Eric Sardinas si mangia Trieste in un boccone (2011)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Teatro Miela (Dom pristaniških delavcev) / Trieste / Italia
Data del concerto: 11.10.2011
Pubblico: 300 persone
Prezzo del biglietto: 20,00€
Quando il celebre Eric Sardinas fa ruggire il dobro e scatena sul palco la sua voce roca e tonante, è una calamita per un’esperienza live indimenticabile. Il moschettiere nero, che molti chiamano semplicemente “il re del dobro”, con la sua criniera riccia nera come il carbone e l’immancabile cappello a tesa spezzata, nero nell’anima, nero nel cuore, nero dalla testa ai piedi! Succede così quando il sangue nero del blues ti scorre nelle vene! Eric è considerato uno dei bluesman più autentici in assoluto, e uno dei più veri quanto a presenza scenica.
Trieste. La Casa dei lavoratori portuali, un posto splendido per goderti uno spettacolo del genere, famoso per l’acustica eccellente e dove torniamo sempre volentieri! Stavolta Eric si è fermato qui in compagnia dei suoi due compagni di Big Motor: il fedele Lavelle Price (basso) e il nuovo batterista Chris Frazier. Sì, hai letto bene! Quest’ultimo si è fatto un nome con Edgar Winter, Eddie Money, Steve Vai, nella stranissima formazione “Tak Matsumoto Group” dove divideva il palco con Eric Martin (Mr. Big) e Jack Blades (Night Ranger), ma il suo pedigree è decollato soprattutto dal 2006 in poi, quando, su consiglio di Doug Aldrich, si è unito a David Coverdale e ai leggendari Whitesnake, ha registrato con loro l’album “Good To Be Bad” (2008) ed è entrato a far parte del tour mondiale della band di allora.
Un’ondata di potenza e di ribellione blues rock ha fatto tremare le fondamenta della sala alle dieci e un quarto di sera! Dopo aver scaldato le dita con il famoso strisciare del bottleneck sul mignolo della mano sinistra e aver regolato le meccaniche sul manico della chitarra, Eric Sardinas si è piazzato proprio sul bordo del palco e ha chiesto al pubblico: “Everybody feeling good!?!?”. Poi, tra qualche “lick” velenosamente contorto sul dobro, ha sparato con i Big Motor un blues boogie rock ammiccante e tiratissimo, la canzone Worried Man Blues, che ha messo in movimento sincronizzato all’istante circa 300 spettatori.
Quando sul palco c’è Sardinas, la temperatura schizza subito al punto di ebollizione! All’uomo l’ambiente di stasera piaceva da matti. Il trio aveva a disposizione un bel palco concreto per aprirsi, e Sardinas ha letteralmente turbinato da un capo all’altro del palco, agitando come un indemoniato il suo strumento. Spontaneità senza limiti! Un paio di volte il tipo si è bello e ben impicciato col cavo in uno dei monitor e in una delle pause tra un pezzo e l’altro si è preso il suo tempo per “srotolarsi” dal monitor, per poi commentare: “Looks like it’s gonna be my problem tonight!”
Il trio ha dato fuoco al palco con pezzi come la velenosamente rapace e ritmatissima Flames Of Love, la nuova Road To Ruin dall’album appena uscito “Sticks And Stones” (2011), la quasi obbligatoria Texola, e ha infiammato il pubblico in modo particolare quando lo ha invitato ad accompagnarlo sul ritornello di Down To Whiskey! Nel repertorio non è mancato il diabolico comandamento alle ragazze Treat Me Right, e nemmeno I Can’t Be Satisfied suonata nella parte finale!
I momenti in cui il tipo si è concesso qualche minuto per portarci incontro alla tradizione autentica del “delta del Mississippi blues” sono stati le cover di Robert Johnson Hell Hound On My Trail e Come On In My Ktchen. Eric si porta sul bordo del palco e, in una versione “ridotta all’osso”, con un carisma di potenza straordinaria e un’energia sfrenata che evidentemente pesca da fonti inesauribili, arriva a un’interpretazione eccezionale che non ha eguali nel mondo del blues, ipnotizzando i presenti con onde sensuali di articolazione vocale, un impasto espressivo che racchiude dolore, struggimento, rabbia e sfida. In 8 Goin’ South ha messo per qualche istante da parte la sua ruvida virilità, mostrando il lato più sensibile del suo cuore. Ci ha stupiti anche con lo standard blues I Wonder Who, che ai suoi tempi affrontava anche il celebre eroe del blues scomparso Rory Gallagher! Anche la versione di Eric era di nuovo ridotta all’osso!
L’uomo, che sul palco ha sudato ettolitri, a metà concerto si è preso un po’ di tempo per una pausa, e il vuoto è stato riempito con mestiere prima da Price e poi da Frazier con due assoli eccellenti. Il maestro, armato di una combinazione straordinaria di feeling e spontaneità, ha fuso questi due elementi lungo tutta l’esibizione in un gioco scintillante che trasudava autenticità assoluta e in cui è impossibile prevedere come andrà a finire! Un viaggio più profondo nella tradizione blues non esiste. Quasi due ore di show ad alta potenza, di fragorosa devastazione di lick tirati allo spasimo, mentre si possono vedere volare limatura di ferro dalle corde e trucioli di legno dal dobro, il tutto controllato da una tecnica personalissima di finger picking, innaffiata da tuoni vocali. Eric Sardinas show! Niente ritirata e niente pietà per nessuno. Erotismo blues e nero struggimento che domano e mettono in catene perfino il diavolo in persona, fino a farlo diventare un piccolo, timido cagnolino!
foto: Aleš Podbrežnik
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