Direct Hits

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Izvajalec: Killers, The
Založba: Island Records
Izid: numbers
Trajanje: 61:42
Ocena: 4/5

Direct Hits, uscito nel 2013, è la raccolta definitiva dei The Killers, la band di Las Vegas. Dieci anni di carriera condensati in 15 brani pescati da 4 album, che intrecciano una fitta rete di elementi di arrangiamento tipici di dei veterani ormai affermati dell’indie-pop. Il viaggio dentro il tema centrale (miseria e splendore della romanticheria di Las Vegas) di un decennio di lavoro parte dal disco d’esordio, Hot Fuss.

Hot Fuss, l’album di debutto dei The Killers, resta una delle opere più ingenue della band e allo stesso tempo uno dei pilastri dell’indie-pop di quegli anni. In una città dove i club accoglievano per lo più progetti da due soldi, i Killers con i loro riff melodici inconfondibili e testi dal taglio romantico hanno conquistato le orecchie dei non ancora firmati della scena musicale di allora. Direct Hits contiene 4 brani di quel periodo, tra cui Mr. Brightside e All These Things That I’ve Done, anche i più conosciuti. Il ritmo in sedicesimi e il lo-fi (cioè una voce estremamente cupa e distorta) di Mr. Brightside, insieme ai mal d’amore di Brandon per una prostituta, si fondono in uno dei pezzi che hanno segnato un’epoca del genere. Alan Moulder, con le sue doti di mixaggio, ha dato quel tocco particolare da nuova romantica che si ritrova in All These Things That I’ve Done; »I’ve got soul, but I’m not a soldier.« con la sua ripetizione ipnotica e la ricchezza spaziale delle voci resta l’inno degli ascoltatori più fedeli dei The Killers.

Sam’s Town mostra un’altra faccia sonora della band: meno inserti synth-pop, più accento su riff e ritmi graffianti, ma sempre con la stessa nota analogica e grezza di Alan Moulder. La maturità della band si sente soprattutto in When You Were Young, dove a Keuning e ai suoi riff incandescenti è stato concesso un po’ più spazio negli arrangiamenti. Il velo prima romantico (quasi »angsty«) della band con Sam’s Town flirta con idee di crescita e rimpianto. Le tracce della nuova romantica non sono certo sparite; Read My Mind porta avanti con insistenza un’atmosfera satura di synth-pop, che ancora oggi dà alla band il suo marchio sonoro.

La nicchia di arrangiamento fatta di synth-pop e ritmi quasi da ballo (ma comunque più tradizionali, a tratti jazz) i Killers l’hanno fusa più che bene nell’album di maggior successo commerciale, Day & Age. Il disco ha cementato definitivamente la band sulla scena musicale globale, soprattutto grazie a Human e Spaceman. L’enigmatico »Are we human, or are we dancer?« resta uno dei trucchi di scrittura più prominenti della band. Spaceman dimostra anche la capacità di autoironia e il lato umoristico della band, visto che in un pezzo dedicato agli alieni prendono in giro la credulona popolazione americana. Day & Age mostra un lavoro di arrangiamento estremamente concentrato, in un nuovo ambiente di registrazione e con un nuovo produttore, Stuart Price. Dalle romanticherie adolescenziali i The Killers in pochi tentativi hanno inventato la loro ricetta per mescolare ritmi da ballo e suoni sintetici in una forma più leggera di sogno lucido. I riff graffianti non ci sono più, e nemmeno la malinconia della crescita; i The Killers sono tornati alle radici del primo disco e hanno sfornato un prodotto di indubbia qualità sonora e di design. Dopo il successo di Day & Age, per i membri della band è arrivato un periodo di pausa, dedicato ai progetti solisti; tra gli altri vale la pena citare il disco solista di Flowers, Flamingo.

Dopo il periodo di ricarica delle batterie la band si è riunita e ha partorito il quarto blocco di brani, su Direct Hits. A prima botta il quarto blocco si innesta in modo un po’ goffo nel repertorio passato, visto che alcuni elementi (come la somiglianza tra il riff di chitarra intermedio di Miss Atomic Bomb e il riff di chitarra principale di Mr. Brightside) suonano triti e ritriti. Un ascolto più attento però rivela un prisma di intrecci di storie, sensazioni e una dose di autoironia nei brani, che sono di per sé un richiamo al materiale passato. È proprio qui che i The Killers si distinguono dai loro »colleghi di genere«; sono capaci di prendere l’immagine e l’esistenza della band con una dose di umorismo, tipo »Ci divertiamo, questa è roba nostra«. Miss Atomic Bomb e Shot At The Night dimostrano quindi che lo slancio della band di Las Vegas è ancora vivo, e il suo marchio sonoro restano le doti vocali di Flowers, i testi con un pizzico di nuova romantica e la nicchia di arrangiamento synth e indie-pop.

Il bello di Direct Hits sta proprio nel suo essere sintetico-analitico. All’ascoltatore occasionale può sembrare solo un’altra raccolta di »hit« di successo commerciale, ma il vero messaggio va molto più in profondità. Al di là delle mode in fatto di produzione e arrangiamento, i The Killers hanno tracciato la loro evoluzione parallelamente alla scena musicale globale e nel giro di dieci anni si sono issati tra i migliori performer »live«, radicandosi nell’ambiente indie-pop come veterani con l’anima.

Formazione

Brandon Flowers – voce principale, tastiere

Dave Keuning – chitarra, seconda voce

Mark Stoermer – basso, seconda voce

Ronnie Vannucci Jr. – batteria, percussioni, seconda voce

Produzione

The Killers, Alan Moulder, Stuart Price, et al.

Tracklist

The Killers – Direct Hits:
1. Mr. Brightside
2. Somebody Told Me
3. Smile Like You Mean It
4. All These Things That I’ve Done
5. When You Were Young
6. Read My Mind
7. For Reasons Unknown
8. Human
9. Spaceman
10. A Dustland Fairytale
11. Runaways
12. Miss Atomic Bomb
13. The Way It Was
14. Shot At the Night
15. Just Another Girl

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