Due Puzzole Sporche si raccontano: il loro lavoro è davvero così sporco? (2013)

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Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad

Luogo: Hostel Celica, Lubiana
Data dell’intervista: 08.12.2012

Črt Batagelj e Matej Ahlin sono i Dirty Skunks, uno degli organizzatori più attivi (se non il più attivo in assoluto) di concerti »underground« dalle nostre parti. Il primo concerto firmato dalla puzzolente coppia risale al lontano febbraio 2002, quando portarono sul palco dell’Orto bar Sarcasm, Expulsion, Nabisko e Distortion. Da allora la loro attività è schizzata alle stelle e in dieci anni hanno portato sui palchi sloveni i nomi più grossi della scena metal, punk e hardcore – Suffocation, Cynic, Agnostic Front, Lordi, Hatebreed, D.R.I., Suicide Silence, Benediction, Pestilence, Napalm Death, Saxon, Ice Earth e tantissimi altri. L’anno scorso i Dirty Skunks hanno festeggiato i dieci anni di attività e hanno segnato questo rispettabile traguardo con due eventi gratuiti, uno al Kino Šiška e l’altro alla Gala hala. Era ora, insomma, che le due Puzzole Sporche finissero anche davanti al nostro registratore. L’intervista è nata lo scorso dicembre in una Lubiana gelida e, siccome le Puzzole organizzano concerti più in fretta di quanto io riesca a trascrivere le interviste, da allora si è già susseguito un bel po’ di concerti. Quello che aspetta dietro l’angolo è lo spettacolo death metal di martedì con i pesi massimi newyorkesi Suffocation, stavolta in compagnia di Cephalic Carnage, Havok e Fallujah.

RockLine: La stagione dei concerti 2012 è quasi finita, ne restano solo due.
Črt: Sì, adesso vanno per la maggiore le Kadilnice of Death all’Orto bar.
Matej: Il concerto dei Vulture Industries era una bomba!

RockLine: Quindi, se tirate le somme di questa stagione?
Črt: Secondo me, per la prima volta positiva.
Matej: Una stagione di grande successo, bisogna ammetterlo.
Črt: L’inizio è stato piuttosto fiacco, ma la chiusura è stata ottima.
Matej: Siamo partiti fortissimo, abbiamo festeggiato i dieci anni di attività con due concerti gratuiti.
Črt: Ah, ecco da dove viene quel segno meno (risate).
Matej: Sì, ingresso gratis, ma c’erano circa mille persone.
Črt: In compenso abbiamo venduto un paio di magliette.
Matej: Sono successe un sacco di cose, troppe per elencarle tutte.

RockLine: L’anno scorso avete festeggiato i dieci anni, e il vostro primo concerto fu con i Sarcasm all’Orto bar. Visto che a volte continuare è più difficile che cominciare, com’è andata col secondo concerto?
Črt: Il primo è stato il più difficile, perché non avevamo la minima idea di cosa stessimo facendo.
Matej: Anche col secondo non avevamo la minima idea, però almeno un po’ di linee guida le avevamo.
Črt: Ci è voluto circa un mese in meno, avevi già il locale, sapevamo già cosa volesse mangiare e bere una band.
Matej: Già allora sapevo che l’amplificatore non è la cassa del basso.
Črt: E che i piatti se li devono portare dietro loro (risate).

RockLine: Avete cominciato con band slovene: come avete scelto chi invitare?
Črt: All’epoca Maček dei Sarcasm era un mio collega, quindi abbiamo pensato prima di tutto a lui, e anche Matej aveva un paio di conoscenti.
Matej: Sì, conoscenti, amici, band di amici, e poi le band hanno iniziato a farsi avanti da sole. E noi: perché no.

RockLine: La prima band straniera che avete portato erano gli Hatebreed, se non sbaglio?
Matej: No, la prima band straniera che abbiamo organizzato sono stati i Southern Storm, la seconda i Ritam nereda.
Črt: E i Rut Host?
Matej: I Rut Host sono stati la prima band americana che abbiamo ospitato, nel 2004, lo stesso giorno in cui i Fantomas suonavano alla Cvetličarna.
Črt: Era davvero bello. Quanta gente c’era? Una decina? (risate)
Matej: Ma no, saremo stati una trentina, c’era perfino mio padre al concerto. (risate)

RockLine: Come avete poi cominciato a lavorare con band straniere più grosse, a stringere contatti con le agenzie?
Matej: Beh, stavamo bevendo qualcosa, il discorso è caduto su quale band portare e e` venuto fuori il nome Hatebreed. Abbiamo mandato una mail e dopo cinque minuti è arrivata la risposta: si può fare, in tale e tale data.
Črt: Internet è una gran cosa.
Matej: Dopo quel concerto le cose sono diventate più serie, probabilmente si erano accorti che facevamo sul serio e sono state le band stesse a iniziare a contattarci.
Črt: Per gli agenti stranieri il problema più grosso è lavorare con uno che prima non ha mai fatto niente. Appena hai qualcosa alle spalle è molto più facile. All’inizio non si fidano di te e pretendono, per dire, già il 50% del cachet in anticipo.
Matej: Alcuni lo vogliono ancora oggi, ma la maggior parte ormai ci conosce e si fida di noi.
Črt: Prima o poi li conosci anche di persona, e pure questo rende il lavoro molto più semplice.

