Dopo tutti questi anni (2011)

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Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Cvetličarna / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 13.04.2011
Spettatori: 800
Prezzo del biglietto: 29 €

Per vari motivi Parni Valjak li ho sempre vissuti più come una band da club che come un’attrazione da grandi concerti. Probabilmente perché tra il 1988 e il 1993 ho avuto la possibilità di vederli solo due volte, nel club/discoteca Black Jack di Črnuče. Erano infatti le uniche occasioni: in quasi dieci anni, per ragioni diverse, i ragazzi si sono visti molto di rado a Lubiana e, in generale, sulla scena concertistica slovena, a parte quelle due serate. Resta comunque il fatto innegabile che i ragazzi se la cavano alla grande sia sui grandi palchi sia su quelli più piccoli, da club.

Parni Valjak non sono mai stati famosi come grandi filosofi della musica. I critici li hanno accusati spesso di “prendere in prestito” dai Rolling Stones. Cosa che, in effetti, è vera. Il pezzo Stranica dnevnika, per esempio, deriva da Angie, Lutka za bal da Jumpin’ Jack Flash, e chissà cos’altro si potrebbe trovare…

Alla fine degli anni Settanta i Valjak hanno comunque trovato in fretta la loro cifra musicale, soprattutto grazie a Hus, che è autore al 99 percento dell’intero opus dei Parni Valjak. Anche gli anni Ottanta sono stati d’oro per i Parni Valjak: in quel periodo non hanno pubblicato nemmeno un album brutto. La parabola discendente è iniziata alla fine del millennio scorso con gli album Zastave e Pretežno sunčano?, che nonostante qualche “hit” sono risultati piuttosto mediocri. Ma più di questo era grave il fatto che anche dal vivo cominciasse a mancare l’energia, cosa che a un ascoltatore attento è diventata chiara subito. Hanno tirato dritto lo stesso e, in realtà, hanno capito tardi (solo nel 2006) che l’energia per andare avanti non c’era più, e hanno appeso le chitarre al chiodo. Allora avevo previsto che sarebbero tornati sui palchi entro cinque anni. Non ho sbagliato di molto: senza palchi ce l’hanno fatta solo tre anni.

Oggi i Valjak dal vivo suonano meglio che mai. I ragazzi confermano ogni volta di essere una delle migliori live band dell’ex Jugoslavia, se non addirittura la migliore, e superano senza fatica anche le band più giovani e ambiziose nate in questi vent’anni di indipendenza, e che ancora nascono, nei singoli stati di nuova formazione. L’esibizione di giovedì in una Cvetličarna piena è stata quasi sotto ogni aspetto impeccabile. QUASI! La scelta dei pezzi è stata di sicuro una sorpresa negativa, perché era pensata per un concerto più grande e per un pubblico più ampio, e di certo non per la dimensione da club. Mi sono mancati parecchio, per esempio, i pezzi vecchi (Prevela me mala, Javi se, Ona je tako prokleto mlada, Moje dnevne paranoje…). In più i ragazzi hanno trascurato completamente uno dei loro album migliori, “Glavnom ulicom”. L’unica sorpresina è stato il pezzo Ostani s njim (dall’album Uhvati Ritam, 1984).

La parte centrale del concerto è stata piuttosto noiosa, persa tra lamenti mediocri di data più recente, come Dok je tebe, Stvarno nestvarno, Aleluja, Sunčanom stranom e uno dei più grandi successi commerciali – Jesen u meni. Di quest’ultimo, a dirla tutta, sono ormai parecchio stufo, non mi ha mai emozionato più di tanto. Sullo stesso album (Anđeli se dosađuju, 1986) c’è infatti il pezzo Tvoji koraci, che sotto ogni aspetto è tutta un’altra storia. Capisco però che Jesen u meni entri nell’orecchio delle grandi masse molto più facilmente, mentre Tvoji koraci è più roba per palati musicali fini. Visto il punto interrogativo (?) che nella scaletta compare accanto alla scritta JESEN, forse c’è ancora speranza che i ragazzi prima o poi cancellino questo pezzo dal repertorio live una volta per tutte.

L’impressione mediocre della parte centrale è stata poi un po’ raddrizzata dai ragazzi con qualche pezzo rock. Abbiamo sentito infatti Lutka za bal, Ugasi me, Sve još miriše na nju e U prolazu. In scaletta c’erano anche Hvala ti e Godine prolaze, che però non sono stati suonati. Peccato, soprattutto il primo l’avrei accolto con gioia da qualche parte nella parte centrale della serata.

Un concerto, per il resto eseguito alla grande, che è finito per lasciare il vuoto. Almeno dal punto di vista di chi segue la band fin dagli inizi e sa maledettamente bene che potenziale hanno i ragazzi, di cosa sono capaci e con cosa possono servirti. La scelta dei pezzi sarebbe infatti stata più adatta al grande concerto autunnale annunciato all’Arena Stožice e avrebbe accontentato i fan soprattutto dell’ultimo periodo della loro carriera. Per la scena da club, dove di norma si ritrovano i fan veri e di lunga data, potevano risparmiarsi di viziarci con le prelibatezze del loro repertorio di ferro. Mancavano i classici del periodo più creativo di Hus come autore.

Resta un retrogusto amaro, perché le ballate e i lamenti mid-tempo più recenti proprio non mi bastano. Un repertorio simile c’è da aspettarselo anche al concerto autunnale nella bella Arena Stožice di Lubiana, quindi, almeno a giudicare da quello che ho sentito giovedì, molto probabilmente girerò al largo dal concerto il più possibile. Hus, Aki e Preksi li ho conosciuti anche di persona all’inizio degli anni Novanta. Quando ci si incontrava a un loro concerto o a un altro, due parole ce le scambiavamo sempre. Le loro esibizioni le ho già viste in più di un buco, ma il loro ultimo periodo mi dice che, da parte mia, la storia d’amore è in parte finita. I vecchi album restano ovviamente nella mia collezione, ma dal vivo i ragazzi suonino pure per le generazioni più giovani, che si accontentano della loro musica più recente. Grazie Valjak per i bei (primi) 30 anni. In ogni caso ai ragazzi auguro tanto successo per il loro futuro.

 

Scaletta

01.Ljubavna
02.Zagreb ima isti pozivni
03.Dok si pored mene
04.Zastave
05.Ostani s njim
06.Gledam je dok spava
07.Dođi
08.Molitva
09.Pusti nek’ traje
10.Dok je tebe
11.Stvarno nestvarno
12.Ivana
13.Uhvati ritam
14.Jesen u meni
15.Stranica dnevnika
16.Nakon svih godina
17.Aleluja
18.Sunčanom stranom
19.Moja je pjesma lagana
20.Prokleta nedjelja
21.U ljubav vjerujem
22.Lutka za bal
23.Ugasi me

Bis:

24.Sve još miriše na nju
25.U prolazu

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