Dragonforce: Extreme Power Metal

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Data di uscita: 27.09.2019
Etichetta: earMUSIC Records
Durata dell’album: 52.50 min
Produttore: Damien Rainaud
Genere: Power Metal
Voto: 8.0 / 10


Stavolta i Dragonforce hanno intitolato in chiave parodistica uno dei loro album in studio. Da anni ormai è chiaro che i prodi metallari Nintendo britannici sono diventati una band parodistica, o meglio ancora autoparodistica, che proprio per questo si ritaglia un posto tutto suo nel power metal. Sono estremi sotto più punti di vista, buffo quanto basta, ma è altrettanto vero che negli ultimi anni l’etichetta di «estremo» gli porta più sfottò che rispetto.

Quando la scala dell’aggettivo «veloce» si becca finalmente anche un quarto grado! Quindi via: veloce, più veloce, velocissimo, «dregonforsaj»!!! Beh, da un bel po’ non sono più i più veloci, ma il bello è che si aggrappano spasmodicamente ai cliché e li suonano a una velocità estrema proprio in un genere dove nessuno li avvicina. Ed è di fatto il loro lasciapassare per la riconoscibilità e, fino a un certo punto, perfino per una certa «stranezza», anche se è quasi un’etichetta troppo grezza, meglio dire «stramberia». Onestamente. Se sei nel power metal, è comunque meglio seguire i nuovi album dei Dragonforce che quelli dei Powerwolf. Se non altro, mentre ascolti ti divertirai di cuore.   

Perché la bocca ti si apre da sola in un sorriso quando senti tutte queste allegre scale maggiori e questi motivetti da «hali hajlo», così fenomenalmente prevedibili che li puoi cantare a memoria anche nella peggiore sveglia notturna. È l’apertura con la brano più lungo e più affilato dell’album, Highway to Oblivion, che in prima posizione in scaletta potrebbe tranquillamente essere sostituita anche dal pezzo più veloce dell’album, Troopers Of The Stars (quello che con certezza apre il lato B della versione in vinile), piazzato a metà.  Sam Totman e Herman Li non mollano. Gli assoli sono infernalmente affilati e sono, ogni volta, l’attrazione principale nel godersi il nuovo lavoro. In generale, fa divertire quel suono nei passaggi e nelle chiusure degli assoli, quando i due cominciano ad arrampicarsi sulle travi. Marc Hudson non è carismatico come il suo predecessore ZP Theart (forse perché  non ha quel famoso spazio tra gli incisivi – spero che accettiate questo cinismo), questo è un dato di fatto, ma sbriga il lavoro in linea con la norma richiesta e con la disciplina dell’indirizzo musicale del gruppo, il che è del tutto soddisfacente. I Dragonforce sembrano un gruppo che vive in una bolla di sapone. Si sono costruiti il loro mondo fantasy, si sono messi al centro, e la musica resta ovviamente cucita addosso a un uso da colonna sonora per la terza generazione di videogiochi. Quindi, mano sul cuore, la domanda è se questi ragazzi si affaccino mai nel mondo reale. Se mai ce ne fosse bisogno (in qualsiasi momento).

Con questo album i Dragonforce si mettono, forse più che mai, al centro del proprio  mondo fantasy, dove con la loro teatralità, basata per lo più sull’esibizione di una raffinatezza tecnica furiosa e infernale e di una gran virtuosità, danno la sensazione di arrivare davvero dall’aldilà . Le chitarre strillano di nuovo in modo estremamente acuto. E devono farlo, altrimenti non sarebbero i Dragonforce. Però nell’arrangiamento i Dragonforce ogni tanto allungano la mano anche verso una maggiore complessità, con più varietà di motivi e salti d’atmosfera, con cambi di tempo in diverse chiavi ritmiche. Di ritmi spezzati però non ce n’è, tranquilli. La caratterizza al meglio il brano Cosmic Power of Infinite Shred Machine, che da questo punto di vista vale come la composizione più ambiziosa dell’album «Extreme Power Metal». Non è tutto sparato a tutta velocità. In questo senso Last Of the Dragonborn è il pezzo a tempo medio, dove la cliccheria nelle frasi e nel vestire le orchestrazioni richiama gli approcci old school di certi Edguy. I Dragonforce sanno sviluppare anche una voracità musicale e una magniloquenza molto abili, che non cadono subito nella sensazione di genericità. Uno dei ritornelli epici più riusciti lo serve il brano Heart Demolition, e qui non si tratta dell’ennesimo motivetto tipico di nanetti che marciano allegri verso la miniera, ma di un ottimo ritornello, abilmente messo in contrasto anche con le armonie vocali. Non c’è che dire. Negli anni la band è maturata nella scrittura degli arrangiamenti, anche se i nuovi brani non scoprono certo «l’acqua calda». Rememberance Day, per quanto sia assolutamente «kitsch da cliché», nel suo atteggiamento «trionfale» deve parecchia ispirazione agli HammerFall.

Le tastiere sull’album le ha suonate il rodato Coen Janssen, membro dei power metaller sinfonici Epica, che ha svolto il lavoro con una facilità disarmante. Nel dare una maggiore consistenza neoclassica e nel richiamare il pompa orchestrale,  Janssen, di formazione classica, si è rivelato una soluzione eccellente. Questo è anche l’ultimo album dei Dragonforce in cui suona il basso Frederic Leclercq. La band non ha ancora confermato il suo sostituto.  

“Extreme Power Metal” è un album che accontenterà tutti gli estimatori del gruppo. Da questo punto di vista i Dragonforce hanno servito esattamente quello che ci si poteva aspettare e pretendere da loro. Restano dunque maestri del «loro genere di metal» in quello che fanno. Hanno «impacchettato» ancora una volta con grande abilità la propria ricetta e ci hanno servito un nuovo blitzkrieg power metal a tutta velocità.   

autore: Aleš Podbrežnik

Tracklist:
1. Highway to Oblivion
2. Cosmic Power of the Infinite Shred Machine
3. The Last Dragonborn
4. Heart Demolition
5. Troopers of the Stars
6. Razorblade Meltdown
7. Strangers
8. In a Skyforged Dream
9. Remembrance Day
10. My Heart Will Go On

Formazione:
Marc Hudson – voce, cori
Herman Li – chitarra, cori
Sam Totman – chitarra, cori
Frederic Leclercq – basso, cori
Gee Anzalone – batteria, cori

MUSICISTI OSPITI:
Coen Janssen (Epica) – tastiere
Clive Nolan (Arena) – cori
Emily Ovenden – cori
Kalen Chase Musmecci – cori
Steve Francis – cori aggiuntivi nel brano n. 5
Ross Mallon – cori aggiuntivi nel brano n. 5
Josh O’Brien – cori aggiuntivi nel brano n. 5
Paul Roberts – cori aggiuntivi nel brano n. 5
Tim Mekalick – cori aggiuntivi nel brano n. 5


Dragonforce – Heart Demolition
Dragonforce – Highway To Oblivion
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