Eric Sardinas è tornato a casa (2011)
Luogo: Bluesiana Rock Cafe / Velden am Woerthersee (Vrba na Koroškem) / Austria
Data del concerto: 15.11.2011
Numero di spettatori: 180
Prezzo del biglietto: 36,00€ (con prenotazione) / 39,00€ (il giorno del concerto)
Sarebbe stato quasi incredibile se Sardinas, durante il suo tour europeo, non si fosse fermato a Velden, alla Bluesiana. Un tempo in questo locale passava anche 2 o 3 volte l’anno, negli ultimi anni invece la tappa nella cittadina è fissa una volta all’anno, di solito nei mesi autunnali.
Velden, piccola località sul Wörthersee, nella Carinzia austriaca, in autunno non è esattamente una meta gettonata. La maggior parte degli hotel è chiusa, i locali pure, per le strade regna il silenzio di tomba. L’unica cosa che dà un segno di vita sono le prime decorazioni natalizie e le lucine, che annunciano l’addobbo in pompa magna del paese durante le feste, o magari per tutto l’inverno. Ma Velden nasconde un altro piccolo gioiello: il club Bluesiana, che con i suoi 25 anni di tradizione da una vita richiama musicisti da ogni angolo del mondo, e con loro un pubblico di ogni tipo. Quella piacevole sensazione di casa che si respira nel locale fa capire a chiunque che ci tornerà sempre volentieri, che sia come artista o come spettatore.
Il meteo di novembre non prometteva un viaggio tranquillo verso l’Austria. Come diceva spesso la speaker dell’adorabile vecchio cartone animato Palček Smuk “… una nebbia così fitta da poterla tagliare con il coltello…”, ecco, in mezzo a quella nebbia non si vedeva praticamente niente. Come se non bastasse, davanti al famoso traforo delle Caravanche, dove ci sono lavori in corso e il traffico passa a senso unico alternato, ci aspettava una colonna chilometrica di veicoli di ogni tipo. Dopo circa 15 minuti di attesa ci siamo finalmente mossi, e il resto del viaggio è filato via senza grossi problemi.
Il concerto era annunciato per le 20.30, ma chiunque sia già stato alla Bluesiana sa che prima delle 21.30 sul palco di solito non succede niente, e il tempo si passa a chiacchierare con i conoscenti e a guardare le foto appese alle pareti. La fotografa Tiger ci ha subito fatto notare che stavolta sui muri c’erano le nuove foto di Sardinas, scattate pochi giorni prima al concerto di Trieste (reportage di RockLine QUI).
Il locale si riempiva piano piano, ma intanto nella mia testa restava il sospetto amaro che, a causa del biglietto a un prezzo grottesco (39 € il giorno del concerto), la Bluesiana non sarebbe stata piena come siamo abituati ai concerti di Sardinas. In effetti il club non era del tutto pieno, ma si era comunque radunata una folla di fan entusiasti del grande bluesman nero americano.
La folla sotto il palco cominciava a spazientirsi quando, verso le dieci e mezza, sul palco è salito finalmente Eric Sardinas, accompagnato dai membri dei Big Motor. Sardinas è comparso come un dio nero, con il cappello scuro e calato giù che gli copriva gli occhi, gli immancabili pantaloni a zampa e, in mano, la sua compagna di sempre: la chitarra resofonica. Eric ha salutato il pubblico, ha detto che è bello tornare alla Bluesiana, dove si sente a casa, ha chiesto “Do you feel allright tonight?” e poi ha già strisciato sulle corde della sua chitarra bella provata e consumata. La Bluesiana ha tremato sui ritmi di I can’t be satisfied, Treat me right, Flames of love, It’s nothing new,… Con la sua energia Eric ha messo in movimento, ondeggiando, tutti i presenti. È sempre un vero piacere guardare le sue dita che scivolano, con lo slide sul medio della sinistra e il ditale sulla destra. La sua mano sinistra piega le corde senza sosta, quindi non sorprende che nemmeno i 2 capodastri sul manico reggano a pressioni così violente, e così la chitarra spesso si scorda mentre suona. Ma per Eric non è un problema: ogni tanto gira le meccaniche direttamente mentre suona. Il suo orecchio è semplicemente incredibile. Il suo dondolare sul palco e il battere degli stivali da cowboy pesanti sul pavimento rendono ancora più vivo l’arrangiamento acustico di Hellhound on my trail. Ovviamente il tutto lo canta senza microfono. Il pubblico incitava Eric a suon di urla di entusiasmo, ma lui non si lascia distrarre. A testa china e occhi chiusi fa scorrere le dita sulle corde senza interruzioni, perfino inspirazione ed espirazione sono sincronizzate con il ritmo. A volte sembra che il pubblico nemmeno lo noti. A ogni pezzo finito torna alla realtà tra applausi scroscianti e urla della folla, che invita sempre a partecipare con Get down to whiskey. Durante il concerto Eric ha presentato i membri dei Big motor: il bassista Lavelle Price, che segue Eric nei suoi viaggi senza sosta da anni, e il batterista Chris Frazier, new entry, che stavolta si è presentato per la prima volta al pubblico della Bluesiana. Per Chris i palchi non sono una novità: ha suonato in diverse band note e ha affinato le sue doti di batterista fino alla perfezione, cosa che ha potuto dimostrare anche alla Bluesiana con il suo assolo, più che eccellente. La sua perfezione tecnica è stata ricompensata dal pubblico con un bell’applauso. Per la chiusura Eric si è tenuto ancora una fissa dei suoi concerti, Taxomo, e poi ha lasciato il pubblico della Bluesiana, ben carico e infiammato, con un grazie e la promessa che tornerà presto a casa sua.
Lo show blues, durato un’ora e mezza buona, si è chiuso così, ma di sicuro non ha lasciato indifferente nessuno. Il modo di suonare e di raccontare le emozioni che vengono dal profondo del cuore, come fa Eric Sardinas, è qualcosa di unico. A dare ancora più profondità al messaggio dell’esibizione sono la sua mimica espressiva e i suoi movimenti, ed è per questo che la musica di Eric Sardinas va per forza ascoltata e vista dal vivo. Ascoltarla e basta dalle casse fa perdere gran parte di ciò che Eric vuole davvero dire alla gente con i suoi pezzi.
foto: Greg Žagar
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