Elation

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Great White
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 20.04.2012
Durata: 60:25
Voto: 4/5

Dopo ogni tempesta, per quanto spietata e furiosa, torna a splendere il sole. Per il nuovo album dei Great White non si potrebbe trovare motto migliore. Chi di voi segue quello che succede oggi sulla scena hard rock e rock melodico conosce di certo la recente tragicommedia su chi abbia il diritto di usare il nome Great White, dopo il licenziamento del cantante Jack Russell dalla band. Rinfrescando la memoria: i White erano in rotta con Russell già da un pezzo, per la sua salute malmessa ma anche per un carattere che nei ranghi dei Great White portava sempre un pizzico di incertezza e di fastidio, con quell’effetto sorpresa (in negativo) ogni volta che c’era da rispettare gli impegni con la band.

Così i Great White hanno cercato una soluzione sostituendo Jack Russell. All’inizio solo in via temporanea, per poter suonare dal vivo come si deve. Al microfono è subentrato l’ex cantante degli XYZ Terry Ilous. Durante l’assenza di Russell i Great Whoite hanno suonato con Ilous alla voce più di 100 concerti. La chimica tra Ilous e il resto della band è scattata alla grande, evidentemente. E allora perché cambiare una situazione che funziona, visto che nel rapporto tra Jack Russell e quel che resta degli attuali Great White i fossati si allargavano da tempo? Alibi o non alibi, Russell ha avuto davvero tanto, troppo tempo per disintossicarsi del tutto dalle droghe e darci un taglio con le flirtate eccessive con la nobile bottiglia, le due condizioni poste dalla band per restare in squadra. Nonostante la riabilitazione riuscita, gli altri membri gli hanno sbattuto la porta in faccia, e Jack ha messo in piedi quasi subito dei nuovi Great White. Risultato: oggi sulla scena ci sono due band con il nome Great White.

Riconosciamo l’eredità vera a quei Great White in cui Russell non c’è più, anche se quest’ultimo ha il diritto legittimo di usare il nome e di eseguire tutti i brani dei Great White usciti fino all’album »Elation«. La domanda chiave, quindi, è se »Elation« non abbia per caso spiaggiato lo squalo bianco su una scogliera di un atollo nell’Oceano Pacifico.

Non solo mantiene almeno il livello di »Rising«. Anzi. Suona addirittura più ispirato, più contagioso e più mordace, con quella mordente grinta di riff e ritmiche dal fascino erotico e civettuolo, che per qualità lo mette alla pari con il disco del ritorno »Back To The Rhythm« del 2007. »Elation« è la reazione davvero affascinante di una macchina da uccidere »ferita« (leggi: uno squalo bianco). Illous si è rivelato la soluzione geniale per la band in questa situazione, in cui doveva trovare un tipo con un’interpretazione vocale quasi identica, capace di riempire le scarpe enormi di Jack Russell. Già negli XYZ Ilous aveva mostrato che la sua voce può essere quella di un bad boy, dal profilo leggermente arrogante, che invita alla tentazione, parla da convertito e soffia sull’anima del ggentil sesso: esattamente ciò che serve al profilo »sporco« del vero hard rock. Allo stesso tempo Ilous sa far emergere con altrettanta chiarezza il sentimento profondo che trasmette ogni singolo verso, e questo viene fuori naturalmente soprattutto nei momenti più quieti del disco, come il brano Hard To Say Goodbye, l’intimissima Love Is Enough o la strofa di Promised Land (che non nasconde nemmeno un sentimentalismo dal sapore vagamente sudista). È proprio in questi pezzi che le differenze con la dinamica dell’interpretazione vocale e con il timbro di Jack Russell sono maggiori. Per il resto, la somiglianza di Ilous con  Russell a tratti è addirittura incredibile, e in questo senso i nuovi pezzi dei Great White con Ilous funzionano, nel complesso, in modo estremamente convincente. Gli arrangiamenti si sposano alla perfezione con la voce di Terry, e vale ovviamente anche il contrario. Il confronto va fatto, certo, tenendo conto dello stato d’animo del gruppo dal disco del ritorno »Back To The Rhythm« in poi, quando dopo la nota catastrofe del 2003 nessuno credeva più che i Great White avrebbero mai suonato di nuovo insieme.

