Enfant Terrible

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Artista: Toronto Drug Bust, The
Etichetta: Sedvex
Uscita: 2010
Durata: 34:56
Voto: 3.5/5

The Toronto Drugbust è un nome che richiama subito l’arresto di Keith Richards di oltre 30 anni fa, quando nella sua suite d’albergo a Toronto, in Canada, trovarono “assurdamente pesanti” 22 grammi di eroina. Oggi dietro quel nome c’è anche il progetto dello sloveno Izak Košir, che con l’aiuto di musicisti stranieri è riuscito a pubblicare il suo album di debutto in studio, intitolato “Enfant Terrible”.

Era arrivato il momento di restituire i favori. Košir, infatti, alcuni anni fa ha dato una mano a organizzare tour nei club sloveni per artisti come i finlandesi (ormai sciolti) Turku Romantic Movement, i canadesi Neil Leyton e Morgan Finlay e lo statunitense James Apollo.  Così si è portato dalla sua il produttore Rami Helin, il chitarrista Mikael Lundin (ex Neil Leyton) e l’ex tastierista dei Turku Romantic Movement Joonas Granquist, e nel disco ci sono anche altri due finlandesi: Heikki Rasi alle percussioni e Juho Viljanen ai fiati.

Davanti a noi c’è una buona mezz’ora di rock “drive” semplice e spogliato, che sulla scena internazionale non porta nessuna rivoluzione musicale, ma in Slovenia ha portato una ventata di novità trendy, che nel mondo sviluppato soffia ormai da un decennio buono. “Enfant Terrible” mette subito in chiaro che sull’album ci sono musicisti che in studio sanno come muoversi. Un indie rock semplice, che ti si insinua sottopelle e si può ascoltare a qualsiasi ora, costruito su collage sonori naturali che in produzione raggiungono un suono vivo, caldo e dinamico, come deve essere. Questi nove pezzi non ostentano chissà quali profondità filosofiche, ma sono messi insieme con qualità e reggono in tutti i punti obbligati della correttezza rock.

Il connubio sloveno-straniero funziona. Ci sono anni di esperienza, sapere e mestiere nell’approccio, che emergono soprattutto nel piazzare contenuti rock brevi, concisi e in primo piano. L’arrivo dei White Stripes ha cambiato parecchie cose sulla scena rock. Se in più ascolti The Rolling Stones, frequenti amici come i Turku Romantic Movement e Neil Leyton e porti un taglio di capelli alla Mando Diao, difficilmente puoi mancare il bersaglio.

Izak Košir, protagonista del progetto, è riuscito a mettere nei suoi brani originali esattamente ciò che andava messo. Un cantato compatibile, con la voce piazzata al centro, che nei passaggi un po’ più bassi riesce a prendere in prestito perfino Iggy Pop, come per esempio in If You Were Mine o Cigar Superstar; per il resto, il suo timbro dall’accento malinconico e un approccio espressivo semplice ma conciso sono sempre il fattore che non finisce mai, nemmeno per un attimo, nel vicolo cieco di una filza di versi vuoti e mascherati male.

I musicisti disinnescano con abilità il rischio che l’impianto prevedibile dei pezzi scivoli nella noia monotona del “già sentito”. Lo fanno con aggiunte di xilofono e/o con l’amaro lamento degli assoli di slide guitar (Emerald Green), oltre che con mosse minimaliste davvero azzeccate, come quella del trombone in The Death Of Romance. Cattura l’attenzione anche la decisa frase di chitarra sostenuta da un solido, potente “disco beat” da ballare in In Line. Qui i musicisti centrano l’obiettivo  con particolare successo grazie a chiusure banali e razionali. Il semplice giro di accordi è condito con wah-wah, riverbero e/o stereo chorus. Cosmesi da studio più che gradita.  Con contenuti simili a In Line ci imbattiamo anche nella retro e scolastica The Dandy Song, dove torna a sentirsi l’aria della politica dei The Rolling Stones. Qui a dare dinamica al pezzo sono soprattutto le tastiere in dialogo con la frase di chitarra, che costruisce la piattaforma giusta per le armonie vocali scherzose del duetto uomo-donna. L’atmosfera dell’album è malinconica e spesso anche cupa, pigramente sognante; la voce, nella scelta dell’approccio, a tratti “scatta” quasi troppo patetica, come per esempio nel ritornello di una delle canzoni migliori del disco, Cigar Superstar.

Se guardiamo l’album nel suo complesso, vediamo che è costruito con mosse semplici, prevedibili, brevi e concise di rigoroso minimalismo, proprio come richiede l’approccio dell’indie rock. The Toronto Drugbust hanno inoltre abbastanza sapere e mestiere per seguire con successo una linea audace e coerente nel fondere con chiarezza  la storia musicale di questo disco. L’album è un momento catturato del movimento indie rock che è sbocciato in pieno nell’Europa occidentale. “Enfant Terrible” è per la scena slovena un disco estremamente interessante e di qualità. Suona fresco e apre un nuovo terreno di gioco che solo adesso comincia a riempirsi nel mosaico della scena rock slovena. Dopo l’ultimo album dei Tide, “Regeneration”, The Toronto Drugbust sono un progetto con vere molle rock, che in futuro può promettere ancora parecchie mosse musicali interessanti e farsi notare anche sulla scena internazionale. Lasciamoci portare via da loro, tanto pittorescamente quanto col debutto, anche nelle prossime mosse.

Formazione

Sir Izak K.O. – voce, chitarra, chitarra acustica a 12 corde, cori
Tadej Košir – chitarra
Mišo Drobež – chitarra
Rami Helin – chitarra, tastiere, cori
Micke Ghost (aka Mikael Lundin) – chitarra nei brani n. 8 e 9
Joonas Granquist – tastiere, cori
Heikki Rasi – percussioni
Juho Viljanen – trombone nel brano n. 4
Kate Hoskins – cori
Nejc Kržič (Niezche) – basso
Žiga Kožar – batteria nei brani n. 3, 4, 6, 8 e 9
Martin Janežič (Buco) – batteria nei brani n. 1, 2, 5 e 7, vibrafono nel brano n. 7

Produzione

Rami Helin

Tracklist

1. The Best of Me
2. The Dandy Song
3. Rated B1
4. The Death of Romance
5. Gimme Yours, Love
6. If you were mine
7. Emerald Green
8. In line
9. Cigar Superstar

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