Discesa
Artista: Zmajev rep
Etichetta: Radio Študent
Uscita: 2010
Durata: 41:10
Voto: 3.7/5
Gli Zmajev rep ne hanno fatta di strada dai loro inizi hard rock, una strada che ha portato con sé un bel po’ di cambiamenti nel modo di presentare la propria visione musicale, e la cosa è ancora più sorprendente se pensi che nella formazione non ci sono mai stati cambi di membri. In un tempo relativamente breve sono passati da una band hard rock più che solida a un collettivo jazz-rock strumentale, capace di mostrare una dose molto più ampia di finezza musicale. La rinascita l’avevano già annunciata con il precedente Sanje podob, che ha spiazzato parecchi ascoltatori abituati a conoscerli ai tempi dell’hard rock.
Stavolta non ci hanno colti così impreparati. Fin dall’inizio è chiaro che l’album Sestop (in inglese Descent) ci metterà davanti un sacco di jazz suonato nel modo più standard, alla ricerca di quel filo rosso giusto che faccia prendere vita al disco e permetta finalmente alla sfida tra jazz e rock di cominciare. I ragazzi, almeno all’apparenza, ripiegano fin troppo spesso su improvvisazioni jazz facili facili, in cui tutto sembra piuttosto statico. Ma quando la musica si infiamma, dimostrano che con loro non c’è da scherzare e che il fuoco dei tempi hard rock ce l’hanno ancora dentro. Quando la polvere si posa, ovviamente bisogna rimettere in piedi tutto da capo, e a volte sembra passare una piccola eternità prima che ritrovino quel famigerato “punto G”, il loro risveglio estatico. Quando finalmente ci riescono, bisogna riconoscergli il merito di solleticare i recettori sonori in modo davvero concreto. In questi passaggi più ordinati si sente anche l’influsso del rock progressivo, con in testa Ambrož Božiček e la sua nobile selezione di suoni di tastiera.
L’album poggia su basi jazz-rock molto tradizionali, con suoni di tastiera classici (piano elettrico, sintetizzatori vintage) e una chitarra impostata in modo quasi eccessivamente jazz (spesso senza distorsione), che solo ogni tanto si butta in acque più agitate, nella tempesta jazz-rock a cui ci avevano abituato, per esempio, John McLaughlin (Mahavishnu Orchestra). Anche la sezione ritmica è estremamente sofisticata in chiave jazz, e fa davvero fatica a credere che sia la stessa band che si era presentata al mondo con l’album Ogenj. Tutti hanno cambiato radicalmente il proprio stile di suonare, e nessun ascoltatore può essere biasimato se pensa di avere davanti una band completamente diversa.
Questo non è certo un disco jazz-rock destinato a finire a lettere d’oro nella storia della musica, ma per gli standard sloveni è un lavoro molto importante e maturo, a cui però a tratti manca un po’ più di grinta e di impatto, o di immaturità, se preferisci. Si sono avvicinati all’album in modo così professionale che sembra quasi abbiano dimenticato l’entusiasmo e lo slancio da ragazzini. Eppure continuano ad arricchire il loro sound e, con gli anni, troveranno di sicuro il giusto equilibrio tra perfezione tecnica ed esplosioni di gioia musicale. Con Sestop gli Zmajev rep hanno fatto di nuovo un passo avanti (un po’ come i Moonlight Sky con I Am) e in futuro possiamo probabilmente aspettarci cose ancora migliori da una band in piena fase di maturazione.
Formazione
Andrej Boštjančič-Ruda – chitarra
Ambrož Božiček – tastiere
Jošt Drašler – basso
Vid Drašler – batteria
Produzione
Zmajev rep
Tracklist
1. Okrogla kocka
2. Omrežja nesmislov
3. Selitev
4. Na koncu sam
5. Decembrski odmev
6. Širjava
7. Balada modrine