Ma i vecchi fan della band, in particolare, devono mettere in conto un fatto importante riguardo ai nuovi Great White. Un fatto che può ribaltare un po’ tutta la situazione. Il fatto dell’»accettabilità«. Può dare fastidio ai fan di vecchia data. Oggi i Great White suonano infatti diversamente. Dal punto di vista musicale sembrano molto più maturi negli arrangiamenti e ora puntano soprattutto a mettere in primo piano la presenza nuda e cruda del fascino rock n’ roll, che nel trasmettere le emozioni a chi ascolta arriva eccome in profondità. »Elation« mostra ancora una volta uno spostamento verso la retorica blues così marcato che si può dire che oggi i Great White facciano più un blues rock rilassato che hard rock, di cui negli arrangiamenti resta solo il fascino, più o meno evidente, della componente blues. È un dato di fatto che accompagna i Great White già da »Back To The Rhythm« e dovete accettarlo, altrimenti nemmeno con »Elation« riuscirete a fare pace fino in fondo. Il brano Love Train a tratti, con la sua spinta retrò, finisce persino per suonare come qualcosa che avrebbero potuto usare nel loro vocabolario i Whitesnake della prima metà degli anni Ottanta, quelli del »vero Moody/Marsden«. La frase guida dell’opener (I’ve Got) Something For You se la sarebbe presa volentieri in prestito all’inizio degli anni Ottanta il maestro Alvin Lee per qualcuno dei suoi lavori solisti in studio. Soprattutto se avesse avuto già allora a disposizione la tecnologia di registrazione di oggi. Un ritmo rock n’ roll civettuolo e seducente, che pompa adrenalina nel sangue, con un sentimento sincero inchioda subito l’ascoltatore al disco. C’è tutto. Il giusto equivalente di ciò che cerchiamo nella voce così difficile da sostituire di Jack Russell, di cui si occupa magistralmente con il suo carisma vocale Terry Illous, insieme al collaudato telaio di arrangiamenti della band per i tempi del nuovo millennio.  

I Great White oggi sono quindi carichi di blues più che mai nella loro carriera. La sua presenza abbondante si sente a ogni passo negli arrangiamenti dell’eredità rock del gruppo. Anche il nuovo album ha una produzione eccellente, dal vivo e senza pretese, che costruisce su un paesaggio nudo e organico di autenticità rock. I riff di chitarra non corrono affatto su una corsia piena di distorsione, ma portano tutt’al più una leggera decorazione »crunchy«, che convive benissimo con l’espressione spogliata e matura della band, costruita sull’intensità con cui si mette in primo piano l’emozione: per questo si pianta sotto la pelle dell’ascoltatore in modo scaltro, impercettibile, e il suo contagio non ve lo scrollerete di dosso per un bel pezzo. Proprio per questa retorica spogliata, anche nel nuovo album incontriamo dei contrasti pungenti, che nel suono ricordano volentieri i vecchi, cari Rolling Stones, come l’inserimento del pianoforte »honky tonk« nella conclusiva Complicated, e un sentore simile sfiora anche il brano Shotgun Willie’s. Per il resto i Great White scuotono la varietà richiesta nel susseguirsi dei riff portanti, quindi il disco non lascia mai la sensazione che dietro ci sia per caso una mancanza di ispirazione. Il nucleo genuinamente mordace di quella vera voracità da riff è messo chiaramente in evidenza e infiamma con particolare efficacia brani dell’album come Feeling So Much Better, Heart Of A Man o Resolution. Il tutto incoronato da una giusta dose di componente melodica, che porta con sé un elemento di sentimento malinconico.

Con »Elation« i Great White hanno dunque resistito! Con un nuovo album e senza Jack Russell in formazione hanno mantenuto tutta la loro credibilità. Terry Ilous dimostra di essere la soluzione ideale per lo stato d’animo attuale dei Great White, così come per l’interpretazione dal vivo dei classici di culto della band, che un tempo li hanno elevati tra le formazioni hard rock più in vista del nostro tempo e del nostro spazio. Una band che nella carriera ha attraversato tanti picchi e cadute si è evidentemente fatta, ormai, la pelle bella dura. Quel che non ti uccide, ti rende più forte! Se amate gli album »Back To The Rhythm« e »Rising« e la vecchia scuola del rock, che resta sempre sfacciatamente legata a un solletico nostalgico con la retorica del blues, allora »Elation« vi calzerà senza dubbio a pennello!

Formazione

Terry Ilous – voce
Mark Kendall – chitarra
Michael Lardie – chitarra, tastiere, percussioni
Sean McNabb – basso
Audie Desbrow – batteria

Produzione

Michael Lardie

Tracklist

01. (I’ve Got) Something For You
02. Feelin’ So Much Better
03. Love Train
04. Heart Of A Man
05. Hard To Say Goodbye
06. Resolution
07. Shotgun Willie’s
08. Promise Land
09. Lowdown (Bonus Track)
10. Just For Tonight
11. Love Is Enough
12. Complicated

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