Doom di settembre con Yob e Black Cobra (2016)
Autore: Primož Novak
Luogo: Lubiana / Gromka / Slovenia
Data del concerto: 26.09.2016
Prezzo del biglietto: 15€/18€
La stagione dei festival è finalmente finita, è arrivato il momento di quella dei club. Cioè dei concerti più piccoli. La stagione autunnale dei live è senza dubbio ricca, e con il concerto di Yob e Black Cobra è toccato agli amanti dei ritmi pesanti e lenti. E anche se non si trattava del classico doom metal tradizionale, la sala della Gromka si è riempita.
Ad aprire le danze sono stati i Black Cobra, un duo. Il chitarrista Jason Landrian e il batterista Rafael Martinez hanno fatto capire fin da subito che non ci sarebbero stati sconti. I Black Cobra vengono per lo più etichettati come sludge e doom metal, ma questo può essere parecchio fuorviante. La band, infatti, non si regge solo su pezzi lenti, anzi, dà parecchio spazio a brani veloci. La prima associazione che viene in mente è con gli High On Fire, che da sempre sparano uno stoner/sludge metal aggressivo con tempi da thrash. Anche i Black Cobra si difendono con uno stile simile: ritmicamente incisivi e aggressivi il giusto. L’unica cosa che mancava era la profondità che arriva con un basso potente, con cui i Black Cobra potrebbero competere anche con i britannici Conan. I Black Cobra hanno scaldato il pubblico più che bene. Con pezzi veloci e movimentati hanno dimostrato in modo convincente quanto sia ampio questo genere «lento».
Mezz’ora dopo sono saliti sul palco gli Yob, guidati da Mike Scheidt, che si è preso anche la fetta più grossa di attenzione. Gli Yob sono noti per il loro approccio più sognante, in cui spicca la chitarra molto effettata che con la sua atmosfera dà al tutto un tocco particolare. Ma con gli Yob la cosa gira piuttosto in fretta: arrivano le parti martellanti, così non hai più la sensazione che la band si appoggi alle formule collaudate introdotte da Neurosis e Sleep. Gli Yob sanno dare un’accelerata a tutto, aggiungendo alla loro musica una dimensione in più. I pezzi degli Yob sono comunque lunghi e, fino a un certo punto, movimentati; ogni tanto certe parti tirano un po’ per le lunghe, ma non è una novità per una band così. Con il loro repertorio gli Yob hanno toccato quasi tutta la carriera. I primi album li hanno lasciati da parte, ma l’impressione generale non ne ha risentito. Forse mancava qualche brano preferito, ma l’essenza la band l’ha fatta arrivare. Mike Scheidt ha spronato di continuo il pubblico a partecipare, e poi ha confermato la ricetta della band con la sua voce, pulita e ruvida. Va elogiata anche la sezione ritmica, che per tutta l’esibizione ha garantito dinamismo e, con il basso, ha raggiunto quella profondità che mancava ai Black Cobra. Insomma, si può dire che gli Yob dal vivo sono molto più interessanti che su disco.
Con il concerto di Yob e Black Cobra, in un Gromka più che discretamente pieno, si è confermato che anche la stagione live di quest’anno è senza dubbio ricca. Ci sono soddisfazioni anche per chi giura sui generi meno commerciali e sulle band semisconosciute, di cui era difficile immaginare che sarebbero capitate dalle nostre parti. I tempi cambiano, evidentemente, e di concerti così ne vogliamo senza dubbio ancora di più in futuro.
foto: Klemen Udovč
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