RockLine: Quando avete cominciato con i concerti, probabilmente eravate tra i pochi, insieme a Erotica Promotions, a organizzare concerti metal e hardcore. Visto quanto la scena è satura oggi, non solo di concerti e band ma anche di promoter, come confrontate la scena di dieci anni fa con quella di adesso?
Črt: Una volta non c’era niente, oggi c’è di tutto in abbondanza. Forse è davvero già sovrasatura, ma ci sono così tanti generi diversi che, grazie a dio, la gente può scegliere.
Matej: Solo nel metal ci sono dieci generi diversi e il pubblico è per lo più incasellato e va solo ai concerti del proprio genere. Poi ci sono quelli che vanno a vedere proprio tutto. E poi ci sono il post-rock, il punk e l’hardcore, che hanno di nuovo il loro pubblico.
Črt: Una volta c’era un concerto all’anno, tipo i Biohazard, li mettevi ai Križanke ed era sold out, perché venivano sia i black metallari che gli hippie.
Matej: Band che quindici anni fa suonavano alla Gala hala o ai Križanke oggi le metti all’Orto bar e non è detto che faccia il tutto esaurito. Questo è un fatto.

RockLine: Forse la maggior parte della gente non si rende nemmeno conto fino in fondo di cosa significhi il vostro contributo alla scena; anch’io ho cominciato a capirlo davvero guardando Dekada smrada. Avete ricevuto un feedback del genere anche da qualcun altro?
Matej: Bravo (tutti scoppiano a ridere). Di complimenti ce ne sono stati così tanti che ci mettono quasi in imbarazzo.
Črt: Dekada smrada è fantastico, ma c’è dentro così tanto elogio che alla fine eravamo davvero in imbarazzo. Qualcuno poteva almeno dire che siamo due coglioni.

RockLine: Nel corso della vostra attività avete incrociato probabilmente la stragrande maggioranza degli organizzatori, dei locali e delle band di casa nostra. A giudicare dal documentario, con la maggior parte avete ottimi rapporti, ma probabilmente non con tutti: mi viene in mente per esempio la storia di un tizio rumeno…
Črt: In realtà è stato l’unico con cui non siamo mai riusciti ad andare d’accordo.
Matej: All’inizio lo avevamo aiutato un sacco con i contatti e con tutto quello che gli serviva, ma il suo feedback è stato tutt’altro. Diceva una cosa e ne faceva un’altra completamente diversa.

RockLine: I concerti più grossi, Iced Earth e Saxon per esempio, li avete fatti in collaborazione con ŠKUC Ropot. Com’è nata questa collaborazione?
Matej: Beh, con Igor Vidmar.
Črt: Vidmar una volta organizzava anche concerti metal, i Morbid Angel per esempio, ma oggi non ha più un vero contatto con il pubblico metal e si è rivolto a noi.
Matej: Voleva solo sapere se eravamo disposti a fare qualcosa insieme.
Črt: In effetti è stata una combinazione niente male.

RockLine: In dieci anni avete fatto più di 300 concerti, e siete anche tra i pochi con una programmazione ben studiata, giusto?
Črt: Sì, ma è piuttosto spontanea. Ti arrivano delle offerte e le valuti, ma è chiaro che non farai otto concerti death metal in un mese, ti daresti la zappa sui piedi da solo.
Matej: Può capitare che in un mese hai già così tante date confermate che vorresti farne ancora una, ma non puoi perché non ha senso per via degli altri concerti. E una di quelle già confermate non puoi cancellarla, perché preferiresti fare quella.
Črt: Il casino è che a volte c’è qualcosa che vorresti davvero fare e magari sei anche fan della band, ma sai che a livello economico non tornerebbe. Allora speri di riuscire a prenderla con il tour successivo.
Matej: La realtà è che di solito, proprio quando riusciamo a vedere la luce, la cosa successiva ce la lasciamo »scappare«.

