El Kachon : Permanently Lubricated Nuts

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Etichetta: Autoproduzione
Data di uscita: 2015
Produzione: Dejan Radičevič
Durata dell’album: 36.43 min
Genere: Blues / Rock


Gli El Kachon, band di Dolenjske  Toplice, tornano sulla scena dopo un paio d’anni buoni con il loro nuovo e secondo album in studio, intitolato «Permanently Lubricated Nuts». Anche stavolta il gruppo resta fedele alla visione musicale già messa in campo nell’ottimo esordio in studio «In The Bush» (2013).

Già con il primo disco gli El Kachon avevano fatto capire di essere una band davvero speciale per il panorama musicale sloveno, anzi, quasi persa nel tempo e nello spazio. Una formazione giovane, fatta di anime musicali esperte e di talento, che pescano ispirazione dall’eredità blues rock degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, ma che ama anche strizzare l’occhio alla vivacità asciutta e saltellante di un rock’n’roll robusto, oppure ferrare i ritmi, con grande abilità, con un pizzico di funk.

«Permanently Lubricated Nuts» approfondisce e cesella ancora di più il volto e lo spirito della band. Il gruppo ci costruisce sopra un panorama sonoro denso e compatto, con arrangiamenti maturi e navigati. Gli elementi del suono galleggiano in un equilibrio perfetto. Anche dentro gli arrangiamenti nessuno strumento si prende il primo posto né si piazza al centro della scena. Quel posto spetta alle voci soliste, che gli El Kachon ancora una volta si spartiscono tra i membri della formazione, anche se a spiccare è di nuovo quella femminile, cioè la voce di Tina. Si sente, e si nota, uno spostamento verso la razionalizzazione degli arrangiamenti. Verso una sintesi e una compattezza ancora maggiori dei singoli pezzi. Da qui l’impressione che il nuovo album sia più «vocale» del predecessore, addirittura più musicale.

Anche stavolta nel suono si sentono echi lontani di band come Allman Brothers Band, Lynyrd Skynyrd, Gov`t Mule, Tedeschi Trucks Band,… per il resto, come già detto, anche con il nuovo disco la band continua ad approfondire con efficacia il proprio suono riconoscibile. La sezione ritmica è attiva (sempre ingegnosa nelle soluzioni) e dinamica, spesso sostenuta e movimentata da percussioni aggiuntive, come già nell’esordio in studio. Le chitarre stendono il tappeto musicale di base, ma nei passaggi strumentali brillano di nuovo la finezza e la raffinatezza del maestro Tomi Perinčič, che con un uso sapiente di condimenti solistici e una pioggia di ghirigori chitarristici sopra le frasi principali dà efficacemente slancio alla struttura altrimenti prevedibile dei brani. È proprio il suo contributo stilistico a decidere in gran parte il volto della musica degli El Kachon. Tutte le tastiere, a eccezione del piano suonato da Neisha nel quarto brano, A Drop of Moonshine, stavolta le ha suonate l’ottimo musicista serbo Nenad Patković, chitarrista della band di Novi Sad Šinobusi. Per lo più in una maniera calda e vellutata, che imita il suono degli organi Hammond e dei pianoforti elettrici «vecchia scuola». Visto che gli El Kachon e gli Šinobusi sono amici da anni, coinvolgere Patković nell’album si è rivelata una mossa quasi logica: da musicista legato da tempo alla band, ha saputo sentire con precisione che cosa il gruppo volesse e pretendesse da lui.  

Visti gli ultimi due nuovi video e i nuovi singoli, i brani Klic e Ples zagrnjenih zaves, e l’annuncio che gli El Kachon pubblicheranno un nuovo album già quest’anno, almeno  a leggere i testi promozionali dell’etichetta Celinka, non è difficile intuire che la band abbia in serbo un’intera rielaborazione di questo album in lingua slovena, e di fatto una specie di ristampa. Questi due brani (versioni slovene di quelli inglesi presenti sull’album  «Permanently Lubricated Nuts») lasciano intravedere anche un certo grado di intervento sugli arrangiamenti esistenti dei brani dell’album «Permanently Lubricated Nuts», cosa logica e, in mosse del genere, non solo auspicabile ma persino necessaria. Che cosa porterà dunque il terzo album nel suo insieme resta quindi oggetto di congetture, che avranno risposta nel corso di quest’anno. Evidentemente all’orizzonte c’è quindi una ristampa dell’album «Permanently Lubricated Nuts», in versione slovena. 

Gli El Kachon con l’album «Permanently Lubricated Nuts» non sorprendono più. Con il nuovo disco consolidano la loro posizione riconoscibile sul terreno musicale sloveno, che la band si era conquistata con grande audacia e coraggio già con l’esordio. Con la loro riconoscibilità e unicità gli El Kachon continuano quindi a riempire in modo eccellente i vuoti di genere della scena musicale slovena. E lo fanno con grande qualità.

autore: Aleš Podbrežnik
voto: 8.0 / 10

Tracklist:
1. Call
2. Strawberry Blonde
3. Mr. Brown
4. A Drop of Moonshine
5. Took Too Much
6. Love for a Dime
7. Harry Balls
8. Home
9. Funny Stories
10. Say What You Mean

Formazione:
Tina Gerbec Radaković – voce
Tomi Perinčič – chitarra, voce
Andrej Barbič “Krt” – chitarra, voce, armonica
Dejan Gerbec Radaković “Sondža” – basso
Žiga Dobravc – batteria, voce
Primož Malenšek “PimpS” – percussioni

MUSICISTI OSPITI:
Nenad Patković – tastiere nei brani n. 1 – 3 e 5 – 10
Neža Buh “Neisha” – tastiere, arrangiamento vocale nel brano n. 4
Mitja Novak – lap steel nei brani n. 2, 4 e 10

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