” al Prulček (2014)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Lubiana / Prulček / Slovenia
Data del concerto: 29.05.2014
Numero di spettatori: 70
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero)
I Poltrona Express sono una formazione blues e jazz rock fusion, e i suoi membri, Tomaž Lapanja (voce),
Matej Magajne (chitarra), Matija Purgar (basso), Alen Bogataj (batteria) e Žiga Kovačič (organo Hammond, tastiere), arrivano dalle parti di Cerkno e Tolmino, nella Slovenia occidentale. Questo angolo di Slovenia è noto per un bel po’ di stranezze musicali davvero avventurose, incarnate da band come Feedback, Salamandra Salamandra e gli idrijski Divje jezero, che flirtano con elementi sinfonici e progressive e con le caratteristiche del jazz rock fusion, un territorio in cui noi sloveni siamo da sempre, come si suol dire, una potenza artistica ed espressiva. A differenza delle band appena citate, però, i Poltrona Express portano nel loro linguaggio musicale anche una chiara componente blues, che li allontana un po’ dalla parentela con quei gruppi.
La formazione è attiva dal 2007 e forse nella zona di Lubiana non è così conosciuta, probabilmente perché i Poltrona Express non suonano proprio ogni giorno o ogni mese, ma sono rodati ed esperti. Con i Feedback hanno un legame già solo per il fatto che il sublime fenomeno della chitarra Matej Magajne fa parte di entrambe le band. E quando quella sera hai alzato lo sguardo sul palco del Prulček bar, non era difficile notare che anche la strumentazione (organo Hammond, tastiere Rhodes, Leslie) è in realtà dei Feedback. Solo la faccia del tastierista dietro di essa, stavolta, è cambiata!
I Poltrona Express hanno diviso il loro divano lanciato sui binari in due folli corse musicali attraverso il Prulček. Nella prima parte si sono concentrati sul loro materiale originale, presentandolo in modo vivido a una cinquantina di teste curiose che quella sera sono «finite» al Prulček bar. Anche se la band si identifica con una forte componente blues, gli arrangiamenti dei pezzi originali sono così sciolti e stratificati che a tratti il blues si percepisce a malapena. Il blues si fa formazione compatta soprattutto quando al microfono si avvicina Tomaž Lapanja, per il resto la band ha la caratteristica di «sgattaiolare» via in fretta verso gli spazi dell’improvvisazione, verso il jazz e il rock progressivo. Soprattutto sotto la splendida bacchetta di navigazione di due membri della ciurma, due capitani: il maestro dei «nodi» di chitarra Matej Magajne e il tastierista Žiga Kovačič. Paragoni? Per ora ne troverete a fatica. Certo, esistono legami di parentela con le band citate prima, mentre per i tempi andati degli anni Settanta basterebbe forse (in senso molto lato) fare il nome dei September.
La seconda parte della serata la band l’ha dedicata ai classici del blues, tagliati su misura secondo la propria maniera e il proprio modo di sentire la musica. Energica, spiritosa, nella luce di un fascino melodioso e di una dinamica che irradiavano la forza di una percezione musicale stratificata e di grande «inventiva», in un viaggio attraverso il succoso teatro delle acrobazie soliste. Nella dose giusta. Con il senso della misura nel mantenere la compattezza melodica e senza esagerare nello «scuotere» improvvisazioni.
Una serata musicale piacevolissima con una band che passa per una specie di mosca bianca della scena slovena. Pare che stia nascendo il primo album in studio. Dopo quello che abbiamo goduto al concerto al Prulček, sarà di sicuro una prelibatezza musicale entusiasmante.
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