RockLine: Una cosa risaputa è che per un bel po’ siete stati in rosso anche a causa del festival Paranoid Open Air.
Črt: Lo siamo ancora (risate). All’epoca non erano proprio spiccioli, ma succede.

RockLine: E se a fine anno vi capita di chiudere in rosso, poi è dura ripartire con la stagione nuova?
Črt: No, alla fine facciamo quello che ci piace. In realtà durante la stagione dei concerti non siamo in rosso, siamo in negativo per colpa degli anni passati. Il segno più a fine anno è così piccolo che non incide granché su quel meno.
Matej: E poi nel 2010 e nel 2011 si sono accumulati un paio di meno belli grossi, quando la stagione non era proprio florida, a prescindere da quali band suonassero. Però l’ultimo semestre è andato molto meglio. Thank you for your support bitchez (risate).  

RockLine: In questi dieci anni avete dovuto lasciarvi sfuggire qualche concerto che volevate a tutti i costi?
Črt: Sì, i Suicidal Tendencies.
Matej: Anche se adesso siamo contenti che non ci sia riuscito. Črt era in Australia e se li sarebbe persi, io all’inizio volevo ancora farli, ma hanno messo su un cachet troppo alto.
Črt: Il prezzo iniziale su cui ci eravamo accordati era ottimo, ma poi altri posti hanno cominciato a fiutare l’affare, cioè si è partiti a tirare sul prezzo.
Matej: Poi gli altri hanno alzato ancora un prezzo già alto. Io sono andato al concerto e mi sono goduto un casino, perché era fantastico.
Črt: A volte è bello andare anche a un concerto che non organizzi, sbronzarti e divertirti.

RockLine: Quanta preparazione e logistica c’è prima che il concerto si faccia? Parlo di un concerto più grosso, per esempio.
Črt: Mosh Lives al Kino Šiška, per esempio, l’abbiamo bloccato tre mesi fa, adesso abbiamo appena avuto il permesso di annunciarlo, la prevendita partirà tra un giorno o due, e ora comincia la compilazione dei rider e la promozione.

RockLine: Con il numero di concerti che avete fatto, ce n’è qualcuno che vorreste mettere in risalto in particolare, sia in positivo che in negativo?
Črt: Il Paranoid Open Air, nonostante il rosso, è stato figo. È stato una buona scuola, abbiamo visto di cosa siamo capaci. Semplicemente non c’era gente ed è stato un buco, pazienza.
Matej: Le buone scuole di solito costano anche care.
Črt: Il concerto andato male è senza dubbio quello dei Lordi. Mi si rovina l’umore solo a ripensarci. La band in sé era a posto, a fregarci è stato il comune.
Matej: Capita anche che ai concerti più piccoli qualche band rompa qualcosa, e allora tutto dipende da quanto è grosso il danno e da come si comporta la band. La maggior parte ripaga il danno, ma qualcuno fa il finto tonto. Quelli sono da buttare nelle fosse.
Črt: Da spargere nei campi.
Matej: E ricoprire di calce.

RockLine: Con tutti questi concerti, saranno successe un sacco di situazioni divertenti, e di sicuro tra queste ci sono gli aneddoti sui Taake che avete già raccontato più volte.
Matej: Sì, li abbiamo raccontati chissà quante volte.
Črt: Però puoi raccontare quella su di loro al Metalcamp.
Matej: Ma no, di cazzate ne sono successe talmente tante che non me la ricordo nemmeno.
Črt: Insomma… Con i Taake ci siamo svegliati insieme nello stesso letto.
Matej: Ah, questa posso raccontarla.
Črt: Cos’era successo prima è meglio lasciar perdere (risate).
Matej: Io ero steso per terra, Hoest in una posizione strana dall’altra parte della stanza… Vestiti, tanto per chiarire… Črt invece prima si era stretto al batterista nel letto, e quando si è svegliato accanto a lui c’era il chitarrista e Črt gli ha detto: »Hey lovely, good morning.« Poi iniziano a piombare nella stanza altre band per farsi la doccia e allora capiamo che non avevamo proprio dormito nella stanza giusta. Avevamo dormito nella »shower room.« Con i Taake è durata due giorni, poi sono arrivati gli Arkona. Quei russi sono davvero malati.
Črt: Yes vi drink!

RockLine: Una notizia molto gradita è che avete in mano il secondo palco del MetalDays 2013, quindi per finire vorrei sapere com’è nata questa collaborazione.
Matej: A invitarci a collaborare sono stati Boban e Roman. Ci hanno spiegato le condizioni e ci hanno lasciato carta bianca sulla scelta. Le condizioni erano ottime e abbiamo detto: perché no. Anche a noi interessa portare qualche altra band nuova, che magari altrimenti a questo festival non si vedrebbe.

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